XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2691
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
costituzionale nasce dalla volontà di dare voce alla richiesta
dei cittadini della Romagna, che da lungo tempo aspira ad
essere riconosciuta come regione autonoma.
Si tratta di un diritto sancito dalla Costituzione
repubblicana, in forza del quale si chiede che si realizzi
quanto già scaturì dalla legge costituzionale 27 dicembre
1963, n. 3, per le regioni Abruzzo e Molise, ovvero la
separazione della Romagna dall'Emilia in due regioni distinte
e sovrane.
L'Emilia e la Romagna sono due identità territoriali con
specifici caratteri, sotto il profilo storico, culturale,
linguistico ed economico.
Già ai tempi di Diocleziano, l'attuale regione
Emilia-Romagna fu suddivisa, per ragioni amministrative, in
Aemilia (il territorio occidentale) e Flaminia (il
territorio orientale), quest'ultima diventata in seguito
Romania o Romandiola, quando la città di Roma
aveva perso il suo primato e l'Italia era piombata nel lungo
periodo barbarico. Con Romania si voleva identificare
quel lembo di terra, cuore dell'esarcato, tra l'Adriatico e il
fiume Panaro.
Dei confini romagnoli si parla oramai da molti secoli.
Biondo Flavio, padre della geografia storica della età del XV
secolo affermava "seguendo noi adunque l'usanza già antidata
porremo Romagna tra la Foglia, e Scultenna, o Panario fiumi, e
l'Apennino, e'l mar Adriano, la palude Padusa di qua di Po', e
di la anco, quanto si stende il Ferrarese fino a le paludi del
Veronese, e del Padovano, e fino a l'ultima foce di Po
chiamata Fornace". Diversamente, agli albori dell'unità
d'Italia, gli ex-ducati di Parma e Modena e le ex-legazioni
pontificie di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì furono unite
in una nuova regione: l'Emilia-Romagna. Il territorio
romagnolo fu smembrato e diviso in varie zone e di queste non
poche furono accorpate alla Toscana e alle Marche. La stessa
città di Imola e il suo circondano furono scorporati dalla
provincia di Ravenna e aggregati a quella di Bologna.
Anche dal punto di vista economico la regione Romagna con
la sua forte vocazione turistica e del territorio e con una
miriade di piccole e medie imprese diffuse in un'area
storicamente agricola fa di questa terra una potenziale
competitrice anche di altre regioni maggiormente popolose. La
nuova regione Romagna avrà una popolazione, compresa la città
di Imola, che supera il milione di abitanti, così come
richiesto dalla Costituzione, superando le stesse regioni
Molise (330.169 abitanti), Basilicata (609.884 abitanti),
Abruzzo (1.274.520 abitanti), Friuli-Venezia Giulia (1.184.614
abitanti) e Trentino-Alto Adige (922.209 abitanti).
La tenacia e la capacità imprenditoriale indiscussa della
popolazione romagnola garantiscono un futuro di
autosufficienza e la sua generosità favorirà un federalismo
solidale.
L'area interessata dalla costituenda regione Romagna è
quella definita dai fiumi Sillaro e Reno a nord, dal mare
Adriatico ad est, dallo spartiacque appenninico dalle sorgenti
del Sillaro al promontorio di Focara, da nord-ovest a sud-est,
con centro aggregante un capoluogo storico o il baricentro che
sarà individuato dagli stessi cittadini tramite
referendum.
Si chiede perciò il riconoscimento alla Romagna, che già
possiede per sue caratteristiche naturali una sua specifica
identità, dello status di regione autonoma a statuto
ordinario, per le sopra citate ragioni storiche, culturali,
linguistiche ed economiche ed un sentimento di radicamento
della popolazione con la sua storia.