XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2682
Onorevoli Colleghi! - Con la presente proposta di legge
si vuole ovviare ad una probabile "svista" del legislatore che
- in sede di adozione dei decreti legislativi relativi alle
attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano e della Conferenza Stato-città ed autonomie locali
(decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281) nonché del testo
unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267) - non ha tenuto conto
dell'Associazione nazionale dei piccoli comuni d'Italia
(ANPCI), quelli cioè con popolazione inferiore ai 5000
abitanti.
I piccoli comuni costituiscono il 72 per cento del totale
dei comuni d'Italia, amministrano il 50 per cento del
territorio nazionale e costituiscono un presidio
indispensabile e insostituibile a livello locale. I citati
decreti legislativi hanno "dimenticato" di inserire tra gli
interlocutori dello Stato i rappresentanti di queste piccole
ma importantissime comunità.
Si propongono, dunque, delle modifiche ai decreti
legislativi citati che mirano all'inserimento nella Conferenza
Stato-città ed autonomie locali anche dei rappresentanti
dell'ANPCI, al fine di salvaguardare le peculiarità dei
piccoli comuni permettendogli anche, di conseguenza, di
partecipare alla Conferenza unificata; a tale fine si emenda
l'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997.
La seconda serie di modifiche riguarda, invece, gli
articoli 271 e 272 del testo unico di cui al decreto
legislativo n. 267 del 2000, al fine di includere l'ANPCI tra
le associazioni che possono ottenere da parte degli enti
locali la disponibilità gratuita di locali da adibire a loro
sedi, nonché la possibilità di realizzare programmi del
Ministero degli affari esteri relativi alla cooperazione con i
Paesi in via di sviluppo.
Analogamente si richiede di estendere le norme previste
dagli articoli 271 e 272 del citato testo unico anche
all'Associazione nazionale difensori civici italiani (ANDCI),
nella convinzione che la stessa, oggi, per il consolidarsi
dell'istituto dei difensori civici è diventata un'associazione
rappresentativa di interessi diffusi a sostegno dei diritti
delle popolazioni amministrate.
Non ritenendo vi siano ragioni ostative all'accoglimento
di queste legittime richieste da parte dell'ANPCI e
dell'ANDCI, si auspica una tempestiva approvazione della
presente proposta di legge.