XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2672
Onorevoli Colleghi! - Le bande musicali, i cori e i
gruppi folcloristici musicali rappresentano un valore molto
importante e genuino della tradizione culturale musicale
italiana e sono presenti ovunque sul territorio nazionale,
anche nei paesi più piccoli e lontani dalle grandi città.
Essi sono, altresì, attraverso la comune passione per la
musica, strumento di aggregazione, di comunicazione e di
socializzazione per giovani, adulti e anziani, contribuendo ad
allontanare i giovani, in particolare, da tentazioni meno
commendevoli.
La loro presenza e i loro interventi rendono vivace ogni
manifestazione pubblica di festa, creando momenti di felicità
indistintamente per bambini, giovani e anziani, così come sono
un indispensabile elemento per conferire solennità alle
celebrazioni commemorative o patriottiche oppure per
contribuire alla riflessione interiore e alla condoglianza nei
momenti tristi della collettività.
Infine, bande musicali, cori e gruppi folcloristici
musicali contribuiscono, in maniera determinante, alla
diffusione della conoscenza e della pratica musicale
tradizionale degli strumenti a fiato e a percussione, in una
società che tende sempre di più alla cultura musicale
moderna.
Oggi in Italia le formazioni musicali amatoriali sono,
però, neglette, non sono indirizzate né promosse e vivono solo
grazie alla generosità e alla spontaneità di coloro che ne
apprezzano il valore culturale e sociale.
La legge 14 agosto 1967, n. 800, all'articolo 40, prevede
la concessione di contributi a favore di complessi bandistici
a titolo di concorso nelle spese di impianto e funzionamento
ovvero che svolgono almeno 150 concerti annui in Italia e
all'estero. Tuttavia si rende necessario predisporre una
disciplina che, partendo dal riconoscimento della musica
popolare bandistica, folcloristica e corale quale aspetto
fondamentale della cultura e della tradizione nazionali, offra
un quadro normativo di riferimento di tutela e promozione
della musica popolare. Nella XIII legislatura era stata
approvato dal Senato della Repubblica, un disegno di legge
molto ambizioso recante "Disciplina degli interventi pubblici
per la promozione, il sostegno e la valorizzazione delle
attività musicali" (vedi atti Senato numeri 2619, 755, 1547 e
2821), nel quale la musica popolare amatoriale dei cori e
delle bande aveva trovato un modesto generico accenno solo
grazie ad emendamenti presentati dall'opposizione.
La presente proposta di legge intende, quindi, porre
rimedio al persistere di una negligenza da parte dello Stato
che dura da oltre trent'anni nei confronti della musica
popolare amatoriale bandistica, folcloristica e corale secondo
una filosofia che prevede, in sintesi:
la definizione delle peculiarità dell'"associazione
musicale popolare" e i conseguenti incentivi nonché
agevolazioni statali;
la promozione dell'insegnamento della musica popolare
nelle scuole statali e paritarie;
l'istituzione della "Giornata nazionale della musica
popolare" e l'incentivazione degli scambi con analoghi
complessi musicali stranieri e nazionali;
la salvaguardia delle competenze regionali e delle
province autonome in materia, in ossequio al dettato
costituzionale.