XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2670
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
parte dalla considerazione che le recenti innovazioni
legislative in materia di sicurezza stradale - legge 7
dicembre 1999, n. 472, che ha introdotto modifiche al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada)
- hanno avuto l'indiscutibile merito di prevedere
l'obbligatorietà per tutti dell'uso del casco, sia per i
conducenti di ciclomotori che di motocicli, sia per i
conducenti minorenni che per quelli maggiorenni. Secondo
l'articolo 171 del Nuovo codice della strada potranno infatti
evitare di mettere il casco i conducenti di ciclomotori e
motocicli, anche a tre ruote, soltanto se dotati di specifici
dispositivi di sicurezza. Sono previste sanzioni pecuniarie
per chi viene sorpreso senza casco e, se il mancato uso del
casco riguarda un minore trasportato, il conducente risponde
della violazione anche per il passeggero; viene punito con
sanzioni pecuniarie anche chi importa e vende caschi non
omologati. Qualora il conducente sia minorenne scatta il
sequestro (fermo amministrativo) del veicolo per 30 giorni.
Infatti, il comma 3 dell'articolo 171 del Nuovo codice della
strada novellato così recita: "Se la violazione è commessa da
conducente minorenne, in luogo della sanzione pecuniaria si
applica il fermo amministrativo del veicolo per giorni trenta
(...)".
Nonostante queste previsioni e il rafforzamento di alcune
sanzioni per le violazioni del Nuovo codice della strada,
apportate da ultimo dal decreto legislativo 15 gennaio 2002,
n. 9, contenente disposizioni integrative e correttive del
Nuovo codice della strada e parzialmente attuativo della
delega prevista dalla legge 22 marzo 2001, n. 85, tuttavia,
permangono motivi di insoddisfazione per i risultati che ci si
augurava di raggiungere riguardo al rapporto tra le norme
riguardanti l'uso del casco e la diminuzione degli
incidenti.
Risultano ancora basse le percentuali, nelle regioni del
sud d'Italia, sul rispetto delle norme riguardanti l'uso del
casco; regioni, dove peraltro, la situazione si presenta più
complessa per un minore controllo del territorio da parte
degli organi di polizia stradale.
Se si tiene conto che solo nel 1999 il 70 per cento delle
vittime di incidenti stradali su ciclomotore non indossava il
casco e che il 50 per cento aveva meno di trent'anni si
comprende facilmente la necessità e l'urgenza di intervenire
con norme aventi carattere di deterrenza allo scopo di
prevenire e tutelare la sicurezza e la salute dei
cittadini.
Da una recente analisi di impatto delle nuove disposizioni
che estendono a tutti l'uso del casco, condotta da "Progetto
casco 2000" (al quale hanno aderito 57 aziende sanitarie
locali distribuite su tutto il territorio nazionale, 26 al
nord, 11 al centro e 20 al sud, preposte anche al monitoraggio
degli incidenti) è possibile valutare i risultati
dell'applicazione della nuova legge. Immediatamente dopo la
sua entrata in vigore la linea di tendenza generale rilevata è
stata quella di un aumento dell'uso del casco, fino a
raggiungere percentuali d'uso maggiormente al nord e al centro
(95 per cento) e superando di poco il 60 per cento al sud. Una
netta diminuzione degli arrivi al pronto soccorso (40 per
cento sul territorio nazionale) e una marcata riduzione di
quelli con diagnosi riconducibili alle lesioni del capo (fino
al 75 per cento). Dall'analisi di questi dati si può
senz'altro affermare che la nuova legge ha permesso di salvare
numerose vite umane e di ridurre i casi di invalidità
grave.
Tuttavia, a distanza di un anno dall'entrata in vigore
della legge, è interessante notare come le percentuali siano
rimaste sostanzialmente invariate e come gli incrementi
osservati inizialmente nell'uso del casco tra i ciclomotoristi
si siano stabilizzati; mentre ci saremmo attesi un ulteriore
aumento delle percentuali nell'uso del casco, soprattutto con
riferimento alle regioni meridionali del Paese, dove incidono
diversi elementi, fra i quali fattori ambientali e culturali,
che trasformano l'obbligatorietà dell'uso del casco in un
semplice "optional".
Un sistema democratico si misura anche nell'acquisizione,
da parte della maggioranza dei cittadini, della consapevolezza
che un piccolo sacrificio individuale possa tradursi in un
grande vantaggio sia personale che collettivo. Ciò è tanto più
vero se si hanno a mente innanzitutto le tante vite umane che
possono essere salvate, ma anche gli altissimi costi
dell'assicurazione quali conseguenze dell'imprudenza dei
guidatori e dell'alto numero di incidenti; in Italia, fra
l'altro, il danno alla salute per incidenti stradali risulta
essere doppio rispetto ad altri Paesi europei. Se, come in
ogni società evoluta, si vogliono condividere i costi sociali
e mantenere fermo il principio di un'assistenza sanitaria
pubblica per tutti - lo stesso articolo 1 del decreto
legislativo n. 9 del 2002 recita che "la sicurezza delle
persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità
primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo
Stato" - è altresì evidente che occorre intervenire affinché
vengano ridotti il numero, gli effetti degli incidenti
stradali e diminuiti i costi che la collettività paga per
tutti, anche per quelli che non indossano caschi e cinture di
sicurezza.
Scopo della presente proposta di legge è quindi quello di
introdurre alcune modifiche legislative volte a rafforzare il
carattere di efficacia delle sanzioni previste dal Nuovo
codice della strada.
L'articolo 1 introduce la sanzione della confisca
amministrativa, laddove si ravvisi l'ipotesi di reiterazione
della violazione della norma sull'uso del casco.
L'articolo 2 disciplina le conseguenze della confisca,
prevedendo la vendita al pubblico incanto del ciclomotore o
motociclo sottoposto a confisca e disponendo per l'utilizzo
del ricavato della vendita.
La presente proposta di legge intende, infine, affrontare
il problema della sicurezza stradale anche dal punto di vista
delle risorse e sotto il profilo degli interventi di tipo
prevenzionale. All'articolo 3 si prevede che le somme
derivanti dalla confisca vadano ad incrementare un Fondo
appositamente costituito presso il comune, allo scopo di
sostenere politiche di intervento per la sicurezza stradale,
contribuendo ad incentivare tutti i comuni a promuovere
iniziative con finalità preventive e di carattere educativo
incentivanti l'uso del casco, nonché a predisporre programmi
ed interventi improntati al miglioramento della stessa
sicurezza stradale.