XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2648
Onorevoli Colleghi! - Il problema delle carceri negli
ultimi tempi è stato al centro dell'attenzione generale.
Ai gravi problemi del sovraffollamento, delle carenze
strutturali, delle limitazioni degli spazi di socialità e
trattenimento, delle restrizioni della legge 10 ottobre 1986,
n. 663 (cosiddetta "legge Gozzini"), non ha corrisposto una
seria azione politica.
Il carcere va umanizzato per corrispondere ad una
tradizione che intende la pena quale fattore anche
riabilitativo.
Un'area spesso trascurata nella normale gestione del
trattamento è costituita dalla fruibilità delle normali
relazioni affettive.
Si assiste spesso ad una visione riduttiva che trascura
l'impatto che una normale, corretta e sana vita affettiva può
ingenerare anche al fine di un recupero sostanziale delle
normali relazioni con il contesto familiare e sociale.
Una innovazione di questo tipo, suggerita ed avallata da
tutti i professionisti sociali attenti allo sviluppo delle
persone, costituirebbe un'indubbia apertura che
qualificherebbe ulteriormente la politica penitenziaria.
Va anche ribadito che appare riduttivo pensare
all'iniziativa come semplicemente impostata sullo scambio
sessuale con partner, atteso che il significato delle
innovazioni va oltre questo aspetto, iscrivendosi in una più
generale riforma tesa ad umanizzare l'intero pianeta
carcerario.
Si tratta di garantire quei legami, quella solidarietà,
quel bisogno di stringere un figlio o di abbracciare una
madre, senza che questo possa essere negato o raggelato dalle
fredde regole vigenti negli istituti.
Dal provvedimento emergono le richieste di aumento delle
ore di colloquio con conviventi e coniugi, di allargamento del
sistema dei permessi, dell'applicazione dell'articolo 21
dell'ordinamento penitenziario per la tutela e la cura dei
figli.