XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2635
Onorevoli Colleghi! - Nell'ultimo ventennio la nostra
economia ha subìto modificazioni e cambiamenti radicali tali
da soppiantare una struttura produttiva essenzialmente basata
sull'agricoltura tradizionale e da proiettare l'Italia nella
fascia dei Paesi maggiormente industrializzati. Questo
cambiamento, insieme allo sfruttamento intensivo delle zone
pianeggianti e delle colline litoranee che rappresentano le
zone più importanti e produttive per l'agricoltura, hanno
provocato un progressivo abbandono delle zone montane e rurali
creando un negativo impatto paesaggistico, ambientale e
sociale.
L'agricoltura intensiva e l'uso insensato di prodotti
chimici, quali fertilizzanti, concimi, diserbanti, additivi,
antiparassitari e fitofarmaci, stanno provocando un
insostenibile depauperamento dei terreni, nonché un grave
squilibrio dell'ecosistema. E' sempre più lungo l'elenco dei
prodotti chimici che stanno portando la nostra produzione
agricola alla loro dipendenza. Si innesca così un circolo
vizioso per cui per ottenere la massima quantità di prodotti
per ettaro occorre fare ricorso ad un uso sempre più massiccio
e su larga scala di questi composti chimici.
Dalla prima metà degli anni ottanta, oltre che
dall'agricoltura biologica, un segnale sempre più positivo di
inversione di tendenza e di limitazione di prodotti chimici
viene dal settore dell'agriturismo. Fenomeno, questo, che già
rappresenta una valida alternativa, anche economica, per
quelle realtà rurali, strutturalmente deboli, ma attraenti dal
punto di vista naturalistico, paesaggistico ed ambientale.
Questo turismo a basso impatto ambientale mentre in Italia ha
trovato inizialmente grosse difficoltà, tant'è che si
registrano grosse anomalie tra le regioni, nel resto
dell'Europa ha avuto uno sviluppo impressionante.
L'agriturismo è considerato un settore importante per lo
sviluppo economico dell'Unione europea e costituisce altresì
un innegabile fattore sociale di riconoscimento della
diversità delle culture, dei luoghi e dei modi di vita e può,
se adeguatamente sostenuto, rappresentare un eccezionale
volano sia di salvaguardia del territorio, sia di produzione e
di integrazione di reddito per quanti vivono in quei
territori. Nello stesso tempo, l'agriturismo già rappresenta
in molte zone del Paese una valida alternativa ecocompatibile
all'insostenibile turismo di massa.
Attualmente la crescente domanda di agriturismo pone il
problema di azioni positive specifiche, tali da garantire la
fuoriuscita da qualsiasi episodicità facendola divenire
elemento costante di crescita economica e pertanto di tutela
ambientale in considerazione dei metodi e dei mezzi di
utilizzo per soddisfare la richiesta.
La presente proposta di legge intende dare una risposta
allo sviluppo ecosostenibile di quelle straordinarie aree
rurali del Paese situate in territori caratterizzati da
rilevanti elementi naturalistici, paesaggistici e
storico-culturali, attraverso iniziative di valorizzazione,
conoscenza e fruizione dell'ambiente rurale, della sua
cultura, delle sue tradizioni e dei suoi prodotti
agroalimentari e artigianali. Per fare questo è necessario
superare l'obsoleta normativa della legge 5 dicembre 1985, n.
730, recante "Disciplina dell'agriturismo", ridando vigore
agli imprenditori agricoli e alle realtà locali.
Con la presente proposta di legge si intende aggiornare la
normativa vigente, facendo sì che questo settore possa
realmente contribuire alla valorizzazione degli ambienti
rurali, alla tutela ed alla salvaguardia del territorio e allo
stesso tempo dare una speranza a quanti, soprattutto giovani e
donne, vogliano crearsi una nuova occupazione.