XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2632
Onorevoli Colleghi! - Una misura dell'incidenza della
musica leggera in genere sull'economia del nostro Paese può
ricavarsi, attualmente, leggendo i dati di bilancio della
Società italiana degli autori ed editori (SIAE), dai quali si
desume che dal settore deriva circa il 75 per cento degli
incassi complessivi.
L'assenza di una disciplina organica e puntuale delle
attività legate al mondo della musica leggera rende, infatti,
difficile stabilire per altre vie l'importanza del movimento
occupazionale ed economico che esso genera.
Tale stato di cose ha portato all'emergere di numerosi
disagi tra operatori ed utenti, con un conseguente
indebolimento del mercato e, in particolare, con la
vanificazione di un potenziale fattore di crescita economica,
che sino ad oggi ha fatto comunque sentire il proprio peso.
Le prestazioni rese in questo particolare settore
dell'economia, non hanno mai goduto di una seria e piena
considerazione da parte del legislatore. Da ciò deriva che il
lavoro artistico, legato alla musica leggera, è caratterizzato
da precarietà, sommerso e assenza di tutele minime, garantite
a qualunque forma di prestazione d'opera.
La disciplina che con la presente proposta di legge si
intende dettare mira a recuperare il ruolo che si addice al
lavoro svolto da operatori ed artisti, interpreti ed esecutori
della musica leggera.
Il testo propone la definizione per essi di una forma di
lavoro subordinato atipico, collegando ad esso previsioni
previdenziali, assicurative e fiscali nonché strutture di
verifica delle professionalità degli operatori tutti.
La presente proposta di legge, con l'insieme delle
disposizioni in cui si articola, interviene per ridurre lo
sfruttamento del lavoratore e per far emergere il lavoro nero,
senza con questo incidere sulla libertà artistica, che è linfa
vitale per chi opera nel settore della musica leggera.