XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2616
Onorevoli Colleghi! - Anche per l'anno scolastico
2001-2002 sono state emanate misure urgenti per l'avvio
dell'anno scolastico, le quali fanno riferimento anche a
quanto è già stato previsto dal decreto-legge 28 agosto 2000,
n. 240, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre
2000, n. 306.
Tuttavia, le misure adottate per il corrente anno
scolastico non affrontano né risolvono definitivamente
l'annosa problematica delle diverse migliaia di docenti che,
da notizie pervenuteci dal Comitato italiano insegnanti di
sostegno e dalla Federazione delle associazioni dei docenti
per la integrazione scolastica, in quasi tutte le regioni
italiane risultano già da mesi aver concluso le loro attività
formative seguite nei numerosi corsi attivati per la
specializzazione polivalente di insegnante di sostegno alle
classi con presenza di alunni portatori di handicap, e
istituiti presso alcune facoltà di scienze della formazione
delle università degli studi ai sensi e per gli effetti del
decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975,
n. 970, e del decreto del Ministro della pubblica istruzione
24 novembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 131 del 7 giugno 1999.
Quanto alle finalità perseguite da tali corsi di
specializzazione per il sostegno, va sottolineato che tali
corsi hanno avuto come finalità principale l'effettiva
realizzazione del diritto all'istruzione ed alla integrazione
scolastica garantito dalla Carta costituzionale a tutti i
cittadini, compresi quelli più svantaggiati e più deboli come
tutti quegli studenti portatori di handicap che vedono
così assegnati alle proprie classi scolastiche docenti
specializzati per la integrazione scolastica, fondamentali per
la integrazione scolastica di ogni portatore di
handicap.
Va rammentato, inoltre, che le suddette norme
costituzionali sono state poste a garanzia del diritto
all'istruzione ed all'integrazione scolastica delle persone
disabili e, in particolare, sono state recepite nella legge
quadro n. 104 del 1992 che all'articolo 14, in combinato
disposto con l'articolo 6 del citato decreto del Ministro
della pubblica istruzione 24 novembre 1998, ha generato, di
fatto, come detto, una ampia classe di docenti precari della
scuola specializzati ma non "abilitati" per le attività di
sostegno.
Inoltre, il diploma di specializzazione conseguito ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 970 del
1975 e del decreto del Ministro della pubblica istruzione 24
novembre 1998, è riconosciuto come abilitante per l'accesso
alla docenza su posti di sostegno, ma non consente una
stabilizzazione sul posto di lavoro dei docenti che ne
risultano in possesso, poiché tale diploma di specializzazione
non assume anche un valore di "abilitazione", necessaria, come
è risaputo, per la trasformazione del rapporto di lavoro da
tempo determinato a tempo indeterminato presso
l'amministrazione scolastica di tale categoria di docenti, che
continuano ad essere quasi dei "clandestini" per
l'amministrazione scolastica, oltre che essere nello specifico
alieni da qualsiasi rilevazione, deduzione e, soprattutto,
disposizione adottate in materia di insegnamento di sostegno
da parte dell'amministrazione scolastica stessa!
Ed ancora, ai sensi della legge n. 104 del 1992 sono stati
per di più attivati in quasi tutte le università italiane
apposite scuole di specializzazione all'insegnamento
secondario (SSIS) (per la sezione secondaria) ed appositi
corsi di laurea in scienze della formazione primaria (per la
sezione primaria), ai quali si accede nel rispetto dei
contingenti numerici limitati e per i quali, ai sensi del
decreto-legge n. 240 del 2000, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 306 del 2000, le stesse università sono
autorizzate a rilasciare dei diplomi di specializzazione per
le prime, e di laurea per le seconde, riconosciuti come
parimenti "abilitanti" per l'insegnamento del sostegno ai
soggetti portatori di handicap, oltre che ad assumere il
valore di "abilitazione" che, di fatto, mortificano le
aspettative di diritto di tutto quel vasto personale precario
già specializzato con i suddetti corsi per il sostegno con
analogo percorso biennale e universitario ma non "abilitato"
e, dunque, ingiustamente discriminato!
In conseguenza, appare palese l'evidente discriminazione
operata su tutti quei docenti che, nel frattempo, si sono
specializzati ed a breve si andranno a specializzare per il
sostegno (si veda, ad esempio, quelli che attualmente
frequentano ancora i corsi - per la sola sezione primaria -
attivi presso l'università di Trento), mediante i corsi
istituiti ai sensi dei citati decreto del Presidente della
Repubblica n. 970 del 1975 e decreto del Ministro della
pubblica istruzione 24 novembre 1998. Il richiamato
decreto-legge n. 240 del 2000, convertito, con modificazioni,
alla legge n. 306 del 2000, non consente, pertanto, anche a
questi ultimi docenti di possedere un titolo "abilitante" per
l'insegnamento su posti di sostegno, che presenti
contestualmente anche il valore di "abilitazione", come al
contrario avviene, per quei docenti specializzatisi presso le
SISS e per quei docenti che si stanno laureando con la nuova
laurea specialistica in scienze della formazione primaria.
In tale maniera, continua a perdurare nell'intero Paese
una situazione di contraddittoria discriminazione dei docenti
specializzatisi per il sostegno la quale, oltre che nascere da
una norma sindacabile anche sotto il profilo della stessa
legittimità costituzionale, si pone sicuramente come
disagiante e mortificante per le legittime aspettative di
tutti gli studenti portatori di handicap che,
attualmente, non vedono pienamente garantito il loro diritto
costituzionale alla istruzione scolastica specialistica ed
alla continuità didattica!
Dunque, onorevoli colleghi, continua a perdurare
nell'intero Paese una non meno mortificante ed alienante
condizione di precariato per tale vessata categoria di docenti
specializzati per il sostegno mediante i corsi istituiti ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 970 del
1975 e del decreto del Ministro della pubblica istruzione 24
novembre 1998, la quale viene così "condannata" ad uno stato
di insicurezza occupazionale, atteso che anche per essa non
viene ancora proposto ed attivato alcun percorso riservato o
alternativo per il conseguimento della abilitazione
all'insegnamento!
Questi ultimi docenti specializzatisi per il sostegno,
tuttavia, ora rischiano di vedere cancellati i numerosi sforzi
che fino ad oggi hanno compiuto e tutte le attività
accademiche di studio e gli esami che, alla stregua dei loro
"privilegiati" colleghi delle SISS, hanno effettuato presso le
diverse università italiane; tutto ciò per effetto delle
omesse decisioni e degli omessi provvedimenti che
opportunamente andavano e vanno adottati da chi detiene la
legittimità ed il potere di intervento.
Per altri versi, con il recente decreto 20 febbraio 2002
il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca
nulla ha previsto per la soluzione del problema, mentre ha
previsto di indire ulteriori percorsi di specializzazione per
il sostegno presso le SISS rivolti a tutti quegli insegnanti
già in possesso di una abilitazione e che hanno effettuato
preferibilmente almeno un anno scolastico di servizio nel
sostegno, tralasciando, però, di considerare che esistono già
tutte le denunciate migliaia di "clandestini" docenti
specializzatisi recentemente per il sostegno e che, ancora,
nella incertezza per il loro futuro occupazionale, entro il 31
dicembre del corrente anno accademico dovranno conseguire la
loro specializzazione per il sostegno, limitatamente agli
indirizzi di scuola primaria!
Con la consapevolezza che è necessario risolvere tale
precaria situazione e le evidenti ingiustificate disparità di
trattamento tra studenti specializzati per il sostegno in
virtù di percorsi accademici previsti da differenti normative
che lo hanno istituito, con la presente proposta di legge si
intende intervenire per una equa regolarizzazione dell'accesso
all'attività di sostegno in ogni ordine e grado del servizio
scolastico pubblico, così come già operato in passato,
auspicando che il Parlamento approvi con urgenza le opportune
modifiche in materia di accesso e di disciplina generale della
professione docente.