XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2613
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
intende completare un percorso legislativo che ha visto, nel
corso della XIII legislatura, l'approvazione di due importanti
leggi, la legge 26 febbraio 1999, n. 42, e la legge 10 agosto
2000, n. 251, che hanno ridisegnato il profilo e il ruolo
delle professioni sanitarie.
Tale processo non ha potuto portare a compimento
l'estensione a tutte le professioni della materia ordinistica
sia per la concomitanza della discussione sulla riforma degli
ordini sia perchè il lavoro parlamentare vedeva prossima la
fine della legislatura.
Si presenta così nel momento attuale una discrasia tra le
diverse professioni sanitarie in quanto infermieri, ostetriche
e tecnici sanitari di radiologia medica sono costituiti in
ordini professionali, mentre tutte le altre professioni
sanitarie non godono di questa opportunità. La presente
proposta di legge intende quindi colmare tale lacuna e
consentire alle professioni sanitarie un ulteriore passo verso
il riconoscimento della deontologia professionale, condizione
per un maggiore contrasto all'abusivismo nelle professioni e
per una migliore riconoscibilità dell'autonomia professionale,
garanzia fondamentale per l'esercizio di prestazioni e servizi
di migliore qualità.
L'articolo 1 inquadra le professioni sanitarie e gli
assistenti sociali nel comparto sanità, in due categorie,
quelle dei professionisti e dei dirigenti.
L'articolo 2 istituisce gli ordini professionali,
articolandoli in quattro aree, in conformità alla legge n. 251
del 2000, con la possibilità per le ostetriche e i tecnici di
radiologia medica di decidere se mantenere la propria
autonomia o confluire nell'ordine dell'area di appartenenza.
All'interno dell'ordine sono previsti albi distinti per le
diverse professioni.
L'articolo 3 chiarisce l'equipollenza dei diplomi
precedentemente acquisiti, tanto per l'esercizio della
professione che per l'accesso alla formazione universitaria
superiore. Propone altresì una migliore articolazione con un
decentramento della formazione infermieristica, anche al fine
di offrire maggiori opportunità formative e superare la
carenza di tale personale. Consente, infine, l'esercizio della
libera professione intramuraria al pari degli altri
professionisti sanitari laureati e la stipula di schemi tipo
convenzionali per l'erogazione di prestazioni di prevenzione,
cura e riabilitazione, in particolare a domicilio
dell'utente.