XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2588




        Onorevoli Colleghi! - L'esigenza di questa iniziativa nasce dalla necessità di definire, finalmente anche nel nostro Paese, le figure che possono realizzare le attività di educazione motoria, fisica e sportiva come servizio prestato in una libera attività professionale.
        Oggi, purtroppo, non esiste, tra l'altro, una norma che disciplina chi può dirigere e gestire una palestra, quali titoli deve avere, quali attività e servizi può offrire.
        Ciò, oltretutto, facilita alcuni fenomeni che si stanno diffondendo, legati ad interventi precoci e non adeguati che, invece di aiutare quanti frequentano queste attività, li penalizzano a tal punto da determinare, in alcuni casi, vere e proprie patologie, con conseguenti oneri a carico del Servizio sanitario nazionale. Per non parlare poi di un nuovo fenomeno che si è sviluppato nelle palestre che è la promozione, se non addirittura il commercio, di integratori e di sostanze anabolizzanti.
        E' necessario pertanto stabilire quali titoli devono avere questi professionisti a cui spetta il compito, in scienza e coscienza, di offrire responsabilmente tale servizi agli utenti.
        Inoltre, la domanda sociale dello sport per ognuno, dell'educazione fisica nelle sue varie forme ed articolazioni, in modo particolare per i giovani, implica una risposta più adeguata e sistematica.
        La proposta di legge istituisce l'ordine e l'albo professionale degli educatori fisici e sportivi che operano, a vari livelli di responsabilità, nel vasto settore delle attività motorie con competenze e specializzazioni specifiche diversificate.
        Considerato che le attività motorie, ludiche e sportive hanno precise finalità formative, non può essere dimenticato che rappresentano, oltre che un servizio di prevenzione della salute fisica, uno strumento di perfezione umana e sociale, ne scaturisce che tutte queste attività, derivanti dall'educazione fisica e sportiva, devono essere consentite esclusivamente a persone qualificate.
        La soluzione proposta si canalizza dentro quegli istituti e quei princìpi che già nell'ordinamento italiano disciplinano i vari ordini professionali e, nella fattispecie, vanno esaminati i tratti salienti della legislazione in vigore, che riguarda appunto i vari ordinamenti professionali.
        Ricordiamo che per ordinamento professionale si intende l'organizzazione di una determinata professione di ordine intellettuale, che esige il titolo di studio iniziale; poi l'abilitazione all'esercizio professionale, attraverso l'esame di Stato previsto dalla Costituzione, ed infine l'iscrizione all'albo professionale.
        Ove difettasse uno di questi requisiti si potrebbe incorrere nel reato di cui all'articolo 348 del codice penale che, appunto, punisce l'esercizio abusivo di una professione.
        Per quanto concerne il perché, e quindi la necessità ed utilità dell'istituzione dell'ordine e dell'albo professionale degli educatori fisici e sportivi, basti considerare come la domanda di attività motorie e sportive, educative e rieducative si fa ogni giorno più pressante.
        Infatti l'acquisizione di abilità motorie ed il raggiungimento di un buon livello di salute e di benessere forniscono alle persone le risorse per affrontare in modo adeguato le situazioni della vita, e proprio la salute rappresenta lo stato di equilibrata fruizione delle proprie risorse fisiche, intellettive, affettive e di interrelazione con gli altri che si fonda sulla consapevole conoscenza di sé che, in un continuo divenire, evolve nel corso della vita.
        Questo dimostra quali e quante siano le responsabilità dell'esperto in attività motorie, fisiche e sportive, e pertanto crediano sia giusto, e non più differibile, stabilire una normativa che chiarisca quali siano le figure che possano essere preposte a questa importante e certamente non delegabile funzione.
        Non va altresì dimenticato che il bisogno di movimento a carattere salutistico e le attività motorie vanno sempre più confondendosi e il mercato, trasformandoli in business, ne va sempre più snaturando i presupposti scientifici ed educativi, facendo perdere i loro peculiari significati per acquisirne altri di dubbia valenza sul piano etico-formativo.
        Pertanto ora rimane da considerare, anche se pare superfluo, se la professione dell'educatore fisico e sportivo, che in Italia è rappresentata dai diplomati degli istituti superiori di educazione fisica e dai laureati in scienze motorie e sportive, ha una matrice culturale, costituente titolo per l'esercizio di questa professione nel tessuto sociale.
        La realizzazione di un ordine e di un albo professionale, per quanto possa sembrare anacronistica, nella fattispecie diventa indispensabile per stabilire chi ha il diritto di poter offrire certi servizi onde realizzare una effettiva garanzia del cittadino-utente affinché possa usufruire delle prestazioni professionali di un operatore che assicuri legittima competenza e professionalità certa.
        Un altro punto, anche se già evidenziato, ma non sufficientemente focalizzato, è quello di vedere se esista una funzione sociale o un fine pubblico che giustifichi il riconoscimento legislativo dell'ordine e dell'albo professionale.
        Questo è un aspetto comune a tutta la legislazione - come s'è detto in esordio - che di volta in volta ha riconosciuto i vari albi professionali.
        Nel caso e nella situazione che abbiamo presentato all'attenzione degli onorevoli colleghi la soluzione è facile e piana perché l'obiettivo dell'attività professionale di cui stiamo parlando è senza meno la promozione e la tutela della salute fisica e psichica, ed è su questa rilevante funzione sociale che si radica, quindi, la disciplina dell'esercizio professionale dell'educatore fisico e sportivo.
        Trattasi di fine pubblico che rappresenta uno dei princìpi cardine della nostra Costituzione. Quindi, nella specie, troverebbe valida e funzionale collocazione il concorso di un ordine professionale degli educatori fisici e sportivi, la cui attività ha come scopo quello di promuovere e salvaguardare la salute psico-fisica dell'uomo cittadino.




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