XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2552




        Onorevoli Colleghi! - Il mondo delle libere professioni è in piena espansione e sono soprattutto in forte aumento le attività professionali non regolamentate in ordini e collegi professionali. Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) ha stimato in quasi tre milioni i lavoratori in gran parte autonomi, ma anche dipendenti, impegnati nelle più diverse attività professionali. Un numero già di per sé rilevante e destinato ad aumentare nei prossimi anni con il grande sviluppo delle professioni emergenti nella new economy e nella net economy.
        Questa realtà estremamente variegata di figure che contribuisce a dare nuova spinta alla nostra economia necessita, pertanto, una regolamentazione, cioè l'emanazione di norme a tutela delle nuove professioni in grado di coniugare, però, la tutela dei consumatori, da un lato, ed i professionisti seri e capaci dall'altro.
        Inoltre, va sottolineato che la proposta di legge si prefigge lo scopo di tutelare i professionisti facilitando la libera circolazione degli stessi nell'Unione europea.
        Al contempo tale obbiettivo deve essere conciliato con il principio della libera iniziativa economica privata e le regole del mercato.
        La libertà di azione è un principio fondamentale da tutelare, in quanto le attività professionali in esame sono in gran parte di nuova o nuovissima costituzione.
        Una regolamentazione rigida, simile a quella riservata alle professioni tradizionali e protette rischierebbe di impedire la crescita delle nuove professionalità che abbisognano di un regime elastico che consenta loro di adeguarsi alle esigenze mutevoli del mercato ed ai continui aggiustamenti imposti dal progresso scientifico e tecnologico.
        La duplice tutela, sia dei professionisti che dei consumatori, può essere garantita non agendo sulla professione in quanto tale, ma sul "prodotto", ponendo in essere meccanismi di controllo della qualità delle prestazioni offerte.
        Trattandosi di prestazioni professionali, pertanto svincolate dall'obbligazione di risultato, tale controllo può essere ottenuto mediante il rilascio di certificazioni di qualità ai singoli operatori che si dovranno sottoporre a controlli atti a verificare l'esercizio abituale e continuativo della professione, l'aggiornamento costante ed un comportamento corretto e conforme alle norme deontologiche.
        Numerose associazioni hanno già avviato privatamente e da tempo un simile percorso sperimentando un modello che, sebbene solo parzialmente, è volto a soddisfare tre esigenze prioritarie: a) la necessità di non privare le singole associazioni della loro libertà e autonomia di azione, nonché del potere di impulso per la definizione dei profili dell'attività professionale oltre ai criteri necessari per il rilascio della certificazione di qualità; b) la necessità che il rilascio delle certificazioni non sia lasciato alle associazioni stesse, che non potrebbero garantire la serietà dei controlli, sia perché non sono soggetto terzo rispetto agli iscritti, sia perché i costi necessari ad eseguire i controlli sarebbero troppo elevati per ciascuna singola associazione; c) la necessità, al tempo stesso, che le associazioni non siano escluse dal processo di formazione dei criteri base per la certificazione.
        Il modello disciplinato dalla presente proposta di legge prevede l'istituzione di diversi sistemi: il "Sistema nazionale per il miglioramento della qualità professionale", formato dai rappresentanti di organismi e di associazioni sia di professionisti, sia di consumatori; il "Sistema nazionale di certificazione della qualità professionale" per il rilascio dei certificati e lo svolgimento delle verifiche e dei controlli a tale fine necessari in ottemperanza alla norma europea EN 45013.
        Le norme per il corretto svolgimento della professione sono emanate dall'organismo nazionale di normazione che opera in conformità alla legge istitutiva dell'Ente nazionale italiano di unificazione (UNI).
        In tale modo la certificazione è rilasciata da un organismo terzo e le associazioni partecipano all'attività di definizione delle professioni e di formazione dei criteri di certificazione, l'una controllando l'altra e tutte operando per il miglioramento costante del proprio buon nome e quindi della qualità della professione certificata.
        L'ampio lavoro di analisi e di studio del fenomeno delle professioni non regolamentate realizzato dal CNEL già a decorrere dal 1994, cui è seguita anche la costituzione della Consulta delle associazioni delle professioni non regolamentate, hanno dimostrato la grande rilevanza del fenomeno e le sue potenzialità nel quadro di una costante trasformazione delle forme di organizzazione dei processi produttivi.
        Fenomeno che necessita di una disciplina che, come la presente, sia volta al rispetto dei princìpi generali che caratterizzano il percorso di integrazione europea, ed offra un sistema di garanzie per un corretto esercizio di tali professioni nell'interesse degli utenti e per un mercato sempre più trasparente ed efficiente.




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