XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2542
Onorevoli Colleghi! - Negli ultimi anni si è diffuso
sul territorio nazionale un sistema di lavoro "consulenziale"
di multilivello.
In modo particolarmente grave il fenomeno si sta
manifestando nel sud d'Italia per l'elevata percentuale di
disoccupati e si basa sull'abuso di tattiche psicologiche
proselitiste ed ingannevoli. Esso non è conosciuto nei suoi
effettivi volumi in quanto viene vietato al "consulente" di
parlare del contatto che intercorre con il network o
rete. Gli esiti anche personali sono devastanti in quanto
l'attività di acquisizione dei nuovi "clienti", svolta quasi
esclusivamente in ambiti parentali ed amicali, trasforma la
vita del "consulente" rovinando i suoi rapporti. Egli consegue
un isolamento sociale con una notevole perdita di credibilità.
Tutto questo lo spinge a non denunciare queste vicende
sopportando in silenzio questi abusi.
Le strategie persuasive cui ricorrono i distributori di
tali aziende accreditano un'idea settaria il cui intento non è
spirituale ma lucrativo e si fonda sul concetto di lucrare
percentuali di guadagno sul lavoro di altri, penalizzati per
il solo fatto di essere arrivati dopo nella piramide. In
realtà per il raggiungimento di percentuali di guadagno non
risibili si impone al consumatore l'acquisto di grosse
forniture di tali prodotti (assicurativi, per l'igiene della
casa, erbe, tessere sconti). Il consumatore viene così portato
a sottoscrivere contratti di finanziamento spesso nulli perché
mancanti di requisiti di legge a tassi di interesse altissimi
per l'acquisto di prodotti spesso privi di contenuto economico
(tessere sconti) oppure di prezzo di gran lunga superiore a
quello di mercato con percentuali del 300-400 per cento
maggiori del prezzo di prodotti analoghi disponibili sul
mercato.
L'immoralità e l'ingannevolezza del messaggio è evidente
già con il sistema vigente in quanto attraverso l'inganno
rappresentato al consumatore del facile raggiungimento di
obiettivi pressoché impossibili si induce lo stesso ad
acquisire materiale o polizze in misura cospicua al solo fine
di poter esercitare tale attività. Tali meccanismi vengono
affermati successivamente nel corso di congressi, pieni di
persone che non si conoscono tra loro, più simili a cerimonie
iniziatiche, con applausi e slogan pronunciati per
l'autoesaltazione e per festeggiare quelli che hanno già
scalato la "piramide" raggiungendo enormi profitti "senza
lavorare", con le percentuali sul lavoro degli altri.
La legislazione italiana in materia non è adeguata. Le
vendite piramidali non sono infatti vietate. La loro
diffusione è propiziata dall'assenza di una previsione
normativa, vigente peraltro in altri Paesi europei, che vieti
tali vendite.
Il livello del fenomeno si può quantificare in migliaia di
milioni di euro. E' pertanto necessario dare voce alle istanze
dei consumatori ingannati con tale illusoria prospettiva di
lavoro tutelando adeguatamente ed in modo unitario i loro
interessi lesi ed agire per una legislazione in linea con
quella europea.