XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2541
Onorevoli Colleghi! - Negli ultimi tempi la sicurezza,
in particolare nelle grandi città, è un bisogno profondamente
sentito dai cittadini. La società guarda con sempre maggiore
preoccupazione al diffondersi di episodi di illegalità che
colpiscono la gente comune e che alimentano un diffuso tessuto
di cosiddetta "microcriminalità", di cui sono vittime i
cittadini più esposti ed indifesi, e tra questi molti
pensionati e handicappati. Tutto ciò genera un clima di paura
e di diffidenza e un sentimento di insicurezza, in verità
enfatizzato dai mezzi di informazione. E' difficile fornire
una rappresentazione esauriente dell'andamento della
criminalità nel nostro Paese: infatti, i dati ufficiali,
relativi alle denunce pervenute alle Forze dell'ordine, per
alcune tipologie di reato risultano fortemente sottostimati a
causa di una scarsa propensione delle vittime a denunciare il
reato subito. Ci si riferisce, in particolare, ai reati
cosiddetti di "microcriminalità", generalmente a basso
contenuto economico (borseggi, scippi, furti).
A determinare un sentimento di maggiore inquietudine è il
grado di sfiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni
come strumento di salvaguardia collettiva e di rappresentanza
degli interessi individuali, primo fra tutti la sicurezza.
Sulla base delle indagini svolte dal CENSIS risulta in
costante aumento il senso di estraneità verso i soggetti
intermedi, tanto da determinare una sensazione di isolamento
ed una mancanza di protezione che porta il 40,5 per cento
degli italiani a dichiarare di non sentirsi rappresentato da
nessuno. E, proprio per questo, il numero oscuro della
criminalità, ovvero il numero dei reati neppure più denunciati
per totale sfiducia negli apparati di polizia e nella
magistratura e quindi nello Stato, cresce progressivamente.
L'espressione "criminalità da strada" è utilizzata proprio
allo scopo di evidenziare come questa incida sul senso di
sicurezza dei cittadini, abbassando sensibilmente la qualità
della loro vita quotidiana e condensando una vasta e
giustificata domanda di effettività dell'intervento penale. Si
tratta di quel fenomeno criminoso che si sostanzia nella
commissione di reati contro il patrimonio o la persona posti
in essere con modalità tali da suscitare un diffuso senso di
insicurezza nella società civile, soprattutto nei più
indifesi.
I luoghi in cui sono commessi i diversi tipi di reati sono
tutt'altro che casuali. Lo scippo avviene sempre o quasi
sempre per strada, ma in buona parte dei casi viene effettuato
in zone specifiche: ad esempio nei pressi di banche o,
soprattutto, uffici postali. Lo stesso discorso vale per le
rapine. Ciò sta a significare che i delinquenti scelgono
oculatamente le proprie vittime, ad esempio tra chi,
nell'ufficio postale, ha appena ritirato la pensione.
Già nella XIII legislatura il Governo è intervenuto con
provvedimenti per rafforzare, quantitativamente e
qualitativamente, i Corpi di polizia; ha disposto un più
efficace coordinamento delle azioni di prevenzione e di
contrasto; ha deliberato la partecipazione di diritto dei
sindaci nei comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza
pubblica, eccetera. Ma all'esigenza di sicurezza non si può
corrispondere solo in questo modo. E' necessario il
coinvolgimento della comunità e delle autonomie locali, a
cominciare dai prefetti e dai sindaci; la collaborazione piena
fra i vari Corpi di polizia e un raccordo con la polizia
urbana.
Non si può dimenticare infatti che, in questa fase
storica, anche Paesi come la Francia e la Germania sono alle
prese con l'aumento della criminalità organizzata e diffusa.
In Francia, con la circolare del 29 settembre 1999, si sono
sviluppate iniziative coordinate fra Ministero dell'interno,
Ministero di giustizia, enti locali, istituzioni scolastiche,
strutture sanitarie e sociali ed associazioni civili per la
realizzazione, nei distretti e nelle città, di convenzioni
locali di sicurezza, che prevedono una molteplicità di azioni
positive, di prevenzione e repressione, destinate a ridurre
l'insicurezza e il suo corollario, il sentimento di
insicurezza, nel quadro però del rifiuto da parte del Governo
della cosiddetta "municipalisation de la surété".
La presente proposta di legge intende innanzi tutto
offrire una iniziativa di solidarietà pronta ed effettiva
rivolta alle "vittime deboli" di atti di microcriminalità.
L'espressione "microcriminalità" si riferisce, per
convenzione, al complesso dei reati minori tra i quali sono
compresi, in particolare, gli scippi, i borseggi, i furti e le
rapine. Ad esempio, l'anziano, la persona particolarmente
indigente o l'handicappato che ha subìto uno scippo, in
conseguenza del quale ha perduto chiavi e documenti, sarà
aiutato nella riproduzione e duplicazione degli stessi a spese
dell'amministrazione comunale.
All'articolo 2 è prevista la denuncia a domicilio che
consentirà ad un agente di pubblica sicurezza di recarsi sul
luogo ad accertare la situazione senza ulteriore aggravio
burocratico per la vittima. L'agente dovrà, quando necessario,
anche prestare i primi soccorsi, come accompagnare la vittima
stessa nel più vicino luogo di soccorso pubblico o accertarsi
che questa possa entrare nell'appartamento nei casi di furti
con scasso e quant'altro è necessario fare in quella
determinata situazione.
Nell'articolo 3 si prevede che nei casi in cui i soggetti
passivi del reato siano stati derubati delle somme relative
alle pensioni di vecchiaia, anzianità o invalidità e
dimostrino di non avere altri proventi per la sussistenza,
usufruiscano di somme di denaro a carico del comune, in misura
fino al 50 per cento della pensione stessa ed in ogni caso
fino a 516,46 euro.
Gli aiuti, pertanto, non sono esclusivamente di tipo
economico, ma l'iniziativa svolge anche una funzione di
sostegno psicologico alla vittima. Sapere che c'è qualcuno
pronto ad offrire il proprio aiuto, infatti, fa sentire la
persona meno sola, l'aiuta a superare lo choc
dell'evento e ad affrontare meglio la situazione.