XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2535




        Onorevoli Colleghi! - L'articolo 1 della legge 16 aprile 1973, n. 171, ha stabilito che, nell'ambito delle politiche di salvaguardia della città e della laguna di Venezia, la Repubblica italiana, "assicura la vitalità socio-economica" della città di Venezia.
        Per la conformazione fisica della città e per la sua collocazione geografica, si è consolidata l'idea che tutte le attività legate all'economia del mare siano, per eccellenza, quelle alle quali è votata Venezia.
        La nautica da diporto, e le attività a essa collegate, comprese le attività fieristiche specializzate costituiscono un orizzonte privilegiato al fine di garantire alla città di Venezia uno sviluppo economico compatibile con l'ambiente.
        Si tratta inoltre di individuare ulteriori spazi per i residenti che, sempre più numerosi, si dedicano alle attività legate alla nautica da diporto.
        A lungo si è discusso sulla localizzazione migliore, nell'ambito della laguna di Venezia, nel territorio dello stesso comune, ove situare un compendio nel quale costruire strutture per la nautica da diporto e per gestire la suddetta attività. Tale località, necessariamente, deve essere situata in prossimità delle bocche di porto, per evitare che i natanti soprattutto se di grandi dimensioni, si inoltrino nella laguna, provocando, attraverso lo spostamento dell'acqua ("moto ondoso") danni alla città e alla laguna stessa.
        Nei pressi della bocca di Porto di Lido San Nicolò è localizzato un compendio costituito dall'Idroscalo G. Miraglia e dal Forte di San Andrea Vignole.
        Più volte, nel corso degli ultimi anni le forze economiche veneziane, gli enti locali a partire dal comune di Venezia, le associazioni che rappresentano il mondo del diporto hanno espresso il desiderio che l'idroscalo G. Miraglia e il Forte di San Andrea Vignole possano essere il luogo in cui la nautica da diporto e le attività fieristiche legate all'economia del mare possano trovare la loro collocazione.
        Il comune di Venezia ha intavolato conseguentemente negli anni trattative con i competenti organi dello Stato per acquisire al proprio patrimonio tali strutture.
        L'Idroscalo G. Miraglia è attualmente in piena disponibilità dell'esercito che lo usa come base operativa del battaglione Serenissima (lagunari), il Forte di San Andrea Vignole, cinquecentesca opera del Sammicheli, recentemente sottoposto a restauro conservativo, usando i finanziamenti della legge speciale per Venezia, è in disponibilità dell'esercito.
        Per quanto attiene l'Idroscalo G. Miraglia, l'uso effettivo da parte dell'esercito è assolutamente marginale rispetto al valore economico, ma anche al valore ambientale e naturalistico dell'area.
        Più volte l'amministrazione di Venezia ha offerto all'esercito altre destinazioni, più consone alle attività militari.
        E' stato calcolato che l'Idroscalo G. Miraglia, la cui dimensione comprende 48.000 metri quadrati di superficie acquea, 145.000 metri quadrati di superficie complessiva e 14.000 metri quadrati di superfici coperte, potrebbe ospitare in un bacino acqueo già predisposto tra i 600 e gli 800 posti barca.
        E' superfluo ricordare il valore storico ed ambientale del cinquecentesco Forte di S. Andrea Vignole. Il Forte, pur recentemente restaurato, versa tuttavia in stato di abbandono, se si accettua l'opera meritoria di volontari che garantiscono una piccola manutenzione delle superfici verdi e la guardiania contro forme di vandalismo.
        L'area in cui ricade il Forte di San Andrea Vignole ha una superficie di 25.000 metri quadrati di edifici e 3.800 metri quadrati liberi.
        Sembrano maturi i tempi per restituire alle attività della città di Venezia un'area dall'incommensurabile valore storico, ambientale ed economico.
        Sembrava poco percorribile una strada che prevedesse la cessione delle aree al comune di Venezia il quale successivamente avrebbe provveduto alla loro destinazione, come sembrava sbagliata una prassi che attribuisce al settore pubblico il compito di restaurare una struttura, per poi, successivamente attribuirla, per la sua gestione, ad operatori privati.
        Non è compito del settore pubblico progettare e gestire strutture ed opere, come quelle del diporto o delle attività fieristiche e ricettive, di assoluta competenza privatistica.
        E' sembrato al proponente più corretto ricorrere allo strumento della finanza di progetto, affidando all'ente locale invece il compito di definire, sulla base della strumentazione urbanistica e nel rispetto dei vincoli di legge, il progetto maggiormente rispondente agli intendimenti e alle volontà di chi gestisce il territorio.
        L'articolo 1 prevede che entro sei mesi il comune di Venezia bandisca una gara ad evidenza pubblica per l'individuazione di un soggetto gestore. Sono indicate le finalità del bando, comprese le modalità di trasporto di merci o persone; si indica la titolarità del canone concessorio a beneficio dello Stato e i tempi per l'individuazione del soggetto aggiudicatario, per dare maggiori certezze agli investitori.
        L'articolo 2 prevede che lo Stato, d'intesa con il comune di Venezia, individui una località alternativa dove localizzare le attività del corpo del battaglione Serenissima.
        Gli articoli 3 e 4 prevedono che lo Stato affidi al soggetto aggiudicatario, in regime di concessione, il bene; che l'atto medesimo sostituisca ogni forma di autorizzazione, comprese eventuali modifiche alla normativa urbanistica, modifiche proposte dal concessionario ed accettate dal comune di Venezia all'atto di aggiudicazione della gara.




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