XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2519




        Onorevoli Colleghi! - In questi ultimi anni si sono creati allarmismi fra la popolazione nazionale, supportati dai media, ogni qualvolta si sono verificati eventi più o meno catastrofici riguardanti la sicurezza degli edifici.
        Alcune iniziative mirate alla soluzione del problema della sicurezza degli edifici ad oggi non risultano varate con successo, come ad esempio la delibera n. 166 del 1999 del comune di Roma sul fascicolo del fabbricato, così come altre delibere di amministrazioni locali.
        Tra le principali cause d'insuccesso di tali iniziative risultano le seguenti:

            a) gli elevati costi per l'utenza, che si aggirano tra i 4.000 euro e gli 8.000 euro per fabbricato, senza peraltro ottenere certezze e benefìci sulla sicurezza;

            b) la subordinazione della redazione del fascicolo del fabbricato alla volontà e alla maggioranza assoluta (difficilmente raggiungibile) dell'assemblea per gli edifici in condominio;

            c) la burocratica ricerca della documentazione prevista e richiesta, anche per fabbricati molto datati, ed oggi di difficile reperimento, con il solo scopo di istituire una banca dati del patrimonio immobiliare;

            d) i lunghi tempi di attuazione, per completare questa anagrafe dei fabbricati, previsti in 6-8 anni.

        Si ritiene che bisognerebbe scindere il problema in questione in due parti:

            1) quello "urgente", che riguarda la sicurezza;

            2) quello "necessario", ma non urgente, che riguarda l'istituzione dell'anagrafe del patrimonio immobiliare.
        Queste due necessità non si sposano e non possono essere complementari se si vuole risolvere prioritariamente il problema della sicurezza della popolazione, che come tale va affrontato globalmente nel più breve tempo possibile senza diluirlo negli anni.
        Si stima che gli edifici che andrebbero monitorati siano circa 2 milioni e solo una minima parte abbia problemi strutturali e quindi sia a rischio di crollo nel breve o lungo termine. Molti altri, invece, hanno problemi di sicurezza riguardanti l'impiantistica non a norma. Da questo punto di vista vi è stato un proliferare di leggi speciali, che non sono state attuate dall'utenza, riguardanti gli impianti di riscaldamento e scarichi dei fumi; gli ascensori; gli impianti antincendio ed elettrici; le antenne e i parafulmini; gli impianti di adduzione del gas, eccetera.
        Al fine di prevenire ed accertare lo stato di sicurezza e l'incolumità degli occupanti gli edifici, si propone di istituire un unico strumento di monitoraggio degli edifici stessi, allo scopo di assicurare la omogeneità di valutazione dei rischi per tutto il territorio nazionale, fermo restando che l'attuazione dello stesso sia demandata alle singole regioni.
        Tale strumento, denominato "test di diagnosi del fabbricato" (TDF), ha il vantaggio di raggiungere simultaneamente i seguenti obiettivi:

            a) individuazione immediata del responsabile dell'edificio obbligato alla redazione del TDF senza che questi necessiti di autorizzazione dei o del proprietario o delle burocratiche assemblee condominiali;

            b) simultanea rilevazione delle possibili patologie di tutti gli edifici sul territorio nazionale e conseguente valutazione dei rischi in tempi molto brevi;

            c) economicità nell'applicazione del TDF a costi irrilevanti per l'utenza - solo 100 euro per fabbricato - e a costo zero per le finanze pubbliche, in quanto autofinanziabile;

            d) creazione della banca dati comprendente l'anagrafe degli edifici e i relativi responsabili, oltre tutti i dati oggetto del monitoraggio, comprese le valutazioni dei rischi;

            e) fornitura di un unico mezzo di monitoraggio con eliminazione di costi e di tempi per la realizzazione a carico di tutte le regioni e la conseguente certezza della sua attuazione;

            f) semplificazione nella compilazione del questionario TDF, da parte del responsabile dell'edificio, rispondendo a domande predeterminate con apposizione di semplici crocette, senza che sia necessario l'ausilio di un tecnico.

        L'istituzione del TDF risulta soddisfare le problematiche e le necessità dei cittadini, soprattutto per quanto attiene il monitoraggio dello stato di sicurezza degli edifici, che coinvolge la quasi totalità della popolazione italiana.




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