XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2510
Onorevoli Colleghi! - I giudici onorari aggregati (GOA)
sono stati istituiti con la legge n. 276 del 1997 - poi
modificata dal decreto-legge n. 328 del 1998, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 399 del 1998 - con il compito di
costituire le cosiddette sezioni stralcio presso i tribunali e
definire le cause civili pendenti al 30 aprile 1995 e non
ancora decise, con talune residuali esclusioni, per ragioni di
collegialità; a tali cause si sono aggiunte, con la
soppressione delle preture, quelle di provenienza da tali
uffici non rientranti nella competenza del giudice di pace e
non sottratte alla competenza dei medesimi GOA.
Il trattamento economico per l'attività dei GOA consiste
nell'attribuzione di un'indennità annua lorda pari a lire
20.000.000 (10.329,13 euro) ripartita in dodici mensilità e un
compenso lordo da corrispondere con cadenza trimestrale, di
lire 250.000 (129,11 euro) in ragione dell'attività svolta
(sentenze, verbali di conciliazione, liquidazioni
anticipatorie ex articolo 186-quater del codice di
procedura civile, ordinanze non impugnabili ex articolo
29 della legge n. 794 del 1942). L'articolo 8, comma 3, della
legge n. 276 del 1997 prevede la riduzione al 50 per cento
dell'indennità annuale nell'ipotesi che il GOA sia titolare di
un reddito da pensione o da lavoro autonomo o subordinato
(queste ultime due ipotesi sono state aggiunte con il
decreto-legge n. 328 del 1998) superiore a lire 5.000.000
(2.582,28 euro) lorde mensili.
Il trattamento economico, così stabilito, faceva
riferimento a conciliazioni che, nell'intento normativo, si
sarebbero dovute perfezionare per le cause pendenti al 30
aprile 1995, grazie anche alla esenzione totale dell'imposta
di registro per un valore sino ai 50 milioni di lire
(25.822,84 euro) e alla riduzione alla metà per la parte
eccedente i 50 milioni di lire prevista dall'articolo 13,
comma 6, della legge n. 276.
L'attività dei GOA a parte quella di udienza, viene
normalmente espletata o nei locali in precedenza utilizzati
come propri studi legali (la grande maggioranza) o in vani
della propria abitazione, con utilizzazione dei propri arredi
e della propria attrezzatura logistica (strumentazione
informatica, materiale di cancelleria e quant'altro necessario
per il relativo funzionamento, mezzi di aggiornamento
giurisdizionale e dottrinale, eccetera). Le sentenze ed i
provvedimenti giudiziari, in genere, sono resi dai GOA non in
minuta, bensì in stesura definitiva computerizzata, senza
l'impiego cioè degli operatori giudiziari, già insufficienti
ad affrontare le incombenze della sola attività di produzione
dei giudici ordinari, con il conseguente vantaggio di
consentire l'immediata pubblicazione delle decisioni dei GOA e
di evitare l'aggravamento dei già lunghi tempi di attesa degli
atti della magistratura ordinaria. Ai GOA non è stato
consentito l'accesso informatico gratuito al CED della Corte
di cassazione. Ai soli fini di comparazione con il trattamento
economico in vigore per i giudici di pace si ricorda che essi
percepiscono un'indennità fissa di lire 500.000 mensili
(258,23 euro), un'indennità per udienza di lire 70.000 (36,15
euro) per un numero di udienze nell'anno non superiore a 110 e
lire 110.000 (56,81 euro) per ogni sentenza o estinzione del
processo.
Malgrado le gravissime difficoltà nelle quali si è
dibattuta ad oggi l'attività giudiziaria delle sezioni
stralcio, il bilancio quantitativo e qualitativo della loro
opera ha trovato ampio riconoscimento in tutte le sedi
giudiziarie.
Con animo del tutto avulso da intenti polemici, può senza
altro affermarsi che il lavoro affidato alle sezioni stralcio
si differenzia per complessità dei processi assegnati ai
giudici di pace ed è in tutto equiparabile a quello che viene
espletato dai giudici ordinari dei tribunali, con l'aggravio
di dover eventualmente integrare le istruttorie o comunque
decidere cause quasi tutte pendenti da oltre un decennio, non
istruite o non integralmente istruite dallo stesso decidente e
con non indifferenti problemi di interpretazione della grafia
usata nella scritturazione dei verbali di udienza.
I miglioramenti che si vogliono attribuire ai GOA con la
presente proposta di legge sono i seguenti:
modifica del comma 3 dell'articolo 8 della legge n. 276
del 1997, che prevede la riduzione al 50 per cento
dell'indennità fissa, qualora il giudice aggregato onorario
sia titolare di reddito da pensione superiore a lire 5 milioni
lordi mensili (2.582,28 euro), riduzione estesa anche al
giudice onorario aggregato titolare di un reddito da lavoro
autonomo o subordinato;
aumento a 258,23 euro del compenso per ogni sentenza che
definisce il processo e per ogni verbale di conciliazione
ovvero per ogni provvedimento anticipatorio ex articolo
186-quater del codice di procedura civile o ancora per
ogni ordinanza non impugnabile ex articolo 29 della
legge n. 794 del 1942, come già riconosciuto - per queste due
ultime - rispettivamente con circolari ministeriali n. 19 del
10 novembre 1995 e nota della Direzione generale degli affari
civili e delle libere professioni del Ministero della
giustizia n. 8/2597/212Q del 3 settembre 1997;
attribuzione di 129,11 euro per ogni ipotesi di diversa
estinzione del processo, compresa la cancellazione dal ruolo
della causa ex articolo 309 del codice di procedura
civile, con pagamento di compenso - in tale ultima ipotesi -
alla scadenza del termine per la sua riassunzione;
rimborso forfettario di 154,94 euro mensili, per le
spese a qualsiasi titolo sostenute (cancelleria,
dattilografia, spesa di trasporto, eccetera), non costituente
imponibile.
Il maggior onere di spesa riconducibile ai predetti
miglioramenti rientra ampiamente nelle risorse già stanziate
per l'attuazione della legge n. 276 del 1997, che contemplava
la nomina di giudici onorari aggregati nel numero di mille,
con la conseguente previsione di spesa. I giudici onorari
aggregati in attività sono attualmente invece all'incirca 650,
con contenimento perciò della spesa, per gli anni decorsi e
per quelli a decorrere sino alla cessazione dell'incarico,
ampiamente superiore alla maggior spesa necessaria per i
benefìci previsti dalla presente proposta di legge. Non vanno
neppure trascurate le consistenti entrate che lo Stato ha
realizzato e continua a realizzare sotto forma di imposta di
registro sui provvedimenti giudiziari.