XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2473




        Onorevoli Colleghi! - Come è noto, non ha ancora trovato soluzione l'annoso problema della regolamentazione dell'esercizio delle case da gioco nel territorio nazionale. Innumerevoli località, appartenenti all'intera penisola, hanno cercato di promuovere, con molteplici iniziative, la realizzazione nel proprio territorio di strutture analoghe a quelle esistenti a San Remo, Saint Vincent, Venezia e Campione d'Italia.
        Nonostante la solerzia dimostrata da innumerevoli colleghi deputati nel riprendere e sviluppare tali istanze, per innumerevoli ragioni, da ricondurre, peraltro, a logiche del tutto estranee a quelle dell'economia e dello sviluppo dell'occupazione, esse appaiono oggi ancora ben lontane dall'approdo ad un giusto riconoscimento. Mentre, da un lato, tuttavia, nel nostro Paese le opportunità offerte dall'apertura di moderne, efficienti e sicure case da gioco continuano ad essere negate, lungo tutto l'arco del confine alpino e attraverso le offerte dei casinò ospitati sulle navi da crociera, i Paesi stranieri continuano ad incrementare i propri guadagni attraverso l'ingente flusso di denaro recato dalle giocate dei cittadini italiani. A solo titolo d'esempio, si ricorda che solo nel primo semestre dell'anno 1998, nei casinò sorti nella Repubblica di Slovenia ed in Canton Ticino (Svizzera) in prossimità della fascia confinaria, si sono registrate oltre 1.345.000 presenze, costituite per la stragrande maggioranza da cittadini friulani, veneti e lombardi.
        Ogni giocatore, si è calcolato, "lascia" per ogni visita oltre confine non meno di 85 euro, creando un flusso di denaro che, nell'arco dell'anno, supera, indicativamente, 1.000 milioni di euro. Ciò, come detto, vale solo per la zona nord-orientale italiana. Ciascuno può facilmente rendersi conto di quanto possa essere incrementato tale dato lordo - giacché non tiene conto delle altre spese di soggiorno e per acquisti vari - dalla continua presenza dei giocatori italiani nelle ben più note e organizzate case da gioco presenti nella vicina riviera francese e monegasca e nei casinò della Svizzera e dell'Austria. Ad accrescere l'incongruenza della situazione italiana, si aggiunge il dato che alle case da gioco estere è consentito pubblicizzare liberamente nel territorio nazionale le proprie strutture e le proprie attività. Se, dunque, si ritiene che i cittadini italiani debbano essere tenuti lontano dai giochi d'azzardo offerti nei casinò, appare conseguente e logico che non debba essere consentita nemmeno nel territorio nazionale la diffusione della propaganda per tali strutture. A ciò intende provvedere la presente proposta di legge, che, alla luce della sempre più diffusa minaccia costituita dalla diffusione dei fenomeni dell'usura, si è inteso completare con la devoluzione degli eventuali proventi delle sanzioni amministrative derivanti dalla trasgressione del divieto di propaganda pubblicitaria delle case da gioco estere ad un'apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, finalizzata a sostenere le spese per le iniziative mirate alla tutela dei cittadini da tale fenomeno criminoso.




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