XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2471




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge riprende una proposta di legge già presentata nella XII legislatura (atto Camera n. 794) e nella XIII legislatura (atto Camera n. 2580). L'attualità della materia rende necessaria la sua ripresentazione.
        I servizi ed i prodotti dell'informatica e delle telecomunicazioni sono strategici per un Paese industrializzato.
        La disponibilità di tali servizi e prodotti segue da una corretta progettazione e pianificazione di adeguate infrastrutture ma, soprattutto, come in tutti i campi, da una forte attenzione alla risorsa umana.
        I temi della formazione, che vanno dallo studio di adeguati percorsi scolastici e universitari, alla corretta definizione dei diversi profili professionali, alla creazione di opportuni meccanismi che offrano una continua possibilità di aggiornamento e riqualificazione, dovrebbero quindi costituire oggetto di attenzione del tutto particolare da parte di chi è chiamato, per diretta competenza istituzionale, a decidere degli indirizzi politici e dei programmi operativi.
        Nel nostro Paese, fino ad oggi, non sembra che il settore dell'informatica, per quanto ripetutamente ne sia stata dichiarata l'importanza, sia stato oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore.
        Per la prima volta venne attivato nel 1969, presso l'università di Pisa, un corso di laurea in scienze dell'informazione. Da allora, altri atenei sono divenuti sede di analoghi corsi e già migliaia sono oggi i laureati in tale materia.
        Nel frattempo, si è insegnato e studiato informatica prima presso i corsi di laurea in ingegneria elettronica ad indirizzo informatico e successivamente in ingegneria informatica.
        Sono poi stati istituiti i diplomi ("laurea breve") sia presso il corso di laurea in scienze dell'informazione (divenuto intanto corso di laurea in informatica) sia presso le facoltà di ingegneria.
        Eppure, nulla è stato fatto per delineare e caratterizzare le diverse figure professionali, individuate al momento dell'attivazione dei diversi percorsi formativi.
        E' proprio all'interno di tale situazione estremamente variegata e assai poco regolamentata, che si intende collocare la presente proposta di legge, che viene in sostanza a recepire proposte e problematiche già da tempo manifestate da diversi gruppi di laureati in scienze dell'informazione, spontaneamente costituitisi nell'intero territorio nazionale.
        Al fine di meglio comprendere l'esigenza di una definizione globale ed univoca della figura professionale del laureato in scienze dell'informazione e procedere, di conseguenza, ad una sua coerente regolamentazione, si formulano di seguito talune indicazioni in ordine ai più diffusi profili, in cui tale laureato viene applicato nelle aziende pubbliche e private:

            sistemista: possiede competenze tecniche orientate all'architettura dei sistemi di elaborazione ed all'organizzazione del software di base ed alle reti dei calcolatori;

            progettista/analista: si occupa di sviluppo ed integrazione di risorse hardware e software; effettua l'analisi dei problemi e progetta l'adattamento di soluzioni tipiche a problemi specifici;

            funzionario commerciale: svolge attività di supporto alla vendita dei prodotti hardware e software; guida ed assiste i clienti, svolge attività di consulenza organizzativa;

            istruttore/formatore: opera presso scuole pubbliche e private; si occupa di addestramento nelle aziende;

            ricercatore/docente: compie attività di ricerca in ambito universitario;

            responsabile di sistemi informativi: è responsabile di attività di elaborazione dati; si occupa di controllo, coordinamento e pianificazione di risorse umane e tecnologiche.

        Detti profili professionali sono, purtroppo, molto spesso affiancati da un gran numero di profili misti, difficilmente definibili in cui confluiscono laureati e diplomati dalle più svariate formazioni scolastiche ed esperienze lavorative.
        In un tale stato di confusione, assai poco diffusa risulta la conoscenza dell'effettiva professionalità raggiunta attraverso un corso di studi specifico e, nell'attuale assetto normativo, non esistono precisi parametri di garanzia e di qualità per la tutela del mercato.
        Per alcune categorie professionali, per le quali l'albo esiste da decenni, il concetto di regolamentazione della professione è ormai un dato di fatto acquisito e comunemente accettato: indipendentemente dalle indicazioni giuridiche, quale ammalato si metterebbe nelle mani di una persona (non medico) generalmente "esperta" di medicina? E chi accetterebbe di affidare il progetto di un ponte ad una persona (non ingegnere) "appassionata" di calcoli e strutture?
        La presente proposta di legge, con la prevista istituzione di un albo dei dottori informatici e dei tecnici informatici, è volta a dare certezza di qualità e serietà agli utenti ed ai clienti, certificando le consulenze e la realizzazione dei progetti nell'esercizio della professione.
        Con la presente proposta di legge - è ben chiaro - non si pretende di risolvere i molti problemi dell'esercizio e dell'utilizzo delle procedure informatiche, sempre più diffuse e molte delle quali rivestono aspetti di particolare sensibilità e delicatezza, né di creare barriere all'accesso, soprattutto dei giovani, a tale mercato del lavoro. Si intende, piuttosto, regolamentare le attività da riservare ai laureati (albo dei dottori informatici) e quelle di coloro che sono in possesso di un diploma (albo dei tecnici informatici), fornendo degli elementi di garanzia per tutti gli operatori del settore e per coloro che utilizzano tali figure professionali.
        A tale riguardo, non si è mancato, peraltro, di tener conto anche di coloro che da decenni operano nel settore, all'interno del quale hanno maturato esperienze, conoscenze e capacità di primaria importanza; anche per loro si prevede la possibilità dell'accesso all'albo, previo il sostegno di un'apposita prova che consenta di stabilire l'effettiva esperienza professionale acquisita.
        Da ultimo si evidenzia che la presente proposta è stata formulata anche sulla base degli orientamenti emersi in materia a livello comunitario, orientamenti riassunti dallo studio EISS (European informatics skill structure), elaborato dal CEPIS (Council of european professional informatics societies), organismo che riunisce le principali associazioni europee di professionisti informatici.




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