XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2461
Onorevoli Colleghi! - Nell'autunno 2000 centinaia di
giovani di tutta Italia, dopo aver appreso che non si
sarebbero potuti iscrivere ai corsi universitari a numero
chiuso (medicina, chirurgia, architettura, eccetera), hanno
presentato ricorso ai tribunali amministrativi regionali
(TAR).
Nel volgere di breve tempo, alcuni TAR hanno emesso una
serie di ordinanze sospensive dell'efficacia degli atti
preclusivi ai corsi prescelti e, conseguentemente, gli
studenti ricorrenti hanno ottenuto l'iscrizione desiderata. Di
fronte alle pronunce dei TAR le università interessate ed il
Ministero dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica hanno proposto ricorso al Consiglio di Stato che
ha cominciato ad annullare le ordinanze sospensive dei giudici
di primo grado.
A seguito delle pronunce del Consiglio di Stato, le
università si trovano costrette ad annullare le iscrizioni
degli studenti ricorrenti, nonostante la maggioranza di loro
abbia frequentato le lezioni e sostenuto con successo esami di
profitto.
In definitiva, gli studenti ricorrenti, non solo
perderebbero un intero anno di studi, con un ingente danno
economico anche per le famiglie che hanno sostenuto le spese
per l'iscrizione, i libri e l'affitto dell'alloggio per i
fuori sede, ma ancora peggiore è la sorte degli studenti
beneficiari di provvidenze pubbliche (borse di studio, posti
letto nei collegi universitari, pasti a prezzi ridotti,
eccetera) che dovrebbero restituire quanto avuto nell'anno
accademico in corso e, in base alla normativa in vigore, non
potrebbero per i prossimi due anni beneficiare di altre
provvidenze.
Infine, i maschi, a seguito dell'annullamento delle
iscrizioni da parte delle università, dovrebbero partire per
il servizio di leva.
Da quanto emerge è chiaro che le sorti di queste centinaia
di studenti sono legate ad un provvedimento politico che
risolva in maniera equitativa le decisioni contraddittorie dei
giudici amministrativi.