XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2445
Onorevoli Colleghi! - I grandi invalidi di guerra e per
servizio affetti da gravi menomazioni, quali definiti dalle
lettere A), A-bis) C), D) ed E) della tabella E
allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di
guerra, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n.
915 del 1978, fin dal termine degli eventi bellici hanno
potuto fruire dell'aiuto di un accompagnatore militare di
leva, che il legislatore ha messo loro a disposizione in
spirito di solidarietà e riconoscenza verso questi cittadini
che hanno sacrificato il meglio di se stessi nell'interesse
della collettività.
La delicata opera svolta dagli accompagnatori militari si
è rivelata nel tempo strumento insostituibile specialmente per
i soggetti più colpiti ai quali è stato possibile, grazie ad
una sì nobile istituzione, riacquisire quel poco di
indipendenza che ha ridato alla loro vita un minimo di
dignità.
L'evolversi della storia ed il mutare degli accordi
internazionali hanno portato finalmente anche l'Italia alla
professionalizzazione delle Forze armate. Non esistendo più
militari di leva, verrà però meno l'istituto
dell'accompagnatore militare e sparirà, quindi,
quell'importante figura che ha rappresentato per i grandi
invalidi un supporto materiale e morale pressoché
insostituibile.
Con la fine del servizio dell'accompagnatore militare
verrà a crearsi un vuoto difficilmente colmabile a danno dei
grandi invalidi i quali saranno privati anche di un minimo di
rapporto interpersonale e si troveranno costretti al domicilio
coatto subendo danno ed umiliazione.
I grandi invalidi di guerra o per servizio che sono
affetti da cecità totale, dall'amputazione dei quattro arti,
da paraplegia o altre gravissime invalidità co-funzionali
vivono una situazione estremamente grave ed è giusto,
pertanto, che dispongano dei supporti possibili a rendere la
loro esistenza quanto meno decorosa.
La collettività dovrà farsi carico, pertanto, di mettere a
disposizione di questi cittadini una congrua cifra mensile,
che consenta loro l'assunzione di personale atto a sostituire
adeguatamente l'accompagnatore militare.
I grandi invalidi sopra citati, per il complesso delle
infermità da cui sono affetti, sono costretti sovente a
spostamenti legati a cure di mantenimento ed accertamenti
clinici; gli oneri di vitto e di alloggio relativi ai militari
accompagnatori che li seguono, sono oggi a totale carico del
Ministero della difesa; per questo le somme mensili che
verranno stabilite dovranno tener conto anche del carico che
il grande invalido dovrà sopportare per sostenere le eventuali
spese di trasferta oltre che degli emolumenti dello
stipendio.
Si dovrà tenere conto altresì di come l'assistenza e la
sorveglianza siano per molti soggetti indispensabili nell'arco
delle ventiquattro ore, comprese le festività.
L'ormai esiguo numero dei grandi invalidi di guerra, o ad
essi comparati, non costituirà certo una spesa esorbitante per
il bilancio dello Stato. Va tenuto, infatti, conto che gli
organi preposti al pagamento delle pensioni di guerra hanno
reso pubblico che, per decremento naturale, sul capitolo di
spesa si verifichi un risparmio annuo superiore al 10 per
cento. Un ulteriore risparmio per il bilancio dello Stato
proviene dalla cessazione del servizio di accompagnatore
militare che, gestito dal Ministero della difesa,
inconfutabilmente determinava un costo.
Insomma, a questi cittadini, che hanno sacrificato il
meglio di se stessi sull'altare della patria, ed alle loro
famiglie, le istituzioni responsabilmente devono assicurare
un'esistenza adeguata all'infermità e un trattamento economico
che consenta loro un'esistenza tranquilla e decorosa.