XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2440




        Onorevoli Colleghi! - L'articolo 53 della Costituzione, che stabilisce il dovere di tutti i cittadini di concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva, è chiaramente disatteso dal sistema fiscale vigente nella parte in cui non valuta in modo equo i carichi familiari e la conseguente diminuzione della capacità contributiva derivante dalle spese relative alla gestione della stessa famiglia. Lo Stato deve tutelare la famiglia quale prima cellula sociale e, pertanto non può considerare allo stesso modo i costi per il mantenimento dei figli e quelli per la realizzazione di altre esigenze private.
        Il nostro sistema fiscale nel fissare la misura delle detrazioni sembra voler disincentivare le famiglie a generare figli e a farsi carico del loro mantenimento e della loro crescita. Questa tendenza è confermata anche dal mancato riconoscimento del lavoro del coniuge che decide di dedicarsi a tempo pieno alla cura dei figli. L'Italia non è più un Paese prolifico e sta attraversando ormai da anni una preoccupante crisi demografica. Quindi, una parziale detassazione dei costi relativi alla famiglia è l'unico modo per favorire un'inversione di tendenza.
        La procreazione è senz'altro un diritto della coppia ma rimane anche un fatto di rilevanza sociale e la normativa fiscale in vigore spesso inibisce la libera scelta in tale senso. Mettere al mondo dei figli e mantenere il proprio standard di vita diventano molte volte decisioni incompatibili. E' evidente che la capacità economica, a parità di reddito, di un soggetto che non ha figli o familiari da mantenere è di fatto diversa da quella del soggetto che ha familiari a carico. Pertanto l'applicazione dello stesso trattamento fiscale è ingiusto ed iniquo. Eppure, è quello che attualmente avviene nel nostro Paese.
        Occorre porre rimedio alla situazione descritta e lavorare ad una efficace e seria politica familiare attuabile mediante l'adozione di misure legislative dirette a favorire anche dal punto di vista fiscale la famiglia. Essa svolge funzioni di fondamentale importanza: è palestra di educazione sociale e morale per le generazioni future; è "un ambito di definizione dell'offerta di lavoro" in quanto accompagna i giovani nella scelta del lavoro; è protagonista di un'economia sommersa (lavoro domestico, prestazioni di lavoro a favore di terzi non regolate da un contratto di lavoro); è la principale protagonista del risparmio; è alla base della piccola imprenditorialità e in particolare del lavoro autonomo (artigianato, commercio); è, infine, in prima linea nell'assistenza agli anziani, ai disabili e ai minori.
        Lo Stato può e deve intervenire per rimuovere le condizioni che penalizzano sotto il profilo economico, le scelte delle famiglie e deve cambiare il proprio ruolo passando da "gestore" della famiglia a "sostenitore" della stessa.
        La presente proposta di legge prevede alcune misure per riformare il trattamento fiscale della famiglia. In particolare, intende rivoluzionare l'impostazione degli oneri deducibili e delle detrazioni per oneri previste rispettivamente dagli articoli 10 e 13-bis del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introducendo il concetto di spesa agevolabile quale investimento che il nucleo familiare sopporta per la crescita, l'educazione e la cura dei figli, nonché della famiglia.
        L'articolo 1 della presente proposta di legge definisce l'agevolazione consistente nella facoltà data ai contribuenti di escludere dal reddito familiare il 50 per cento del volume delle spese avente carattere familiare in eccedenza rispetto alla media delle suddette spese sostenute nei cinque periodi di imposta precedenti. L'agevolazione è estesa anche a quelle famiglie costituite da un periodo inferiore a cinque anni, naturalmente modulandola sull'anzianità di costituzione della famiglia stessa.
        Negli articoli 2, 3 e 4 sono definiti alcuni concetti allo stato attuale estranei al sistema fiscale italiano, ossia quelli di nucleo familiare, reddito familiare e spese aventi carattere familiare. Mentre per i primi due concetti non ci sono particolari innovazioni, la definizione e tipizzazione delle spese agevolabili risulta sicuramente innovativa riflettendo l'esigenza di dover considerare tali spese quali investimento necessario al fine di accrescere quel capitale umano tanto importante per lo sviluppo e il benessere del nostro Paese.
        L'articolo 5 stabilisce i limiti alla spesa agevolabile, l'articolo 6 contiene norme antielusive e l'articolo 7, infine, definisce una serie di disposizioni applicative atte ad evitare anche comportamenti di doppia utilizzazione delle stesse spese.




Frontespizio Testo articoli