XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2438
Onorevoli Colleghi! - Negli ultimi anni molti Governi
hanno provveduto a creare, in vario modo ed in varie forme,
una o più istituzioni didattiche ad hoc per la
formazione iniziale e continua del personale della giustizia.
Si tratta di una esigenza che deriva dalla crescente
complessità del lavoro delle professioni legali; dagli
ampliamenti e dalle modifiche degli apparati normativi e
dall'esigenza di promuovere una maggiore efficienza
dell'apparato giudiziario.
Strutture permanenti in grado di svolgere con continuità
le funzioni di formazione iniziale e continua del personale
della giustizia esistono da anni in molti Paesi d'Europa
(Francia, Germania, Spagna e Portogallo) e nei Paesi di
tradizione anglosassone (USA). Nonostante a decorrere dagli
anni '60 si sia cercato anche in Italia di istituire una
scuola, sia pure riservata alla magistratura, nessuna
iniziativa è andata a buon fine. E tutto ciò ha creato
manchevolezze e disfunzioni generate dall'assenza di un
organismo in grado di progettare e di gestire su base
permanente quelle attività di formazione che l'evoluzione dei
sistemi giudiziari hanno reso essenziali.
Se si volesse sinteticamente elencare tali disfunzioni si
potrebbe dire che esse riguardano:
a) la mancanza di una gestione unitaria dei
percorsi formativi;
b) la scarsa capacità progettuale e gestionale dei
processi formativi;
c) il limitato sviluppo delle moderne tecniche
formative;
d) le scarse garanzie di un proficuo pluralismo
culturale nei programmi formativi;
e) l'assenza di coordinamento tra la gestione dei
concorsi e i programmi di formazione iniziale;
f) la mancata o carente creazione e gestione di
strutture didattiche;
g) l'inadempimento della normativa vigente che
prevede la necessità, per sostenere l'esame di ingresso nella
magistratura, di aver acquisito il diploma di specializzazione
delle scuole forensi che sono attualmente in fase di avvio
presso le università.
Per quanto si debba riconoscere all'avvocatura ed al
notariato una ampia autonomia sui processi di formazione degli
avvocati e dei notai, tuttavia la loro adeguata formazione è
anche di interesse pubblico: è la necessità di garantire al
cittadino le qualificazioni professionali degli avvocati e dei
notai ai quali si rivolge al fine di proteggere i suoi
diritti.
La Scuola superiore delle professioni legali dovrà quindi
avere tra i suoi compiti anche quello di rendere disponibili
le proprie risorse e competenze per la progettazione e
l'esecuzione di programmi formativi per gli avvocati ed i
notai nei casi in cui i rispettivi Ordini professionali lo
richiedano.
In base a quanto esposto, si ritiene pertanto opportuno
attribuire al Governo la delega per l'istituzione della Scuola
superiore delle professioni legali, secondo i termini, i
princìpi e i criteri direttivi stabiliti dalla presente
proposta di legge.