XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2422
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge
intende focalizzare l'attenzione delle istituzioni e del Paese
su un tema scottante come quello dell'abuso sessuale sui
minori. Un tema che, purtroppo, si ripropone alla cronaca ogni
qual volta uno di questi fatti avviene nel nostro Paese, con
collegamenti a traffici internazionali di stridente violenza.
In questo senso è importante ricordare che già l'approvazione
della legge n. 269 del 1998, con grande convergenza di
intenti, di volontà operative e di collaborazione, ha permesso
di dotare il nostro Paese di una normativa specifica in
materia.
Va da sé, però, che nel momento in cui ci troviamo a
valutare gli esiti dell'applicazione di tale legge, dobbiamo
registrare che essa, pur sembrando apparentemente in grado di
offrire una tutela completa, non pone i minori adeguatamente
al riparo da questi fatti gravissimi. Infatti la legge n. 269
del 1998 lascia aperti alcuni problemi che sono affrontati
nella "Relazione sullo stato di attuazione della legge",
edita dall'Istituto degli Innocenti di Firenze nel febbraio
2001, in attuazione della convenzione stipulata con il
Dipartimento per gli affari sociali della Presidenza del
Consiglio dei ministri.
E' proprio da tale Relazione che si evince come, sul
versante specifico della tutela del minore, l'applicazione
ottimale della legge sia stata pesantemente condizionata dalla
mancanza di competenze professionali diffuse, di risorse
strumentali adeguate, di un coordinamento efficace e
tempestivo rispetto a quella che è l'emergenza in cui si
devono affrontare tali situazioni. Uno dei problemi che questo
Parlamento dovrà affrontare e risolvere è quello dei tempi
tecnici che trascorrono tra il momento della denuncia di un
fatto e la conseguente possibilità di incidere: ci riferiamo
soprattutto ad INTERNET, divenuto un mezzo che favorisce il
verificarsi di tali crimini. Si tratterà di esaminare le
procedure finora adottate, al fine di consentire una reale
possibilità di reazione immediata nei confronti di quello che
rappresenta uno degli aspetti più aberranti della rete
telematica, cioé il trasferimento di immagini e di contatti e,
addirittura, la possibilità di un loro vero e proprio
commercio.
Circa il monitoraggio del fenomeno dello sfruttamento
sessuale, i dati disponibili sono tutt'altro che esaustivi,
anche perché in questo campo è molto alto il "numero oscuro"
della devianza; è infatti difficile percepire il fenomeno
nella sua effettiva ampiezza, considerato che - come sappiamo
- molti abusi avvengono oggi tra le mura domestiche. Solo una
reale attenzione da parte di tutte le agenzie educative in
coordinamento con le strutture che operano nel sociale (anche
il privato sociale ha un ruolo molto importante in questo
settore), nonché il coordinamento di tutti questi soggetti con
le Forze di polizia e una formazione permanente di tutti
coloro che operano in tali ambiti, permetteranno di cogliere i
segnali di eventuali abusi e di incidere sul fenomeno in
maniera concreta e repentina.
Va altresì ricordato il tema spinoso della pena: per
quanto attiene alla possibilità di patteggiamento per abusi e
reati di pedofilia, affermiamo senza mezzi termini che non
riteniamo questa una via percorribile, in quanto per reati
accertati di tale natura deve, a nostro avviso, essere dato un
segnale "pesante" senza alcuno sconto di pena.
Anche sul tema della diagnosi e cura riteniamo che sarebbe
importante aprire un dibattito: sappiamo, infatti, che in
molti Paesi è stato affrontato un approccio di tipo
terapeutico, sia di tipo farmacologico sia di tipo
psichiatrico, proprio nei confronti dei soggetti malati o
deviati sessuali.
Le problematiche, come si evince da questa sintetica
relazione, sono molte e complesse, pertanto è necessario
puntare l'attenzione su aspetti particolari al fine di
giungere a soluzioni corrette.
Ciò che risulta importante far emergere è proprio la
necessità di approntare nuove metodologie per il perseguimento
dei reati che vengono perpetrati attraverso le reti
telematiche.
E' opinione largamente condivisa che la lotta al fenomeno
criminale della pornografia minorile e a quello più grave
della pedofilia non possa più prescindere dall'utilizzazione
di adeguati strumenti informatici che siano in grado di
contrastare efficacemente e sullo stesso terreno l'apertura e
la chiusura in tempi brevissimi di siti a sfondo
pedopornografico.
Un'azione del Parlamento e del Governo in questo delicato
settore è quanto mai auspicabile, anche come forma di tutela
per chi usa INTERNET in maniera del tutto innocua e si può
imbattere casualmente proprio in immagini allucinanti e per
chi, il giorno successivo o dopo quattro, cinque o forse più
giorni dalla sua denuncia, magari continua a constatare la
presenza di queste immagini.
Abbiamo evidenziato come la legge n. 269 del 1998, una
legge avanzata che ha visto, oltretutto, la convergenza di
tutte le forze politiche per innovare sul piano giuridico le
forme di tutela dei minori dalla violenza sessuale, nella
fattispecie nelle forme di pedofilia, non è, purtroppo, al
riparo da alcune problematiche che riguardano le possibilità
applicative del diritto in materia. Dobbiamo anche prendere
atto di come il volontariato sociale sia stato spesso isolato
per quanto riguarda la possibilità di denunciare, nonché di
monitorare costantemente i siti pedofili. In proposito
intendiamo comunque porre in risalto come sia fondamentale che
tutti gli operatori del settore, siano essi appartenenti al
settore del privato sociale o a quello istituzionale,
dovrebbero in qualche modo fare parte di un coordinamento che
ponga la legge vigente in condizione di essere attuata. Un
ulteriore aspetto che riteniamo fondamentale è quello
rappresentato dalla formazione del personale e di tutte le
agenzie educative, prime fra tutte la famiglia, la scuola e
tutti i settori nei quali i minori possano essere
contestualizzati. Sono questi i processi di formazione che
pongono al meglio gli operatori nella condizione di valutare
quelli che sono i segnali di allarme dei minori per ogni caso
di abuso e di violenza.
La proposta di legge che poniamo all'attenzione di questo
Parlamento intende essere un ulteriore passo verso la
soluzione delle problematiche che abbiamo esposto.
Nel concludere la presente relazione desideriamo rivolgere
un accorato appello a tutte le forze politiche presenti in
Parlamento, affinché si possa ottenere una produttiva ed
efficace convergenza di intenti, analoga a quella registratasi
durante l'iter della legge n. 269 del 1998. La difesa
dell'integrità psico-fisica dei soggetti più deboli ed
indifesi della società da ogni forma di sfruttamento sessuale
non è solamente un atto ad essi incontestabilmente dovuto, ma
si caratterizza come l'esaltazione dei valori che ispirano la
società e la convivenza civile. Non è il caso di ricordare che
una società in cui i diritti dei minori non sono adeguatamente
tutelati, che indulge anche ad un minimo compromesso a loro
danno, è una società non molto più progredita dello stato di
natura ed è, in ultima analisi, priva di futuro.