XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2392
Onorevoli Colleghi! - Le condizioni sociali di vita del
nostro Paese hanno determinato una partecipazione attiva
sempre più intensa dei giovani alla vita pubblica. Ciò avviene
soprattutto sul versante positivo delle dimostrazioni di
proposta, di volontà e di impegno attivo su grandi questioni
collettive (ad esempio: l'organizzazione della scuola, le
forme associative, l'uso del tempo libero).
Chi ancora non ha compiuto il diciottesimo anno di età
partecipa, oggi, sempre più frequentemente, con modalità
diverse, all'attività pubblica e sociale. L'evoluzione
scolastica e culturale rende utile, per lo stesso sviluppo
democratico, che questi cittadini diano il loro contributo -
anche con la partecipazione e con l'espressione del voto nelle
competizioni elettorali - alle scelte che incidono sulla
collettività e, quindi, anche sulla loro vita.
La presente proposta di legge - che riprende i contenuti
della proposta di legge n. 3193 presentata nella scorsa
legislatura dall'onorevole Furio Colombo, e della quale il
proponente era cofirmatario - è finalizzata a spostare da
diciotto a sedici anni la maggiore età e ad anticipare l'età
per esercitare il diritto di voto. Lo scopo è quello di
fornire, a giovani ormai maturi, uno strumento di maggiore
partecipazione al confronto e al dibattito democratico, nella
convinzione che questa scelta non può che incidere
positivamente anche rispetto alla finalità di evitare sacche
di esclusione e di indifferenza dei più giovani rispetto alle
scelte politico-istituzionali.
E' indubbio, infatti, che sempre più materie e questioni
che riguardano le generazioni più giovani sono discusse e
decise da generazioni più anziane, con una evidente
"parzialità" sulla qualità di quelle decisioni.
Il senso della presente proposta è dunque di includere una
più ampia massa di persone giovani nella vita e nell'attività
di istituzioni a cui molti, evidentemente, si sentono
estranei.
Anticipare l'età del diritto al voto a sedici anni vuol
dire anche prendere atto che l'evoluzione rapida della
tecnologia, delle comunicazioni e dell'organizzazione sociale
consente ai giovani presenza e partecipazione che prima erano
impossibili.
L'approvazione della presente proposta di legge consentirà
ai cittadini più giovani, di fatto già socialmente attivi, di
partecipare da elettori a scelte che li toccano personalmente
e che li riguardano direttamente, come, ad esempio, quelle
concernenti la scuola, il lavoro e, più in generale, i diritti
e i doveri sociali.