XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2386
Onorevoli Colleghi! - Con la presente proposta di legge
non si intende entrare nel merito delle tante disfunzioni che
travagliano il mondo della giustizia, siano esse strutturali o
funzionali, perché un loro anche succinto esame richiederebbe
una relazione di diverse decine di pagine.
In questa sede ci si limiterà a considerare la situazione
degli "utenti" e degli "operatori" del diritto nell'ambito
degli uffici giudiziari del Veneto, che per la definizione
delle loro cause civili e penali gravate di appello devono
rivolgersi alla corte di appello o alla corte di assise di
appello di Venezia.
Il disagio materiale delle parti in causa e degli avvocati
di tutto il Veneto per le trasferte a Venezia - costi
economici a parte - è limitato, grazie alle buone
comunicazioni viarie e ferroviarie, alla ricerca di un
parcheggio, introvabile a Venezia quasi in ogni momento
dell'anno, ed al trasferimento o a piedi o con mezzi nautici,
certo non frequenti e soddisfacenti, alle sedi degli uffici
giudiziari.
Disagi, spese e contrattempi che potrebbero essere anche
pazientemente sopportati quando vi fosse la certezza di
ottenere giustizia in breve tempo.
Ma, come più volte denunciato dai vari consigli
dell'ordine degli avvocati del Veneto, si tratta di una
illusione, poiché, per arrivare ad una sentenza in grado
d'appello si deve attendere, in media, dai sei ai sette anni,
con inevitabili ed evidenti ripercussioni di malumori e
risentimenti, poiché il trascorrere degli anni incide
pesantemente sui costi, vanifica la fiducia nella giustizia,
discredita la magistratura.
Per meglio comprendere questa situazione, si sottolinea
come, per la sola città di Verona, il sistema giustizia per il
primo semestre 2001 ha trasferito alla Corte d'appello di
Venezia 29.141 cause civili.
Un aumento irreversibile se si considera che al 31
dicembre 1991 erano pendenti 7.445 appelli di contenzioso
ordinario.
Nel corso dell'anno sopravvennero 1.954 nuovi
procedimenti, e la magistratura della corte ne esaurì 1.784.
Pertanto, alla fine del 1992, per quanto riguarda il solo
civile, il carico pendente ammontava a 7.615 appelli, con un
aumento di 170 cause rispetto al 1991.
Ed il costante trend in aumento di cause pendenti è
tanto più evidente con i dati più recenti sopra riportati.
Di fronte a questa situazione pare più che giustificato
l'allarme lanciato in particolare dal consiglio dell'ordine
degli avvocati di Verona anche perché, assommando i dati
penali con quelli civili, risulta, per Venezia, un carico di
cause pendenti eccessivo, difficile se non impossibile da
evadere in breve tempo.
Si sottolinea come il contesto socio economico veronese e
delle aree territoriali limitrofe sia profondamente mutato in
questi ultimi anni; oltre allo sviluppo di un'agricoltura di
qualità, si è riscontrata una crescita significativa delle
realtà rappresentate dalla piccola-media impresa e dal
terziario avanzato, fenomeni che hanno reso ancora più
complessa la risposta in termini di giustizia.
Sono, infatti, aumentati i reati connessi alla criminalità
organizzata e le problematiche insite nelle controversie di
natura civile. E' quindi naturale ritenere che in un contesto
di continua espansione economica il numero complessivo dei
procedimenti civili e penali possa esclusivamente
aumentare.
A tale riguardo l'unico rimedio possibile appare
l'istituzione a Verona di una sezione distaccata della corte
di appello e della corte d'assise di appello di Venezia.
Venezia, in tale modo, sarebbe sollevata da un carico di
lavoro non indifferente, tenendo presente che a Verona
verrebbero radicati anche gli appelli provenienti dal
tribunale di Vicenza, di Bassano del Grappa e di Rovigo,
consentendo così anche a quelle parti in causa ed a quegli
operatori di usufruire del più agevole accesso agli uffici
giudiziari di Verona (rispetto a quelli di Venezia) e,
altresì, abbreviando i tempi delle loro attese.
Infatti, in una ipotesi di radicamento dei suddetti
tribunali presso l'istituenda sezione di Verona, il numero
totale dei procedimenti civili sarebbe già superiore
all'attività attualmente pendente presso i distretti di
Trieste, Trento, Bolzano, Brescia, Campobasso, Potenza,
Cagliari e di altre importanti città.
Per questi dati obiettivi, sia nell'interesse del diritto
del cittadino di ottenere giustizia in tempi adeguati, sia per
allontanare l'ingiusto discredito che la situazione di fatto
fa ricadere sulla magistratura, si è certi che gli onorevoli
colleghi vorranno dare la loro approvazione alla presente
proposta di legge, attesa da anni dalla popolazione
interessata ed in particolare dagli operatori del settore,
anche in considerazione delle risorse impegnate nella legge
finanziaria per il 2002 nella Tabella B relativamente al
Ministero della giustizia.