XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2384
Onorevoli Colleghi! - E' opinione ampiamente diffusa
che anche in Italia la necessità di una risposta sempre più
efficace e moderna al crimine comune ed organizzato ed alla
risoluzione delle impellenti problematiche dell'ordine
pubblico deve indurre il legislatore a compiere scelte che
assicurino la massima qualificazione degli appartenenti alle
Forze di polizia ed, in particolare, di coloro che sono
chiamati ad assolvere funzioni di direzione del personale e di
scelta nell'allocazione delle risorse.
Particolare attenzione, perciò, dovrebbe essere dedicata
ai funzionari di pubblica sicurezza cui sono demandate, in via
esclusiva, anche le responsabilità di coordinamento delle
Forze di polizia e di direzione dei più delicati servizi di
ordine pubblico, oltre che numerose potestà autorizzative (si
pensi a cortei e manifestazioni, riunioni in luogo pubblico,
tutela dei minori, ricomposizione di privati, passaporti,
immigrazione, licenze di polizia, armi, misure di prevenzione,
eccetera) in tema di sicurezza non attribuite ad altre
autorità civili o militari.
In questi anni, a causa di un certo disordine legislativo,
del susseguirsi di norme che hanno profondamente modificato lo
stato giuridico della generalità degli appartenenti al
pubblico impiego, compresi coloro che prestano servizio nei
ruoli esecutivi e di concetto della Polizia di Stato, i
funzionari di pubblica sicurezza hanno finito per subire
un'ingiustificata compressione delle loro posizioni giuridiche
soggettive.
Se a ciò si aggiunge che il riordino delle carriere non
direttive, operato dal Governo con il decreto legislativo 12
maggio 1995, n. 197, e successive modificazioni, ha provocato
un appiattimento delle qualifiche e delle funzioni degli
ispettori della Polizia di Stato, ruolo intermedio di
concetto, quadruplicandone il numero e mortificando
ulteriormente le aspettative di quanti avevano ottenuto tale
qualifica sulla base di selettivi concorsi pubblici riservati
a candidati in possesso del titolo di studio della scuola
media superiore, sarà chiaro che è giunto il momento di
un'inversione di rotta. La Polizia di Stato italiana deve
ritrovare un suo equilibrio.
Si deve puntare alla qualificazione di funzionari ed
ispettori secondo un modello coerente e compatibile con gli
indirizzi dettati per altre qualificate carriere dello Stato,
come quelle dei prefettizi, dei diplomatici, dei medici e dei
docenti universitari.
Con il complesso delle modifiche proposte, oltre a
ristabilire gli indispensabili equilibri tra le varie
componenti dell'Amministrazione della pubblica sicurezza
previsti dalla legge 1^ aprile 1981, n. 121, e successive
modificazioni, si garantisce al Ministro dell'interno la
disponibilità di risorse umane altamente qualificate e
motivate, affinché possa esercitare le sue attribuzioni in
materia di ordine e sicurezza pubblica con sempre maggiore
efficacia ed autorevolezza.
Allo scopo, infatti, si tende a restituire ai funzionari
di pubblica sicurezza una specifica identità professionale,
delineandone per legge le peculiari ed atipiche funzioni, in
un contesto nel quale sono chiamati a svolgere, in posizione
di elevata responsabilità, compiti di direzione e di
amministrazione che, per l'eterogeneità e la complessità delle
normative di riferimento e la molteplicità dei diritti ed
interessi da curare, li contraddistinguono nell'ambito del
pubblico impiego.
Si prende inoltre atto che ad essi sono affidati gli oneri
di direzione di uffici della Polizia di Stato con particolare
rilevanza esterna e, in via esclusiva, le responsabilità
derivanti dall'esercizio delle funzioni di autorità di
pubblica sicurezza, di rappresentanza della stessa nelle
situazioni tecnico-operative che maggiormente rilevano per
l'ordine e per la sicurezza pubblica, così come richiesto
dalla tradizione giuridica e democratica del nostro Paese.
E' necessaria, dunque, l'istituzione di una nuova area
negoziale, comune a tutti gli attuali funzionari della Polizia
di Stato, riconoscendo dell'area dirigenziale la loro
specificità di titolari della funzione di pubblica sicurezza,
secondo un modello analogo a quello che lo stesso Parlamento
ha ritenuto valido per le categorie dei funzionari prefettizi
del Ministero dell'interno (oggi tutti inseriti
automaticamente ope legis nell'area dirigenziale) che da
sempre costituivano un ruolo parallelo a quello dei funzionari
di pubblica sicurezza, con i quali sono impegnati nella comune
gestione di molti uffici del Ministero dell'interno.
Nel riconoscere che, in ragione di precise scelte
legislative, la diversa natura del rapporto di lavoro del
personale della Polizia di Stato - dalla quale discendono
vincoli negoziali assai più articolati ed estesi di quelli
vigenti per le Forze di polizia ad ordinamento militare - e la
stessa necessità di gestire, nell'ambito del rapporto di
servizio, personale dei ruoli civili del Ministero
dell'interno, hanno finito per accentuare notevolmente la
complessità del sistema delle relazioni sindacali, si prende
atto della necessità che il funzionario della Polizia di Stato
debba possedere conoscenze giuridiche, capacità manageriali e
flessibilità culturale di più elevato livello.
In relazione all'anzianità maturata, inoltre, si fissano
le regole per un armonico rapporto tra i funzionari di
pubblica sicurezza e gli appartenenti alle diverse
amministrazioni che compongono il Dipartimento della pubblica
sicurezza, tenuto conto della necessità di restituire coerenza
ad un sistema nel quale gli interventi legislativi
susseguitisi in questi ultimi anni in materia di carriere ed
ordinamento del personale hanno inciso in misura notevole, ma
spesso senza tenere conto di fondamentali interessi dello
Stato.
Su queste basi, per rafforzare l'unitarietà e la
specificità della carriera dei funzionari di pubblica
sicurezza e nell'ottica strategica del consolidamento e del
rilancio dell'intera Istituzione, si prevede la costituzione
di una distinta ed autonoma disciplina contrattuale, in tale
modo aprendo anche la strada per un effettivo riallineamento,
non solo retributivo, della dirigenza di Polizia di Stato a
quella del restante pubblico impiego.
A fronte di oneri non comuni incombenti sulla categoria,
si apprestano, altresì, in speculare sintonia con quanto dalla
legge disposto di recente a favore di altra carriera
dell'Amministrazione dell'interno, idonee garanzie contro i
rischi che discendono dall'esercizio delle funzioni proprie
della carriera, in modo che, in uno, siano più efficacemente
garantiti l'interesse del cittadino e quello stesso della
pubblica amministrazione.
Ciò anche in coerenza con l'approvazione e la
presentazione in Parlamento del disegno di legge di riordino
della dirigenza statale (atto Camera n. 1696 - atto Senato n.
1052) con il quale il Governo ha inteso nelle scorse settimane
introdurre ulteriori elementi innovativi nella disciplina
generale della dirigenza pubblica che, negli ultimi anni, ha
formato oggetto di numerosi (e non sempre articolati)
interventi legislativi, creando la cosiddetta "vicedirigenza"
ovvero una categoria di funzionari con autonomo profilo
giuridico ed autonoma area negoziale.
Infatti con tale disegno di legge vengono inclusi
nell'area della vicedirigenza i funzionari laureati per ora
inquadrati nelle posizioni ordinamentali C2 e C3 ovvero i
ruoli direttivi del pubblico impiego che corrispondono
attualmente al ruolo dei commissari di pubblica sicurezza di
cui al decreto legislativo n. 334 del 2000, e successive
modificazioni.
E' quindi doveroso riallineare i funzionari di pubblica
sicurezza con i funzionari prefettizi (oggi, come ricordato,
tutti inseriti automaticamente ope legis nell'area
dirigenziale) e con quelli del pubblico impiego che hanno,
quanto meno, avuto il riconoscimento della vicedirigenza!
Si intende, poi, esaltare l'innovazione che la recente
riforma ha voluto introdurre in favore degli ispettori, ovvero
la costituzione per gli stessi del "ruolo direttivo speciale",
evitando limitanti sovrapposizioni e attraverso
l'attribuzione, ai suoi appartenenti, di specifici compiti
direzionali e di autonome responsabilità, come giusto
riconoscimento all'esperienza ed alla professionalità di
coloro che, provenendo dai ruoli non direttivi, hanno superato
le procedure di selezione ed i percorsi formativi richiesti
per l'accesso alle qualifiche superiori, dandogli spazio in
una nuova (appunto le qualifiche C1, C2 e C3) corrispondente
alle attuali qualifiche dei collaboratori del pubblico
impiego. Tale nuova collocazione automatica degli ispettori
superiori consentirebbe, peraltro, di sbloccare il vertice
della carriera non direttiva, con ottime prospettive di
progressione di carriera del restante personale
subordinato.
Si pensi, infine, che la presente proposta di legge, onde
riparare prima di tutto a quello che è giustamente il precipuo
recupero di una dignità di posizione giuridica, prevede la
possibilità di fare fronte alle previsioni di spesa,
predisponendo l'attribuzione dei prescritti emolumenti
economici anche con una fase dilatoria e secondo criteri da
individuare a cura dei competenti Ministeri dell'interno, per
la funzione pubblica e dell'economia e delle finanze.