XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2337




        Onorevoli Colleghi! - Nei territori facenti oggi parte delle Repubbliche di Croazia e di Slovenia risiedono circa 40 mila connazionali, sparsi tra Istria, Fiume e Dalmazia.
        Soltanto una parte di questi connazionali gode attualmente della cittadinanza italiana, e per la precisione coloro che sono nati in quelle terre prima della data di entrata in vigore del Trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, entrato in vigore il 16 settembre 1947, reso esecutivo con decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 28 novembre 1947, n. 1430, e coloro che sono nati nella zona B prima della data di entrata in vigore del Trattato di Osimo del 10 novembre 1975, reso esecutivo con legge 7 novembre 1988, n. 518.
        L'articolo 17 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, aveva inoltre previsto, con una disposizione transitoria, la possibilità, per i nostri connazionali all'estero, di ottenere - tramite una apposita dichiarazione, entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge - il riacquisto della cittadinanza italiana persa da coloro che, residenti all'estero, avevano acquisito spontaneamente la cittadinanza straniera o rinunciato espressamente a quella italiana: tale termine, più volte prorogato, è stato definitivamente fissato alla data del 31 dicembre 1997.
        Il riacquisto della cittadinanza italiana non si è esteso ai figli maggiorenni di genitori (o anche ad uno solo di essi) che effettuarono la dichiarazione prevista dalla citata legge n. 91 del 1992: costoro, diversamente dai minorenni, non possono riacquistare una cittadinanza che non hanno mai posseduto, non essendo mai stata loro trasmessa durante la minore età per ius sanguinis dai genitori, in quel periodo cittadini stranieri.
        Ci troviamo così davanti ad una situazione paradossale: nel momento in cui si apprestano ad ottenere la cittadinanza italiana milioni di persone che vengono a vivere nel nostro Paese da ogni angolo del mondo, non la possono ottenere italiani, figli di italiani residenti in Slovenia e in Croazia, ora che il consolidamento della democrazia in quei Paesi ha rimosso remore ed ostacoli che potevano condizionare negativamente l'intenzione di effettuare la dichiarazione prevista dalla legge n. 91 del 1992.
        Con la presente proposta di legge si vuole sanare questa anomalia e consentire l'acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei connazionali residenti nelle Repubbliche di Croazia e di Slovenia e dei loro discendenti.




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