XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2335




        Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge prende in considerazione alcuni aspetti ritenuti fondamentali in materia di elettorato passivo e si pone alcuni obiettivi chiari per facilitare l'esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini.
        In particolare, sono state individuate tre azioni mirate:

            1) aumentare il numero delle sezioni elettorali che fu drasticamente diminuito negli anni passati per contenere la spesa e per rientrare all'interno dei parametri di Maastrich. Un aumento medio del 15 per cento delle attuali sezioni - anche a parere dei tecnici del settore - dovrebbe consentire di risolvere il problema. E' evidente che questo aumento deve essere calato all'interno delle singole città in modo progressivo. Le città di maggiori dimensioni dovrebbero vedere un aumento più marcato, mentre nei piccoli comuni questo aumento potrebbe essere più contenuto;

            2) prevedere una distribuzione omogenea dei cittadini rispetto alle sezioni. Tale distribuzione dovrebbe stabilire in una cifra compresa, di norma, fra 500 e 1.000 persone il limite degli aventi diritto assegnati ad un singolo seggio. Questa proposta di legge si preoccupa anche di stabilire sezioni con un numero ridotto di persone assegnate qualora ricorrano particolari condizioni geo-territoriali;

            3) investire nella formazione dei presidenti di seggio così da poter contare su di un personale sempre maggiormente qualificato in grado di affrontare con professionalità e preparazione adeguate i normali problemi procedurali e sostanziali che si presentano durante le operazioni di voto e di spoglio delle schede. Questo in particolare, viste le esperienze del passato, sembra essere uno dei temi cardine per risolvere ab origine i numerosi conflitti interpretativi che si creano nei seggi, causa di forti rallentamenti nelle operazioni di voto e di spoglio, e che potrebbero essere risolti aumentando la qualità professionale e la preparazione dei presidenti stessi.
        Le osservazioni relative all'onere economico, riportate in seguito, evidenziano come l'intervento normativo non gravi in modo eccessivo sul bilancio dello Stato e come queste soluzioni siano facilmente praticabili anche dal punto di vista organizzativo.
        Le tre azioni sopra indicate possono poi essere ulteriormente rafforzate con altre proposte complementari, quali l'allungamento dei tempi di votazione fino alle ore 14 del lunedì seguente.
        Questa scelta, che comunque comporta alcuni oneri oggettivi che devono essere considerati e che di seguito vengono esplicati, potrebbe però avere il vantaggio di far crescere l'affluenza alle urne. Proprio per questo, agendo secondo princìpi di imparzialità ed uguaglianza in ossequio alla supremazia della democrazia popolare, sarebbe opportuno che una eventuale norma che portasse alle ore 14 del lunedì pomeriggio il termine di apertura dei seggi elettorali fosse estesa a tutte le tipologie di elezione, siano esse politiche, amministrative, europee o referendarie.
        Venendo agli aspetti negativi legati a questa decisione, va subito premesso che gli oneri economici verrebbero ad essere elevati dagli emolumenti da riconoscere a tutti i componenti dei seggi per il giorno in più che passerebbero nel seggio e per i costi connessi al lavoro straordinario del personale dei comuni e degli uffici territoriali del Governo. Le scuole dovrebbero restare chiuse un giorno ulteriore con aggravi di spese logistiche (luce, riscaldamento, eccetera), di non utilizzo degli insegnanti, senza tener conto dei problemi oggettivi che una scelta siffatta arrecherebbe alle famiglie che sarebbero chiamate a gestire la giornata di assenza degli alunni in un giorno lavorativo.
        Va poi anche osservato che attraverso questa scelta l'Italia diventerebbe una delle poche nazioni europee che prevedono due giornate elettorali.
        In applicazione dell'articolo 1 della proposta di legge, dovrebbe addivenirsi ad un aumento del 15 per cento del numero delle sezioni elettorali a livello nazionale, pari a 9.040 seggi in più. L'ulteriore onere, a carico del bilancio dello Stato, derivante dall'attuazione della legge, potrebbe quantificarsi in circa 41 milioni di euro.
        Tale somma si ottiene moltiplicando il numero di 9.040 seggi per 9.000.000, che costituisce la misura massima della spesa statale per ciascuna sezione, determinata limitatamente alle consultazioni esclusivamente a carico dello Stato.
        Nei prossimi anni, analogo onere si produrrebbe, per l'erario, in caso di svolgimento di consultazioni referendarie e, nel 2004, in occasione delle elezioni per il rinnovo dei rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo.
        Con l'istituzione dei corsi di formazione ed aggiornamento per i presidenti di seggio, prevista dall'articolo 2 della proposta di legge, si può prevedere una maggiore spesa, per ogni consultazione elettorale a carattere generale, così determinata in linea di massima:

                a) ipotizzando che la sede del corso sia il comune capoluogo di provincia, il rimborso delle spese di viaggio, valutabile mediamente in circa 21 euro a persona, spetterebbe a 42.980 presidenti di seggio (numero che corrisponde alle sezioni dei comuni italiani non capoluoghi di provincia), per una spesa totale di circa 888.306 euro;

                b) ritenendo opportuno che a ciascun corso partecipino non più di 500 presidenti, si dovrebbero effettuare in tutto il territorio nazionale circa 170 corsi, aventi durata media stimata in quindici ore effettive, con una spesa per i docenti pari a 57.327 euro (170x15x15,49 euro di compenso orario = circa 39.251 euro + le spese di missione stimate in circa 18.076 euro);
                c) per gli oneri puramente organizzativi, quali ad esempio quelli relativi all'affitto dei locali, appare necessario prevedere uno stanziamento di circa 516 euro a corso, per complessivi circa 87.798 euro.

        Pertanto, la spesa totale per tutti i suddetti corsi potrebbe attestarsi intorno a 1.033.000 euro all'anno, ipotizzando un solo ciclo generale annuale di elezioni.
        Qualora, tuttavia, si procedesse all'aumento del 15 per cento del numero delle sezioni elettorali, come previsto dall'articolo 1 della proposta di legge, i costi lieviterebbero proporzionalmente, arrivando a circa 1.188.000 euro annui.
        Per ciò che concerne l'articolo 3 della proposta di legge, si evidenzia che la norma non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.
        Quanto, infine, alla comunicazione informatizzata dei dati elettorali, prevista dall'articolo 4, risulta estremamente difficile addivenire ad una circostanziata previsione delle spese a carico dell'erario prima che sia redatto il progetto di cui al comma 3 del medesimo articolo.
        Al momento, pertanto, non si può che procedere ad una stima del tutto approssimata del prevedibile costo totale della suddetta informatizzazione che potrebbe aggirarsi - tenuto conto che sono attualmente circa 25.000 gli edifici sede di seggio - intorno ai 180.700.000 euro, necessari per le seguenti attività: acquisto di hardware, collegamenti in rete, realizzazione ed installazione del software applicativo, produzione di materiale di autoistruzione, effettuazione di corsi gestionali e stampa di manuali operativi.




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