XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2329
Onorevoli Colleghi! - La legge n. 662 del 1996 ha
istituito, nell'ambito dell'INPDAP, la gestione autonoma delle
prestazioni creditizie ed assistenziali in favore dei
dipendenti pubblici. Essa eroga, a fronte di un contributo
obbligatorio dello 0,35 per cento delle retribuzioni, nel
rispetto del requisito dell'autosufficienza economica e
finanziaria, prestiti a breve scadenza, prestiti pluriennali,
mutui ipotecari e prestazioni sociali (borse di studio e
vacanze studio in Italia e all'estero a favore dei figli e
orfani dei dipendenti pubblici iscritti all'INPDAP).
Analoga gestione può essere istituita anche per i
pensionati INPDAP, sempre nel rispetto del vincolo
dell'autonomia economica e finanziaria, quindi senza oneri per
i bilanci pubblici.
La costituzione di una specifica gestione finalizzata alle
erogazioni di prestazioni creditizie ai pensionati,
esclusivamente e totalmente finanziata dagli stessi,
costituirebbe un segnale di considerevole attenzione verso una
categoria che, per le capacità economiche ed i limiti di età,
difficilmente può accedere al mercato del credito al consumo.
Il processo di riforma del sistema pensionistico, con la
graduale riduzione dei rendimenti, il processo di
razionalizzazione del sistema sanitario, le difficoltà e la
esiguità dell'offerta di posti per anziani da parte di
strutture specialistiche, riverbera effetti sempre più
incisivi sulle capacità economiche e di vita dei pensionati.
Pensare, quindi, un sistema di gestione di risorse, senza
oneri per i bilanci pubblici, idoneo a fornire soluzioni alle
più stringenti necessità e ai bisogni impellenti di vita dei
pensionati (in un contesto sociale che aggiorna sempre più
verso il basso i vincoli alla concessione di prestazioni
sociali), con prestazioni aggiuntive a quelle erogabili dal
sistema di welfare, costituirebbe una palese
dimostrazione di attenzione e di sensibilità verso le
tematiche sociali di una moderna e complessa democrazia
sociale ed economica.
Si innalzerebbe, in tal modo, mediante l'attivazione di
strutture di solidarietà, la soglia di soddisfazione dei
bisogni, senza considerare, peraltro, gli effetti economici
"esterni".
Un insieme di prestazioni aventi natura sociale,
finanziate mediante un sistema di rotazione delle risorse,
provenienti dagli stessi beneficiari, costituirebbe una chiara
manifestazione di sensibilità sociale.