XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2327




        Onorevoli Colleghi! - Il comprensorio atellano è ricco di beni archeologici di straordinario valore storico, artistico e culturale. Testimonianze di una civiltà antichissima del passato che vanno tutelate e valorizzate nell'interesse del Paese.
        I comuni dell'area atellana sono in provincia di Napoli: Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Casandrino, Arzano, Casoria, Caivano, Sant'Antimo, Afragola, Casavatore, Crispino, Cardito; in provincia di Caserta: Gricignano di Aversa, Orta di Atella, Cesa, Teverola, Carinaro, Sant'Arpino, Marcianise, Aversa, Succivo.
        E' dovere di uno Stato porsi come obiettivo primario la tutela dei beni storico-artistici, valorizzare al massimo livello e far conoscere ai cittadini la propria storia, anche la meno nota, perché strettamente collegata ai comprensori un tempo sede di civiltà operose. E' il caso della storia delle popolazioni del comprensorio atellano.
        La storia di un popolo, le radici culturali, le tradizioni e i costumi dei luoghi natii, terre calcolate dai propri antenati, che sono elementi indispensabili ed ineludubili alla cui ricerca deve protendere l'animo umano.
        Conoscere la storia, la geografia dei luoghi dove si è nati, le evoluzioni che si sono susseguite nello spazio e nel tempo, consente di essere giudici del nostro presente ed artefici del nostro futuro. L'aria comprensoriale a cavallo tra la provincia a nord di Napoli e i primi comuni di Caserta, secondo quanto tramandatoci da illustri studiosi e ricercatori ed in base alle testimonianze archeologiche che affiorano dalle viscere della terra, è quasi certamente il nucleo centrale e vitale di quelle che potremmo definire le radici del comprensorio atellano.
        Radici culturali e morali, che il tempo, l'incuria e l'abbandono, rischiano di obliare nonostante i tentativi di alcuni enti morali di tenere accesa la speranza che il passato non possa e non debba essere cancellato.
        Quella che va salvaguardata è una storia ricca di avvenimenti, di testimonianze importanti del passato: la storia dell'Antica Atella.
        Colonia militare augustana, secondo quanto documentato da documenti archeologici riportati ad Alife.
        Insediamento precivico di origine osca, poi etrusco, in seguito occupato dai romani. La sua nascita risalirebbe in epoca antecendente la fondazione di Roma. Secoli di storia che chiedono di essere approfonditi, migliaia di reperti che necessitano di essere catalogati e studiati, un patrimonio archeologico che andrebbe difeso, salvaguardato e valorizzato. Sono queste le direttrici d'azione che vanno praticate per dare fiato alle tante lodevoli iniziative nate in zona, ma mai supportate dagli enti istituzionalmente preposti alla tutela del patrimonio artistico, né il Ministero per i beni e le attività culturali, né i suoi terminali periferici, né gli enti locali hanno mai creduto o avuto la lungimiranza di credere nelle eccezionali potenzialità che deriverebbero da un'adeguata valorizzazione del territorio innescando un meccanismo di produzione di ricchezze attraverso risorse naturali e storiche in passato sottovalutate.
        Ma nonostante ciò Atella è ancora viva. Le testimonianze artistiche che affiorano dimostrano un'inesauribile presenza di reperti che queste terre ci donano copiosamente. Reperti conservati nei sottoscala dei comuni, nelle cantine di importanti musei campani, in attesa di essere posti in strutture ad hoc.
        E' necessario, dunque che quest'area geografica dalle incredibili risorse archeologiche venga salvata e custodita nell'esclusivo interesse del nostro Paese.




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