XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2316
Colleghi Deputati! - Nel presentare la proposta di
legge credo sia utile citare il compianto giornalista Indro
Montanelli che, con grande lucidità e onestà intellettuale,
così scrisse: "Di regole in Italia c'è una tale pletora che
non si riesce più nemmeno a tenerne il conto (ne sono censite,
pare, oltre duecentocinquantamila, il che fa, di quello
nostro, il Paese più "regolato" del mondo, con quali effetti,
lo vediamo). Ma si rendono conto i nostri politici che quando
se ne vara una nuova, nessuno riesce a tradurla in un
linguaggio comprensibile al comune cittadino, che pure ne è o
dovrebbe esserne il destinatario, e spesso nemmeno a
trasmetterla all'ufficio cosiddetto competente perché non
sempre alla scampanellata del signor Ministro qualcuno
risponde: talvolta perché il campanello non funziona, talaltra
perché non funziona il funzionario, in altre faccende
affaccendato, o al bar, o chissà dove? Dopodiché comincia la
trafila dei conflitti di competenza, dei bolli, dei timbri,
dei visti, fino alla scoperta che la regola esisteva già,
giaceva da anni sotto i cumuli di polvere di quei grandi
cimiteri di regole che sono gli scantinati e gli archivi dei
nostri ministeri. Dove finirà anche quella nuova (...)".
Note, dunque, sono le difficoltà di comprensione ed
interpretazione dei testi normativi non di rado complessi,
nebulosi e criptici, contenenti molti rinvii sia ad atti
dell'ordinamento giuridico vigente, sia ad atti che, sebbene
estranei alla produzione legislativa parlamentare (ad esempio
le circolari emanate ad libitum dagli uffici della
pubblica amministrazione), sono volti ad offrire
un'interpretazione arbitraria ed illegittima delle norme
giuridiche cui si riferiscono, in quanto tale da pregiudicare
in modo grave l'assoluta sovranità dell'istituzione
parlamentare. Si rende pertanto necessaria l'assunzione di
provvedimenti legislativi intesi sia ad imporre al legislatore
semplicità e chiarezza nella redazione dei progetti di legge
(per consentire al cittadino di adempiere a tutti gli obblighi
giuridici che lo riguardano, senza dover ricorrere ad onerose
consulenze legali o fiscali), sia ad impedire che si continui
a verificare il grave fenomeno dell'iperproduzione, che viola
la Carta costituzionale, di circolari ministeriali da parte
delle direzioni generali dei vari Dicasteri. Si propone
pertanto l'introduzione, nell'ordinamento giuridico vigente,
di norme intese a garantire un'agevole comprensione dei testi
legislativi, e di norme recanti disposizioni per l'abolizione
dell'efficacia giuridica di atti prodotti da organi della
pubblica amministrazione diretti a soddisfare peculiari
esigenze dell'ufficio burocratico responsabile della loro
produzione, malgrado la violazione del senso dei testi
legislativi cui si riferiscono. Le prime mirano a
razionalizzare la procedura della redazione dei progetti di
legge e a semplificare il loro apprendimento da parte dei
cittadini che possono così avere una più completa, integrale e
rapida conoscenza delle normative vigenti; le seconde, invece,
mirano a limitare, per quanto possibile, la farraginosità
dell'attuale ordinamento giuridico e a diminuire il numero
esorbitante delle disposizioni di legge in vigore.