XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2283




        Onorevoli Colleghi! - L'esigenza fortemente sentita dalla Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali del Ministero per i beni e le attività culturali di rinnovare e armonizzare le norme vigenti sul "deposito obbligatorio delle pubblicazioni" e di altre norme di deposito dei "prodotti dell'ingegno" è alla base della proposta di legge che si presenta.
        La legge vigente in materia è, come è noto, ancora quella del 1939 (n. 374), modificata in piccola parte dal decreto legislativo luogotenenziale n. 660 del 1945. Essa è ispirata dal contesto della produzione editoriale e dalla cultura dell'epoca che accentuano più le finalità di controllo della stampa che quelle squisitamente culturali ed è infine riferita solo alle pubblicazioni a stampa.
        In Italia c'è un notevole ritardo nell'adeguamento di questa normativa rispetto agli altri Paesi europei, dove dagli anni sessanta particolare attenzione è stata data dal legislatore a questa materia: sono state privilegiate, nelle norme emanate nel corso degli anni, le finalità culturali per il potenziamento dei servizi bibliografici rivolti all'educazione, alla ricerca e allo sviluppo socio-culturale del Paese e sono state introdotte le necessarie modifiche di adeguamento all' evoluzione della produzione editoriale e culturale.
        Se si guarda pertanto al panorama delle norme rinnovate più o meno recentemente, appaiono chiari quali devono essere gli obiettivi della nuova legge sul deposito legale:

            costituire l'archivio a livello nazionale e territoriale (regionale) della produzione editoriale nazionale, rappresentata oggi da diverse tipologie di documenti su diversi supporti;

            documentare l'archivio mediante la realizzazione di servizi bibliografici nazionali di informazione ed accesso ai documenti da parte del pubblico dei lettori e degli studiosi.

        E' utile tenere presenti le linee guida recenti redatte e diffuse dall'IFLA (International Federation Library Association) nel 2000 che, aggiornando le precedenti del 1981, esaminano con ampiezza i problemi legati allo sviluppo della società dell'informazione e all'evoluzione dei prodotti editoriali e culturali.
        Inoltre sono qui di seguito sintetizzati i criteri di base ai quali sono ispirate le più recenti legislazioni in Europa:

            giustificare il deposito legale soltanto nell'ottica di costituire l'archivio della produzione editoriale e di fornire servizi di informazione e di accesso ai documenti;

            ridurre le copie delle opere da consegnare da parte di editori (tipografi o produttori o distributori) per sottolineare soprattutto le finalità primarie per le quali le opere sono richieste;

            estendere la normativa sul deposito legale al materiale non librario, allo scopo di tenere il passo con la crescente importanza che tale materiale ha acquisito nel campo dell'informazione e della documentazione nel mondo contemporaneo;

            selezionare le tipologie dei prodotti soggetti a consegna perché, data la vastità e diversità della produzione editoriale, non è più possibile pensare di conservare e documentare ogni sorta di documento;

            individuare i destinatari delle copie tra quegli istituti che, per la loro specificità e per i compiti che svolgono, sono in grado di conservare nel modo migliore le diverse tipologie di materiali e possono più celermente fornire su questi adeguati servizi di informazione e di accesso;

            snellire le modalità di deposito per rimuovere i ritardi e le disfunzioni attuali, adottando la procedura dell'invio diretto delle copie alle biblioteche ed agli altri istituti destinatari da parte dell'editore (tipografo, produttore o distributore), offrendo facilitazioni economiche per la spedizione.
        La presente proposta di legge risponde, in gran parte, a questi criteri ed è naturalmente suscettibile di modifiche e miglioramenti raggiungibili, per altro, in molte parti, anche con il regolamento di attuazione.
        Le ragioni che sono alla base della richiesta di rinnovare la normativa del deposito legale sono dettate dall'urgenza di avere anche in Italia una legge adeguata, come negli altri Paesi europei.
        Attualmente la situazione regolata dalla legge vigente è sempre più ingovernabile e genera continui disservizi nello svolgimento dei compiti istituzionali delle biblioteche depositarie, sia perché nell'ambito della legge non ricadono tutti i prodotti editoriali in rapida evoluzione dopo la diffusione degli strumenti informatici, sia perché il meccanismo anacronistico della consegna è causa di lentezze e lacune. Si determinano spesso infatti gravi ritardi nell'arrivo delle opere nelle biblioteche (anche superiori a 12 mesi) e mancanze di più del 20 per cento ogni anno nella consegna. Tutto ciò va a danno della conservazione dei prodotti editoriali italiani in tutte le loro forme e produce rilevanti disagi nella disponibilità per il pubblico delle opere e nella diffusione tempestiva dell'informazione mediante i servizi bibliografici nazionali.
        Particolarmente critica è la situazione per i prodotti sonori e video: la legge vigente prevede il deposito su richiesta solo dei documenti sonori. Questa modalità determina la perdita di molti documenti per la difficoltà oggettiva di raccogliere le informazioni su quanto viene pubblicato. I documenti video non sono soggetti a deposito così come tutti i documenti multimediali con un dominante contenuto audio e video.
        E' anche necessario definire una modalità di deposito legale per i prodotti televisivi e radiofonici che sono, ormai, una fondamentale fonte di documentazione culturale e storica della nostra società.
        In Italia finora le proposte di modifica, presentate più volte nelle precedenti legislature in un arco di tempo che supera ormai i venti anni, non hanno mai completato l'iter parlamentare per diventare legge. Si presenta, quindi, all'attenzione del Parlamento un testo rinnovato, nella speranza che la proposta di legge sul deposito legale possa essere accolta e riprendere, con maggiore successo, il cammino più volte interrotto.




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