XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2280




        Onorevoli Colleghi! - Negli ultimi anni il mercato dei ricambi per automobili e ciclomotori ha perso circa 4.000 punti di distribuzione con una perdita stimata in circa 12.000 unità lavorative.
        I problemi per tutti gli operatori del settore derivano dalla approvazione nella precedente legislatura, della legge per la rottamazione delle auto e delle motociclette (decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, e decreto-legge 25 settembre 1997, n. 324, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1997, n. 403).
        Queste leggi hanno tolto dal mercato circolante, perché inquinanti, le auto non catalitiche e le moto di una certa anzianità, con un risultato positivo per l'ambiente, ma devastante per i venditori di ricambi di auto e moto, i quali si sono ritrovati da un giorno all'altro partite di prodotti praticamente invendibili.
        Infatti oggi in Italia i magazzini di ricambi per auto e moto sono circa 9.000 e le previsioni portano a ipotizzare la chiusura a causa delle norme sulla rottamazione, di circa il 65 per cento di essi.
        E' sotto gli occhi di tutti l'ingente danno apportato alla categoria dei rivenditori di ricambi e le notevolissime perdite di unità lavorative provocate.
        Per questo motivo, è necessario ed urgente un intervento dello Stato volto a riequilibrare un mercato distorto e danneggiato da flussi di pubblico denaro.
        La presente proposta di legge si compone di cinque articoli.
        L'articolo 1 stabilisce l'ambito di applicazione della legge;
        L'articolo 2 individua i ricambi soggetti al rimborso attraverso la rottamazione.
        L'articolo 3 demanda al Ministero delle attività produttive l'emanazione di un decreto finalizzato all'applicazione della legge, mentre l'articolo 4 demanda al Ministro dell'economia e delle finanze l'emanazione di un decreto finalizzato alla restituzione delle imposte ingiustamente versate e relative ai ricambi divenuti invendibili a seguito delle leggi sulla rottamazione dei veicoli.
        L'articolo 5 reca, infine, la copertura finanziaria del provvedimento, stimata in 155 milioni di euro annui.




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