XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2279




        Onorevoli Colleghi! - La Shoah, parola ebraica che significa "catastrofe", rappresenta un fenomeno senza precedenti nella storia dell'umanità.
        Il razzismo antiebraico come principio fondante della ideologia di Stato, le enormi dimensioni dello sterminio, il rifiuto di riconoscere alle vittime non solo il diritto di vivere, ma anche quello di considerarsi esseri umani, le motivazioni e la pianificazione scientifica con cui è stato eseguito, hanno configurato i termini di un genocidio unico nella sua efferatezza, pianificato dal regime nazionalsocialista tedesco e attuato con la collaborazione dei suoi alleati.
        La conclusione del II conflitto mondiale non ha risolto il rapporto storico, sociale, civile, morale con gli eventi.
        La tentazione di rimuovere l'orrore, di presentare lo sterminio come un "momento", per quanto drammatico, "della guerra", in qualche caso di negarlo, furono solo alcuni aspetti del problema. Solo negli anni cinquanta si cominciarono a capire l'entità e la singolarità della vicenda, al limite della disumanità conoscibile.
        L'intera società civile internazionale è oggi impegnata non solo a non dimenticare, ma anche a cogliere i significati universali insiti nella Shoah, a considerarli come "monito", a saperli insegnare e trasmettere alle nuove generazioni.
        E' peraltro il messaggio che numerose personalità della cultura italiana hanno esteso alla comunità internazionale: è l'invito a "non dimenticare" di Primo Levi inteso comunque come "un invito a non restare prigionieri della memoria, senza poterne uscire per guardare il futuro".
        Sono le parole di Vittorio Foa per sottolineare l'impegno civile e la vigilanza per "saper leggere le radici dell'odio anche nella normalità della vita, nell'indifferenza, nell'intolleranza, nella disattenzione verso il prossimo".
        Sono inoltre gli appelli di intellettuali come Stefano Levi Della Torre per il quale lo sterminio "è un fatto di fronte al quale anche i non colpevoli e i nati dopo sono responsabili, ossia sono chiamati a interrogarsi e a rispondere" o, in campo internazionale, Fernand Braudel, per il quale "non c'è mai tra il passato, anche il più remoto, ed il presente una rottura totale, una discontinuità assoluta".
        Iniziative promosse in tutto il mondo sono oggi le testimonianze permanenti della volontà di mantenere viva la memoria: musei, centri di studio e di documentazione, associazioni, istituti, tra i quali quelli attivi a Berlino, a Francoforte, a Washington, contribuiscono a tramandare, soprattutto nelle nuove generazioni, la rievocazione dell'Olocausto.
        L'impegno di preservare "la memoria" della Shoah si unisce oggi al dovere civile e morale degli Stati di promuovere la conoscenza e lo sviluppo della cultura e della tradizione ebraica anche in considerazione degli straordinari apporti che essa ha offerto e offre allo sviluppo del pensiero contemporaneo.
        In questo contesto si inserisce la proposta di istituzione del Museo Nazionale della Shoah in Italia ed in particolare a Ferrara, che si qualifica come uno dei centri italiani più legati alla cultura dell'ebraismo italiano, anche per le opere di Giorgio Bassani.
        I suoi monumenti, tra i quali il cimitero ebraico, le numerose sinagoghe e il già attivo Museo ebraico, permettono quindi di considerare Ferrara come la città più idonea ad ospitare il Museo Nazionale della Shoah.
        In questo senso, il Museo sarà il luogo nel quale lo Stato italiano vuole conservare la memoria dell'Olocausto, la sede in cui trasmettere alle nuove generazioni il ricordo di orrori e tragiche responsabilità in cui il nostro Paese fu purtroppo tragicamente coinvolto. Il Museo potrà avvalersi di un centro di documentazione e comunicazione che avrà il compito di raccogliere, conservare, valorizzare testimonianze e documenti sulla Shoah ma anche di favorire la ricerca e organizzare manifestazioni, incontri nazionali e internazionali, convegni, mostre permanenti e temporanee, proiezioni di film e di spettacoli sui temi della pace e della fratellanza tra i popoli e dell'incontro tra culture e religioni diverse; di ospitare una biblioteca specializzata, nonché di organizzare l'assegnazione di premi nazionali ed internazionali per libri e opere a persone o enti che hanno contribuito a promuovere la conoscenza della Shoah e il mantenimento della sua memoria. Le attività del Museo non dovranno in ogni caso sovrapporsi con le iniziative degli altri Musei ebraici esistenti in Italia. In particolare per consentire una collaborazione tra il Museo Nazionale della Shoah e la fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC) di Milano, si prevede che per le attività di ricerca e documentazione scientifica il Museo si avvalga della collaborazione dello stesso CDEC, che proporrà anche il nominativo da indicare come direttore del Museo.
        A confermare il ruolo del Museo si prevede la costruzione di una nuova sede che dovrà qualificarsi come un importante intervento di architettura contemporanea e in grado di assurgere a simbolo ideale di civiltà, tolleranza e rispetto tra i popoli.
        A fronte di quanto esposto, si presenta la proposta di legge istitutiva del Museo Nazionale della Shoah che consta di quattro articoli. In particolare, l'articolo 1 disciplina la denominazione e i compiti del Museo, l'articolo 2 la natura giuridica, l'articolo 3 la struttura organizzativa, l'articolo 4 le modalità tecniche di realizzazione e la copertura finanziaria.




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