XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2277




        Onorevoli Colleghi! - Questa proposta di legge di riassetto delle competenze nel settore dell'istruzione pubblica si inserisce nel quadro più ampio di un'auspicabile riforma istituzionale in senso federale che potremmo definire come "riforma delle responsabilità", in quanto è urgente ed improrogabile "responsabilizzare" la spesa pubblica attraverso un processo di decentramento delle funzioni dello Stato via via più ampio.
        Certamente federalismo non è solo autonomia finanziaria, ma è il punto di partenza per un nuovo patto sociale tra regioni ricche e regioni meno ricche, trasferendo alla periferia i centri decisionali di spesa e rendendo quindi più diretto e trasparente il rapporto tra cittadini e amministratori.
        Tra le funzioni amministrative che è opportuno trasferire dallo Stato alle regioni, individuate dalla Commissione bicamerale per le riforme istituzionali nella XI legislatura, vi è appunto l'istruzione.
        La presente proposta di legge mira a modificare il comparto dell'istruzione pubblica nel suo complesso attraverso la realizzazione di un "progetto di autonomia" di ampio respiro che comincia con la soppressione delle competenze in materia di pubblica istruzione spettanti al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dei relativi uffici decentrati. Tutte le funzioni amministrative in materia di istruzione sono quindi trasferite alle regioni che devono concorrere a determinare ed integrare gli indirizzi politici di settore nel rispetto delle linee della politica nazionale e comunitaria. A tale fine è istituito il Comitato permanente per la politica dell'istruzione pubblica nell'ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
        Mediante una delega legislativa al Governo è conferita alle singole istituzioni scolastiche l'autonomia didattica, organizzativa e finanziaria; inoltre vengono regolate le modalità per la partecipazione delle famiglie e degli studenti alla programmazione educativa ed è nel contempo istituzionalizzato a livello territoriale il servizio di orientamento scolastico e professionale.
        L'autonomia didattica di cui è dotato ogni singolo istituto scolastico fa sì che lo stesso possa adeguare gli obiettivi fissati a livello regionale alla propria specifica realtà educativa per mezzo dell'annuale progetto educativo d'istituto.
        L'autonomia amministrativa, organizzativa e finanziaria consente all'istituto di articolarsi al suo interno e di gestire il personale e le risorse secondo la disciplina privatistica nel rispetto dei princìpi di eguaglianza, partecipazione, efficienza e responsabilità.
        La capacità di autonomo finanziamento da parte delle regioni della funzione educativa è assicurata dall'autonomia impositiva data alle stesse.
        Il rispetto del principio di solidarietà impone di intervenire con la creazione di un Fondo con finalità perequative e qualitative al fine di aiutare quelle regioni che trovano maggiori difficoltà nel gestire in proprio questa funzione amministrativa.
        Gli interventi di perequazione e solidarietà devono avvenire nel rispetto del principio della trasparenza e viene fissato il principio del divieto di intervento per finanziare situazioni di inefficienza.
        Infine, il personale di ruolo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle sue articolazioni territoriali che risulti in eccesso viene messo a disposizione e ripartito tra le varie amministrazioni pubbliche sulla base delle richieste formulate dalle stesse.




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