XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2264
Onorevoli Colleghi! - Lucera, fiorente città della
provincia di Foggia, è collocata nella zona nord-occidentale
della Capitanata, con una bella vista panoramica sul Tavoliere
delle Puglie, sul semicerchio dei monti Subapenninici e sul
promontorio del Gargano.
La città vanta origini antichissime, del suo splendore
parlano nei loro scritti Strabone, Polibio, Plinio, Orazio,
Tacito, Aristotele, Cicerone, Cesare, Livio ed altri ancora.
Di origine osca, il suo nome deriverebbe dalle radici etrusche
luc (bosco) ed eri (sacro). Edificata molto
probabilmente su un territorio più vasto di quello attuale, fu
prospera capitale della Daunia.
Fedelissima a Roma, Lucera diventa colonia juris latini
nel 314 avanti Cristo ricevendone ampia autonomia e
indipendenza. Nel periodo imperiale testimonianze dello
splendore della città furono l'erezione di alcuni templi, del
foro, delle terme e dell'anfiteatro.
Nell'alto medioevo, per la sua posizione mediana tra
oriente e occidente, tra Roma e Bisanzio, Lucera fu
continuamente contesa tra longobardi e bizantini. Sotto
Costantino il Grande divenne capoluogo della provincia
dell'Apulia, vasto territorio esteso alla penisola
Salentina.
Nel XIII secolo, Lucera legò il suo nome alla Casa di
Svevia, vivendo, dopo quello romano, il periodo più
interessante della sua plurimillenaria storia. A più riprese
Federico II di Svevia vi trapianta, dalla Sicilia, una colonia
di circa 60 mila saraceni, con i quali marcerà trionfale
contro tutti i suoi oppositori. A Lucera, Federico II
istituisce una zecca, un'Accademia scientifica, una fiera
generale e vi erge un fastoso Palatium imperiale.
Dagli inizi del '300, Lucera divenne città cara agli
Angioini che le fecero assumere un volto nuovo e la dotarono
di nuovi splendidi monumenti. Agli Angioini seguirono gli
Aragonesi, i quali concessero a Lucera il tribunale della
dogana delle pecore di Puglia, importante istituzione
giuridica e la regia udienza provinciale, cioè il più alto
grado di amministrazione della giustizia nell'ambito della
provincia di Capitanata.
Sotto i viceré spagnoli la città rimase stabilmente a
partire dal 1503, per circa tre secoli, cominciando a
manifestare segni di decadimento, aggravato dalle frequenti
carestie e dal malgoverno imperante.
Nel 1861 Lucera prende a far parte del Regno d'Italia,
ritrovando una rinnovata vitalità sociale e sviluppandosi sia
in campo economico che culturale.
Attualmente Lucera (35mila abitanti) è una città legata
prevalentemente alle attività agricole anche se non mancano
importanti attività industriali ed artigianali.
Grazie al suo illustre passato la città di Lucera, dove
tutto conserva una nobiltà immutabile, è ricca di monumenti
eretti a testimonianza della sua grandezza di un tempo.
Fra le grandi opere d'arte della città vanno annoverati,
in ordine di tempo: l'Anfiteatro romano (I secolo avanti
Cristo), fatto costruire dal magistrato Marco Vecilio Campo in
onore di Ottaviano quando questi fu insignito del ruolo di
Augusto; la fortezza svevo-angioina (1233), eretta da Federico
II sui ruderi della rocca di Diomede e successivamente
ampliata e fortificata da un poderoso muro di cinta e due
torri cilindriche di re Carlo I d'Angiò (1269-1283), a questi
si aggiungono la cattedrale (1300-1317) fatta costruire da
Carlo II d'Angiò e altri cinque edifici religiosi, coevi della
cattedrale. Altre numerose chiese, edifici e palazzi,
contengono pregevoli opere d'arte risalenti a varie epoche: i
resti delle terme romane e alcune chiese che per le opere
contenenti sono state dichiarate "monumento nazionale".
Seguono una eccezionale e numerosa concentrazione di case
magnatizie e dimore signorili, edificate nel tempo dalla
nobiltà e dalla borghesia terriera lucerina che danno alla
città, nel suo complesso, un aspetto di vera città d'arte.
Nei pressi di Lucera, a sette miglia e mezzo dalla città,
verso Torremaggiore, si ergono, inoltre, i ruderi del castello
di Fiorentino, dove il 13 dicembre 1250, cessava di vivere
l'infante di Puglia, Federico II.
Nell'agro di Lucera, infine, a partire dal febbraio 1995,
nel corso di alcune campagne di scavi archeologici eseguite
nell'ambito dei lavori per la realizzazione di una diga sul
torrente Celone, in contrada San Giusto, lungo la via sacra
Longobardorum che si sviluppava tra Benevento e Siponto,
sono venuti alla luce i resti di un complesso paleocristiano,
composto da una Basilica a tre navate, con mosaici conservati
in ottimo stato, e da un Battistero a pianta circolare (V-VI
secolo) i cui scavi sono attualmente in corso. L'importanza
della recente scoperta è, inoltre, evidente dai manufatti
ceramici affioranti, che attestano la frequentazione del sito
fin dall'età neolitica.
L'anfiteatro romano, unico esempio architettonico
completo della Daunia romana e unico monumento del genere
in Puglia, è senz'altro il più vasto dell'Italia
meridionale. Situato in una depressione naturale del terreno,
già utilizzata in epoca precedente come cimitero, l'anfiteatro
è dotato di due maestosi portali di accesso e misura 131,20
metri in lunghezza e 99,20 in larghezza. Venne devastato nel
663 ad opera delle truppe di Costante II durante la
distruzione che la città ebbe a subire. Rimasto coperto da
materiali di riporto, dopo che per secoli il sito era servito
da cava per la costruzione della città, il monumento fu
riportato alla luce grazie ad una serie di scavi, iniziati nel
1932 e terminati nel 1945. Adiacenti all'edificio vi sono i
resti degli spoliaria: palestre, infermerie ed altri
fabbricati pubblici, nonché un piccolo cimitero dove i
gladiatori caduti venivano sepolti.
Il castello di Federico II di Svevia costituisce il
monumento più maestoso di Lucera, sorge nella parte nord, sul
colle più alto della città. Nel 1233, Federico II di Svevia,
decise di fare erigere in questo luogo il suo Palatium,
del quale oggi ne restano le superbe rovine, dette "della
Cavalleria".
Il palazzo federiciano era un grande edificio a pianta
quadrata, a tre piani, innestato su un basamento piramidale
tronco, poggiante su uno zoccolo di pietra viva a scarpata,
che sarà poi assorbito dal Castrum ordinato da Carlo I
d'Angiò.
Dopo i lavori angioini di riadattamento e di
consolidamento, nella fortezza i motivi artistici e le
esigenze difensive si composero tanto armoniosamente che ne
risultò un edificio notevole per eleganza di costruzione e
ricchezza di elementi decorativi, pur raggiungendo pienamente
i suoi scopi militari. Ed oggi il castello più grande d'Europa
si presenta come un'ammirevole e poderosa costruzione
pentagonale lunga 900 metri, racchiudente un'area di circa 8
ettari, rinforzata da 24 torri.
Vera miniera archeologica, all'interno della fortezza sono
visibili tracce di epoche diverse. Nel 1871 l'intero complesso
venne dichiarato monumento nazionale.
La presente proposta di legge, considerato l'alto valore
artistico e monumentale della città, prevede l'erogazione di
un contributo finanziario per restituire tutto il suo antico
splendore al centro storico e alle altre opere monumentali
della città di Lucera che hanno un enorme valore come
patrimonio artistico nazionale.