XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2245




        Onorevoli Colleghi! - L'articolo 46 della legge n. 449 del 1997, successivamente abrogato dalla legge 6 marzo 2001, n. 64, recante l'istituzione del servizio civile nazionale, aveva riconosciuto la facoltà, nelle more dell'istituzione del servizio civile nazionale, dei giovani in età di leva di prestare il proprio servizio militare come ausiliari nei Corpi di polizia municipale e alle dipendenze del Ministero per i beni e le attività culturali.
        Detta norma, tuttavia, non ha mai trovato sostanziale applicazione. Sono mancati i provvedimenti e gli adempimenti amministrativi necessari. Inoltre, la Difesa ha dovuto tenere conto dell'assottigliarsi del gettito di leva effettivamente disponibile, un fenomeno che è stato determinato sia dal decremento demografico verificatosi nelle classi soggette alla coscrizione, sia dalla grande crescita delle domande di ammissione al servizio civile sostitutivo, che hanno ormai da tempo superato la soglia delle centomila unità all'anno (109 mila nel 1999): un effetto del sempre più diffùso esercizio del diritto all'obiezione di coscienza.
        Nella situazione che si è venuta a determinare e nell'attuale periodo di transizione dal servizio militare obbligatorio al servizio civile nazionale ed al sevizio militare professionale, a fronte di una carenza negli organici da destinare alle unità militari, sembra quindi essersi creata una relativa abbondanza di giovani disponibili per il servizio civile sostitutivo, al punto che già si riscontrerebbero esuberi di aspiranti obiettori in rapporto alle posizioni esistenti per assorbirli (67 mila nell'anno 2001), con grave pregiudizio potenziale del cosiddetto "principio della giustizia di leva".
        Appare quindi adesso opportuno e possibile contemplare tra le possibili destinazioni per gli obiettori di coscienza, almeno fino alla sospensione della coscrizione obbligatoria in tempo di pace, anche quella nei Corpi di polizia municipale e nelle articolazioni periferiche del Ministero per i beni e le attività culturali, originariamente prevista per i giovani militari.
        Questa misura sembra in grado di produrre due importanti conseguenze: consentirebbe, in primo luogo, di eliminare gli esuberi che stanno apparendo e permetterebbe, secondariamente, di soddisfare una domanda espressa dagli enti locali, che hanno bisogno di personale da adibire al controllo delle strade ed alla tutela del patrimonio artistico e paesaggistico senza disporre delle risorse necessarie all'assunzione di personale a tempo indeterminato.
        Data la necessità di rispettare le motivazioni individuali alla base della scelta di esercitare il diritto all'obiezione di coscienza, si è ritenuto di precisare la natura non armata dei servizi ai quali i giovani volontari dovrebbero essere adibiti.




Frontespizio Testo articoli