XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2219
Onorevoli Colleghi! - Le tematiche ambientali stanno
finalmente assumendo un ruolo di rilievo nella politica
internazionale. I rischi di tipo ambientale, avvertiti fino a
pochi anni fa solo da pochi sensibili all'ecoambiente, sono
oggi percepiti, in maniera crescente, da strati sociali sempre
più ampi. Le problematiche di natura ambientale sono divenute
conseguentemente temi prioritari di natura politica, economica
e sociale.
Le azioni di diversi organismi internazionali e
sovranazionali dimostrano come queste tematiche siano
considerate come urgenze improcrastinabili.
La stessa Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo
economico (OCSE) sostiene diverse iniziative su tematiche
ambientali e di sviluppo sostenibile, mettendo a disposizione
diversi strumenti per migliorare le politiche e le scelte
degli Stati membri, come del resto dell'ONU, tramite il
programma UNEP (United Nations environment program).
L'Unione europea segue con grande interesse gli sviluppi
in corso negli Stati membri in relazione all'adempimento degli
obblighi derivanti dal Protocollo di Kyoto del 1997 sulla
riduzione dei gas ad effetto serra ai fini della lotta contro
il cambiamento climatico globale.
La produzione e l'utilizzazione dell'energia costituiscono
un'importante fonte di emissioni di anidride carbonica e un
ricorso maggiore alle fonti energetiche rinnovabili, come già
sottolineato nel Libro bianco dell'Unione europea sulle fonti
energetiche rinnovabili e ripreso nella direttiva 2001/77/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre 2001
sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti
energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità,
contribuisce decisamente alla protezione dell'ambiente e allo
sviluppo sostenibile, può creare occupazione, avere un impatto
positivo sulla coesione sociale, contribuire alla sicurezza
degli approvvigionamenti e permettere di conseguire più
rapidamente gli obiettivi di Kyoto.
Inoltre, l'Unione europea e i Paesi membri sono sempre più
dipendenti da fonti energetiche esterne, dipendenza che
raggiungerà il 70 per cento, in media, nel 2030. Per motivi di
sicurezza dell'approvvigionamento e di protezione
dell'ambiente bisogna, secondo il Parlamento europeo (proposta
di risoluzione, approvata il 14 novembre 2001 a Strasburgo,
relativa al Libro verde della Commissione su una strategia
europea per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico),
adottare misure d'urgenza che permettano di ovviare a tale
dipendenza.
Nella situazione del mercato interno gli interventi più
efficaci riguardano l'adozione di provvedimenti, comprese
misure fiscali e finanziarie, atti sia a promuovere la
produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili e il
loro utilizzo nelle imprese e nelle famiglie; sia nuove
iniziative di risparmio energetico ecosostenibile per la
produzione e il trasporto di calore ed elettricità e per la
promozione di biocombustibili, biogas e biomassa.
Il Comitato interministeriale per la programmazione
economica (CIPE) con la deliberazione n. 137/98 del 19
novembre 1998, nel fissare le linee guida per le politiche e
le misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra
al fine di rispettare gli impegni assunti con il Protocollo di
Kyoto, ha individuato tra le azioni da perseguire quella della
produzione di energia da fonti rinnovabili.
Dalla analisi e dalla trasposizione dei dati del Libro
bianco italiano riferiti a tutte le fonti rinnovabili - con
l'esclusione dell'idro medio e grande - la potenza
installabile potenziale delle varie fonti è pari a 1 milione
di megawatt e corrisponde al 10 per cento del fabbisogno
energetico in Italia stimato nell'anno 2010.
Rispetto all'impatto occupazionale degli investimenti
previsti di un milione di euro, si può prevedere che nel 2010
ci sarà un aumento di circa il 15 per cento di nuovi posti di
lavoro.
I benefìci ambientali che si otterranno riguarderanno: la
riduzione annuale totale di CO2 prodotta, che sarà uguale a
1,6 milioni di tonnellate l'anno, e l'energia risparmiata in
fonti primarie, che sarà uguale a 0,51 milioni di TEP
(tonnellate equivalenti di petrolio).
Le tecnologie eolica, da biomassa e termico-solare sono
ormai giunte sulla soglia della pre-competitività economica a
livello internazionale e, in particolare in Europa, stanno
assumendo un ruolo rilevante, seppure con differenziazioni
notevoli fra i vari Paesi. Più in generale la tecnologia
eolica, quella fotovoltaica e il mini-idro sono finalizzati
essenzialmente alla produzione di energia elettrica, mentre
l'energia da biomassa e il solare termico si indirizzano
naturalmente verso la produzione di energia termica.
La produzione di energia da fonti rinnovabili si localizza
nei territori dove:
è particolarmente sentita la necessità di sviluppo
locale e di promozione di impresa ambientale per la creazione
di nuova occupazione;
sono presenti ampie potenzialità di produzione di
energia da fonti rinnovabili, tali da connotare l'area come
modello da replicare in altre aree del Paese;
è possibile collegare l'uso delle fonti rinnovabili allo
sviluppo del sistema agro-alimentare e considerare
positivamente le ricadute nel campo del turismo "verde" e
"scientifico", con la definizione di aree con "certificazione
di qualità ambientale".
Il Libro Bianco italiano per la valorizzazione energetica
delle fonti rinnovabili approvato dal CIPE individua il
recupero produttivo a fini energetici di queste aree quale
occasione per migliorare il presidio, la manutenzione e la
tutela del territorio, contrastandone il degrado, e in grado
di fornire strumenti produttivi per occupazione e sviluppo.
Una delle azioni della campagna dell'Unione europea per il
decollo delle fonti rinnovabili, che costituisce parte
integrante delle strategie comunitarie, prevede l'integrazione
delle RES (Renewable energy sources) in 100 comuni per
raggiungere una copertura energetica pari al 100 per cento da
fonti rinnovabili. Lo scopo è di utilizzare queste energie nei
sistemi integrati della fornitura locale di energia o nei
programmi di diffusione per la fornitura regionale di
energia.
La presente proposta di legge riprende, ampliandone il
contenuto, la precedente proposta d'iniziativa dei deputati
Pepe e Merlo, presentata il 7 ottobre 1999 (Disposizioni per
agevolare l'attuazione di progetti di tutela ambientale, atto
Camera n. 6431); essa si inquadra nel contesto descritto e
tende a far affluire verso il comparto della produzione di
energia da fonte rinnovabile, dell'uso razionale dell'energia
e del risparmio energetico, risorse finanziarie raccolte sul
mercato dagli enti locali, dalle banche, e dalle imprese
mediante apposite emissioni obbligazionarie.
Al fine di agevolare la collocazione di tali titoli
rispetto a titoli similari, considerato il contenuto
socialmente rilevante degli obiettivi che i finanziamenti così
raccolti perseguono, si propone di esonerarli
dall'applicazione di qualsiasi imposta e di "agevolarli" anche
finanziariamente trasformando parte delle agevolazioni
destinate alla realizzazione degli impianti in maggiori
interessi attivi.
La garanzia della destinazione ambientale dei
finanziamenti raccolti con il beneficio fiscale di cui
all'articolo 1 della proposta di legge è assicurata ai sensi
dell'articolo 3, che ne condiziona l'impiego ad una
valutazione positiva da parte delle regioni competenti. E',
inoltre, stato identificato nell'articolo 4 un elenco di
progetti prioritari che si inseriscono coerentemente nelle
politiche nazionali e regionali per la produzione di energia
da fonte rinnovabile, per l'uso razionale dell'energia e per
il risparmio energetico.
Al fine di ridurre al minimo la dicotomia temporale tra il
momento della raccolta delle risorse finanziarie ammesse ad un
trattamento fiscale e finanziario di favore ed il loro
impiego, all'articolo 5 si prevede che i progetti per il
finanziamento dei quali tali risorse sono impiegate devono
essere di immediata cantierabilità.
Con la presente proposta di legge, seguendo una linea di
comportamento sempre più praticata, si utilizza la leva
fiscale e finanziaria per orientare le scelte di tutti i
soggetti verso obiettivi coerenti con il quadro
politico-economico complessivo.