XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2205
Onorevoli Colleghi! - I pazienti in terapia
anticoagulante orale (TAO) sono quei pazienti a rischio
colpiti da ictus cerebrale, embolia polmonare, trombosi
venosa profonda, infarto del miocardio o a rischio di
svilupparlo (cardioperati), e che pertanto sono costretti ad
assumere giornalmente farmaci considerati salvavita.
Questi farmaci non possono essere somministrati secondo
una dose fissa, ma è necessario eseguire controlli periodici
di laboratorio mediante un test coagulativo (tempo di
prototrombina) al fine di regolare opportunamente e
giornalmente la dose del farmaco impiegato, in modo da avere
un effetto anticoagulante appropriato: né eccessivo (rischio
emorragico), né scarso (rischio di trombosi).
Attualmente in Italia i pazienti in terapia anticoagulante
sono oltre 350.000. Ma questo numero è in continua crescita
perché aumentano le persone sottoposte ad interventi
cardiochirurgici e anche perché, grazie al trattamento
anticoagulante, sta decisamente riducendosi il tasso di
mortalità di questi pazienti.
La sorveglianza dei pazienti in TAO è costituita da un
insieme di varie attività: esami di laboratorio, prescrizione
di adeguata posologia, informazione ed educazione dei
pazienti, aggiornamento scientifico, controllo e trattamento
delle complicanze.
Diversamente da quanto realizzato in altri Paesi europei,
la sorveglianza in Italia è attualmente effettuata in modo
sostanzialmente disorganico. Essa viene svolta da centottanta
centri di sorveglianza, istituiti presso istituti ospedalieri
e riunitisi spontaneamente nella Federazione dei centri per la
sorveglianza degli anticoagulati.
E' da sottolineare che, essendo tali centri sorti per
volontà personale di alcuni medici, questa iniziativa, pur
essendo molto meritoria, adotta inevitabilmente criteri
diversificati fra loro. Esistono peraltro anche nelle grandi
città delle vere e proprie sacche nelle quali moltissimi
cittadini-pazienti sono lasciati a loro stessi in quanto non
opportunamente informati.
Va infine ricordato che in alcune regioni - in particolare
al sud - tali centri sono scarsissimi e affidati a pochi
volontari.
La presente proposta di legge (che contiene
sostanzialmente disposizioni analoghe a quelle della legge 16
marzo 1987, n. 115, relativa ai pazienti affetti da diabete
mellito) nasce proprio dalle suddette considerazioni e ha
l'obiettivo di regolamentare in modo uniforme il sistema di
sorveglianza in Italia, di affrontare e risolvere meglio i
problemi concreti e le difficoltà presenti nell'attività di
monitoraggio della TAO e, infine, di aiutare i centri di
sorveglianza già esistenti ad organizzarsi in modo ottimale e
a favorire la loro diffusione nel territorio nazionale,
nell'ambito di un progetto più generale di prevenzione e di
terapia delle malattie cardiovascolari.