XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2195
Onorevoli Colleghi! - Da tempo è invalso l'uso,
avallato dalla contrattazione collettiva, che anche il
lavoratore non iscritto alla "triplice sindacale" venga
assoggettato ad un contributo annuale di qualche decina di
migliaia di lire a favore di questa, ed a fronte di un
fantomatico servizio contrattuale esercitato da questi
sindacati.
Questa sorprendente pratica, sul cui valore etico non è
ovviamente il caso di avventurarsi, deve essere abolita.
In nessuna transazione, anche di servizi, sembra essere
tollerato che venga preteso un corrispettivo per un servizio
non richiesto, ed è chiaro che i lavoratori non iscritti alla
"triplice sindacale" non richiedono di norma i servizi di
questi sindacati; pretendono, invece, che anche le altre
organizzazioni sindacali presenti sul territorio partecipino
alla contrattazione. Comunque sembra ormai superata
l'applicabilità dei contratti così stipulati a chi non ritenga
di farsi rappresentare.
Tutto questo nasce infatti dalla pretesa di voler
considerare i contratti di lavoro "collettivi" e quindi
imposti anche a chi non aderisce alle parti che li
contraggono; ma questo è un altro problema, altrettanto
urgente, che esula da queste considerazioni.
Le pretese della "triplice" del tipo qui esaminate sono
molteplici e tendono ad espandersi gravando su molti
cosiddetti servizi conseguenti a pratiche assurde, spesso
create ad arte in campo fiscale e contributivo. Tutte queste
fattispecie dovranno essere accuratamente esaminate ed
eventualmente deregolamentate.
Con la presente proposta di legge si inizia una sana
deregolamentazione di prassi che non hanno nessun riscontro
nella norma di legge, ma solo nella pretesa delle
organizzazioni sindacali di sinistra.
Il mondo del lavoro e della produzione è pregno di
sovrastrutture che devono essere seriamente valutate ed
eventualmente soppresse, contribuendo molto spesso a creare
costi impropri, calo di concorrenza e conseguente
disoccupazione e andando a costituire una delle cause del
basso valore degli stipendi netti.