XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2176




        Onorevoli Colleghi! - L'articolo 1 della nostra Costituzione afferma solennemente che la "sovranità appartiene al popolo". Ne discende che nell'ordinamento italiano il popolo, oltre ad essere la fonte politica della suprema potestà di governo, è il titolare effettivo del potere sovrano.
        E' in quest'ottica, quindi, che acquista particolare rilievo la riforma, in senso totalmente maggioritario, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, recante norme per la elezione della Camera dei deputati, al fine di assicurare il massimo collegamento fra elettori ed eletti, di limitare il dannoso frazionamento dei partiti, di facilitare l'accesso in Parlamento di spiccate personalità, nonché di impedire gli eccessi della partitocrazia.
        La presente proposta di legge, di cui si auspica l'immediata approvazione, risponde, comunque, in altri termini, soprattutto all'esigenza di ridurre lo schema politico a due grandi poli contrapposti, rendendo così possibile la formazione di forti maggioranze all'interno del Parlamento e la conseguente investitura di governi destinati a durare più a lungo.
        Abrogando, infatti, la disposizione del citato testo unico che stabilisce che "in ogni circoscrizione il venticinque per cento del totale dei seggi è attribuito in ragione proporzionale mediante riparto tra liste concorrenti", si contribuisce a creare le condizioni per la nascita di grandi coalizioni di governo alternative tra di loro.
        Inoltre, eliminando il residuo 25 per cento, autentico retaggio di un defunto sistema elettorale proporzionale puro, si estirpa definitivamente quel perverso meccanismo giuridico che consiste nel pilotare i voti di preferenza verso un'aliquota di candidati che non sono stati in grado di riportare il maggior numero di suffragi.
        Onorevoli colleghi, è essenzialmente per queste importanti ragioni che ho deciso di proporre la seguente parziale riforma del citato testo unico, che necessita, tuttavia, dell'intervento del Governo, che deve essere delegato a provvedere in tempi brevissimi alla determinazione dei nuovi collegi uninominali nell'ambito di ciascuna circoscrizione.




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