XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2159
Onorevoli Colleghi! - Una regione trova nella "zona
franca" una grande opportunità di rilancio industriale anche
perché essa determina un notevole sviluppo delle varie
attività economiche. L'istituzione di una zona franca
industriale causa un aumento delle merci in uscita con
notevole vantaggio della bilancia commerciale dell'intero
Paese. Essa costituisce un mezzo idoneo a risolvere ataviche
situazioni di crisi e a detto strumento si è fatto ricorso in
ambito internazionale per affrontare e risolvere i gravi
problemi che affliggono le aree sottosviluppate e per
rilanciare economicamente le zone depresse dei Paesi
occidentali.
Gli scopi che si raggiungono attraverso la istituzione
delle zone franche sono i seguenti:
richiamo di investimenti e incentivazione dell'afflusso
di valuta pregiata;
aumento dell'occupazione;
condizioni favorevoli per investimenti in nuove
tecnologie;
creazione di industrie i cui prodotti siano destinati
alla riesportazione, salvaguardando nello stesso tempo le
industrie locali che operano sul mercato interno;
qualificazione dei lavoratori locali e utilizzazione di
materie prime e di prodotti locali.
Peraltro il Trattato che istituisce la Comunità europea,
come modificato dal Trattato di Nizza, consente la creazione
nell'ambito comunitario di zone franche tanto è vero che la
Comunità europea nel 1969 ha emanato la direttiva riguardante
il regime delle zone franche (69/75/CEE), cui hanno fatto
seguito la direttiva (77/388/CEE) riguardante il sistema
comune di imposta sul valore aggiunto e i regolamenti
approvati dal Consiglio dei ministri delle Comunità europee il
25 luglio 1988.
Le ragioni che inducono alla presentazione della presente
proposta di legge sono molteplici.
La Sicilia è una regione che dal punto di vista economico
e sociale è notevolmente depressa; il livello di
disoccupazione è notevolmente superiore a quello delle altre
regioni italiane; le condizioni di sottosviluppo della Sicilia
hanno contribuito a creare e a fare crescere il fenomeno
mafioso, i cui fatti di sangue e la cui interferenza nella
società civile e politica continuano a destare grande
preoccupazione in ambito nazionale e comunitario.
La zona franca industriale che si intende istituire in
Sicilia dovrebbe essere ubicata nella parte costiera
sud-orientale e precisamente nell'area che si estende tra il
porto di Pozzallo, l'aeroporto di Comiso, il porto di
Scoglitti e l'area di sviluppo industriale di Ragusa, e ciò
perché la provincia di Ragusa è caratterizzata da una
situazione sociale ed economica preoccupante sia dal punto di
vista della disoccupazione, del mancato ammodernamento
dell'agricoltura, che ne è la principale risorsa, sia per
mancanza di investimenti.
La collocazione del porto di Pozzallo e dell'aeroporto di
Comiso è strategica ai fini dei rapporti commerciali con i
Paesi del Mediterraneo.
Istituendo la zona franca industriale nel ragusano si
consentirebbe la creazione di un insieme di attività legate ad
insediamenti industriali tecnologicamente avanzati e ciò
grazie alla riduzione del carico burocratico e alle
agevolazioni fiscali che caratterizzano le zone franche.
L'emergenza Sicilia, di cui tanto si continua a parlare,
può trovare con l'istituzione della zona franca industriale di
Ragusa uno strumento particolarmente rilevante al fine di
creare le premesse per lo sviluppo e per il rilancio
socio-economico dell'intera regione.