XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2115




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge ha la finalità di riconoscere e regolamentare le principali terapie non convenzionali esercitate da operatori non medici: la naturopatia, lo shiatsu, la riflessologia e la pranoterapia.
        I dati relativi all'esercizio di medicine non convenzionali e all'utilizzo di queste da parte dei cittadini indicano una crescita costante e progressiva: nel decennio scorso negli USA le medicine non convenzionali potevano essere considerate la medicina più diffusa (425 milioni di consultazioni contro 388 milioni delle cure convenzionali); i dati dei Paesi del nord Europa confermano l'incremento delle medicine non convenzionali e in Italia il fenomeno ha un trend simile a quelli riscontrabili nell'Unione europea e negli Usa.
        Il cittadino ha sempre più consapevolezza che la salute e la malattia sono fenomeni complessi che non possono essere ridotti entro schemi semplicistici come "rottura-riparazione"; la necessità di uscire da questa logica ha prodotto una domanda sempre maggiore di medicina olistica, non invasiva, che tenga conto della persona e non solo dei protocolli diagnostici e terapeutici. Da sempre le medicine non convenzionali hanno adottato e propongono uno stile protettivo nei confronti della vita attraverso una presa di coscienza delle relazioni esistenti tra l'uomo e l'ambiente familiare, sociale, cosmico; da sempre le medicine non convenzionali hanno saputo salvaguardare il rapporto terapeuta-paziente, ritenendolo luogo di studio e di cura privilegiata del paziente e della sua malattia; e da sempre nella pratica di queste medicine il paziente, se non ha trovato la guarigione della sua malattia, ne ha trovato spesso il senso, e nel terapeuta un compagno.
        Ricordiamo a questo punto la definizione della "salute" data dall'Organizzazione mondiale della sanità: "Health is a state of complete physical, mental, and social well-being and not merily the absence of disease or infirmity".
        Se un gran numero di cittadini si rivolge alle medicine non convenzionali per ritrovare il benessere fisico, mentale e sociale, lo Stato deve garantire questa scelta e regolamentare le terapie non convenzionali, anche in nome del pluralismo scientifico (articolo 33 della Costituzione), e consentire agli operatori di esercitare la loro attività in piena dignità.
        Per medicine non convenzionali si intendono, ai sensi delle direttive europee emanate in materia, le discipline di sistemi olistici di approccio alla persona a cui sono sottesi concetti teorici e/o filosofici in base al quali l'uomo è visto nella sua globalità: corpo, mente, spirito. Alcune tecniche, come ad esempio l'agopuntura, possono essere praticate da medici, altre possono integrare i percorsi diagnostico-terapeutici definiti dal medico ed essere praticate da operatori non medici: la naturopatia, lo shiatsu, la riflessologia e la pranoterapia rientrano tra queste.
        In conformità all'articolo 35, primo comma (La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni) e all'articolo 41, primo comma (L'iniziativa economica privata è libera) della Costituzione, non si possono dimenticare le migliaia di operatori non medici che da anni attuano queste tecniche con serietà e che sono in grado di documentare le loro competenze in materia, ma che lavorano in un vuoto legislativo che non li tutela e non tutela gli utenti da "terapeuti improvvisatori".
        Molti di questi operatori, per garantire la propria professionalità, si sono riuniti in associazioni di categoria, come ad esempio l'A.MI. University, ed hanno provveduto autonomamente a descrivere un profilo completo della professione (comprendente tra l'altro formazione, norme deontologiche, criteri di valutazione delle competenze professionali), a istituire degli albi privati e a organizzare delle scuole sul territorio nazionale che propongono un adeguato livello formativo delle tecniche prima menzionate.
        E' urgente una regolamentazione per salvaguardare gli operatori, le associazioni e l'utenza.
        La presente proposta di legge quadro, parte da queste necessità e mira a introdurre nel sistema economico, dopo adeguata formazione, nuove figure professionali, che possano incrementare le possibilità di lavoro dei giovani sul territorio nazionale.




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