XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2107




        Onorevoli Colleghi! - Le statistiche dimostrano come la sicurezza sia ai primi posti tra le preoccupazioni degli italiani. Il timore di essere vittime di atti delinquenziali, una volta usciti di casa, o anche addirittura all'interno delle mura domestiche, accomuna l'intero Paese.
        I sociologi affermano che si tratta del prezzo che le società post industriali devono pagare allo sviluppo e alla diffusione del benessere, qualificando il fenomeno come fisiologico. Probabilmente c'è del vero in queste analisi, ma ciò non deve costituire un facile alibi per chi ha la responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini mediante la prevenzione e repressione dei fenomeni criminosi che attanagliano le nostre città.
        La strada da seguire è quella di un maggiore coinvolgimento decisionale dei comuni, che rappresentano l'ente territoriale più vicino ai cittadini, nell'attività di contrasto alla microdelinquenza. E', infatti, soprattutto quest'ultima ad incidere sulla qualità della vita nelle nostre città. Il non poter circolare tranquillamente nel luogo in cui si risiede o si lavora determina condizioni di stress che si ripercuotono negativamente sulla vita lavorativa, familiare o di relazione. Siamo diventati per questo un popolo di "arrabbiati", di persone cioè timorose e nello stesso tempo aggressive, pronte a scatti inconsulti anche per delle banalità.
        Occorre pertanto venire incontro alle istanze di maggiore sicurezza, che provengono dai cittadini, potenziando, da un lato, la presenza delle forze dell'ordine, che svolgono con impegno e dedizione il loro compito e, dall'altro, agevolando i soggetti pubblici e privati nella ricerca di nuovi strumenti di tutela o nel rafforzamento di quelli esistenti.
        Con la presente proposta di legge si intende appunto favorire l'utilizzo della vigilanza privata, realtà che in Italia ha una sua consistenza e tradizione di professionalità.
        Con l'articolo 1 si prevede una forma di agevolazione fiscale per chi fruisce dei servizi di vigilanza. Si consente, infatti, la detrazione dei costi di questi ultimi dalle imposte lorde sul reddito delle persone fisiche e giuridiche, per un importo pari al 20 per cento delle spese sostenute, sino ad un ammontare annuo massimo delle stesse di 10.000 euro.
        L'articolo 2 della presente proposta di legge incentiva le convenzioni per la sicurezza tra i comuni con più di 15 mila abitanti e gli istituti di vigilanza, che, oltre alla vigilanza e alla custodia dei beni comunali, possono prevedere forme di controllo del territorio, limitato al pattugliamento dello stesso e alla segnalazione alle autorità di polizia giudiziaria di eventuali ipotesi di reato. In tali accordi, che devono essere a titolo gratuito, va quantificato il costo presuntivo del servizio. L'istituto di vigilanza potrà così beneficiare di una agevolazione fiscale, sotto forma di detrazione dall'imposta, pari al 70 per cento del costo quantificato. L'importo annuo massimo della detrazione è fissato in 25.000 euro. Agli istituti di vigilanza converrebbe stipulare tali convenzioni per l'indubbio ritorno pubblicitario che ne ricaverebbero, di gran lunga superiore al costo del servizio non coperto dalla detrazione fiscale.




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