XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2101
Onorevoli Colleghi! - Il mare rappresenta, per un
territorio come l'Italia, una grande risorsa strategica sotto
il profilo economico, commerciale, turistico, culturale e
sportivo nonché ambientale.
La verità delle questioni che afferiscono alla risorsa
mare sono di tale ampiezza e qualità che non è azzardato
affermare che l'urgenza di attivare una seria politica del
mare è un'esigenza di civiltà e di vita.
Ciò premesso, si ritiene opportuno in questa fase
affrontare e risolvere alcuni aspetti che si ritengono di
particolare importanza.
Essi riguardano, in primo luogo, la vigilanza a mare e
costiera che oggi viene esercitata dalle capitanerie di porto,
con risultati molto modesti per la scarsità di uomini e mezzi
a disposizione, anche se di recente è stata approvata una
legge che rafforza l'organico con 5.000 operatori. Questo non
basta.
Il proponente della presente proposta di legge ravvisa la
necessità che venga istituita la figura della "guardia
ambientale marina e costiera", di ausilio ai corpi già
operanti nel settore dopo aver frequentato dei corsi presso le
stesse capitanerie di porto.
Del resto questo avviene già da anni, con buoni risultati,
nei settori della caccia e della pesca nelle acque interne.
L'altro aspetto importante riguarda la composizione delle
commissioni consultive previste dagli articoli 6 e 8 della
legge 14 luglio 1965, n. 963, che necessitano di una modifica
sostanziale.
In alcune importanti capitanerie di porto (ad esempio
Napoli) l'Arci-Pesca è presente (senza diritto di voto)
meritandosi rilevanti apprezzamenti per fattivi contributi di
studio e d'impegno ambientalista dimostrato in molte
occasioni.
Nel merito, rileva il grande apporto d'intelligenza, di
cultura e di coscienza ambientalista che tutto
l'associazionismo sportivo può dare alla discussione
nell'ambito della salvaguardia del mare e delle sue coste.
Lasciare fuori quasi una metà dei suoi appassionati è
molto riduttivo e limitativo per la discussione. Al contrario
è da ritenere importante, ai fini della proposta politica più
complessiva, la presenza con diritto di voto nelle commissioni
consultive nazionali e periferiche, nel pieno rispetto della
democrazia, di tutte le associazioni di pesca-sportiva, delle
loro rappresentanze, oggi fronte sempre più ricco di realtà
individuali che si identificano a ventaglio nei diversi ceti
sociali e si esprimono nelle diverse forme di pesca. Un numero
in forte crescita rispetto al 1965 quando fu varata la legge
n. 963 che riconosceva una sola associazione sportiva, la
Federazione italiana pesca sportiva (FIPS), quando gli
appassionati erano di numero molto inferiore agli attuali.