XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2096




        Onorevoli Colleghi! - Nell'ultimo decennio in Italia sono morte decine di migliaia di persone e sono rimaste ferite oltre due milioni di persone a causa degli incidenti stradali. In Europa ogni anno si contano, per incidenti stradali, oltre 45.000 vittime. Il relativo costo sociale per le vittime della strada ammonta a decine di migliaia di miliardi di lire l'anno.
        Dal punto di vista epidemiologico, l'incidente stradale rappresenta, per la classe di età compresa tra zero e quaranta anni, la prima causa di morte, cioè la "malattia" più grave che colpisce la popolazione fino ai quaranta anni. Se venisse debellata questa "malattia", la vita media degli italiani aumenterebbe di quattro anni!
        Il superamento di un problema di dimensioni mondiali - come è stato evidenziato anche dalla Commissione europea nel documento "Promuovere la sicurezza stradale nell'Unione europea: il programma 1997-2001" di cui alla comunicazione COM(97)131, dalla Conferenza europea dei Ministri competenti in materia di trasporti (CEMT) e dalla comunicazione della stessa Commissione europea COM(2000) 125 che, sulla base del programma citato, ha definito le priorità a breve e medio termine per la sicurezza stradale - richiede un'azione coordinata e congiunta di diversi soggetti pubblici e privati, in grado di creare un contesto culturale tecnico e organizzativo favorevole ad un più efficace governo della mobilità e quindi al miglioramento della sicurezza stradale.
        A tale riguardo il citato programma 1997-2001, elaborato dalla Commissione europea, assume l'impegnativo obiettivo di ridurre i morti per incidenti stradali del 40 per cento entro il 2010, indicando tra le linee fondamentali di azione anche "l'avvio ed il sostegno di azioni tese a prevenire gli incidenti, rimuovendo o riducendo i fattori di rischio". Inoltre, il conseguimento di tale obiettivo richiede per il nostro Paese un impegno aggiuntivo, in quanto a partire dal 1991, il tasso di riduzione degli incidenti e dei morti per incidenti stradali in Italia è stato più basso di quello medio europeo ed il numero dei feriti, contrariamente a quanto accade nel complesso dei Paesi dell'Unione europea, è progressivamente aumentato, specie in città. In base ai risultati sulla distribuzione dell'incidentalità emersi dalla "Relazione sullo stato della sicurezza stradale", si evidenzia che per ridurre del 40 per cento i morti per incidenti stradali, come indicato dalla Commissione europea, è necessario attivare un sistema organico di misure incentivanti e di interventi.
        E' opportuno, per esprimere la gravità della situazione, illustrare la situazione italiana:

            le vittime della strada che muoiono entro i sette giorni dall'incidente sono circa 10.000 l'anno;

            i costi, a carico della collettività, in riferimento alle suddette vittime sono pari a circa 6.000 miliardi l'anno;

            le vittime degli incidenti stradali che muoiono dopo i sette giorni e coloro che restano feriti (di cui circa il 25 per cento con invalidità permanenti) sono circa 250.000 l'anno;

            i costi diretti (ospedalizzazioni, riabilitazioni, indennità e accessori) costano oggi alla collettività circa 26.000 miliardi l'anno;

            il totale delle entrate provenienti dalle tasse di proprietà degli autoveivoli è di circa 7.000 miliardi l'anno.

        Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dovrà varare un piano per la sicurezza stradale, che preveda tra le azioni prioritarie gli incentivi ed i sostegni alla formazione di strumenti e di strutture per il monitoraggio del traffico e degli incidenti, coinvolgendo operatori qualificati del settore pubblico e privato interessati al problema della sicurezza stradale.
        Attualmente, a livello europeo organizzazioni pubbliche e private si muovono per definire protocolli unificati nella telematica, finalizzata all'informazione a bordo in tempo reale sul traffico e sulle relative anomalie, sia per migliorarne la fluidità (che corrisponde anche a minore inquinamento) sia, e soprattutto, per la riduzione degli incidenti ed in ogni caso per il contenimento della loro gravità con una conseguente riduzione delle spese sanitarie.         Tutti i grandi costruttori automobilistici europei e mondiali hanno progettato le plance dei nuovi modelli di veicoli in corso di omologazione o che usciranno fra breve, già predisposte all'origine per l'installazione di impianti telematici a bordo operanti nello scambio in itinere con centrali operative di dati; coordinate di localizzazione e, in generale, di informazioni dinamiche in tempo reale, finalizzate non solo alla fluidificazione del traffico, ma anche alla riduzione degli incidenti e, comunque, all'attivazione di tutti quegli interventi che raggiungano in ogni caso lo scopo di un contenimento della gravità dei danni conseguenti, consentendo anche una ottimizzazione dei soccorsi, che corrisponde inoltre ad un aumento dell'occupazione. Così come negli anni passati, già prima dell'obbligatorietà delle cinture di sicurezza, le vetture nascevano già predisposte per la loro installazione.
        D'altra parte una progressiva e articolata diffusione, regolamentata da leggi, della presenza del "terminale telematico essenziale" a bordo dei veicoli è fondamentale in quanto, come emerso dagli studi del settore in tutto il mondo, la più perfetta e puntuale raccolta dei dati sulla situazione del traffico e sulle relative anomalie ivi, quindi, incluso il rilevamento in tempo reale e con perfetta localizzazione di un incidente appena avvenuto, è quella che si ottiene con la tecnica dei "vettori traccianti", ovvero veicoli monitorati telematicamente da centrali operative, nei cui computer divengono dei vettori dinamici.
        Per "terminale telematico essenziale di bordo" si intende un apparecchio in grado di:

            1) localizzare in modo attivo la propria posizione;

            2) colloquiare con la centrale (o le centrali) operativa di controllo;

            3) avere un sistema semplice e chiaro di interfacciamento con il conducente;

            4) avere un sensore d'urto per informazione in tempo reale automaticamente la centrale operativa nel caso di un incidente;

            5) avere un processore integrato per l'impostazione della logica gestionale del sistema, conforme a quanto in corso di definizione a livello comunitario.

        Ben si comprende che se tutti i veicoli avessero una unità telematica essenziale a bordo e la più vasta parte possibile di essi fosse "vettore tracciante", le centrali operative potrebbero avere lo scenario completo delle condizioni del traffico e dei relativi eventi anomali e, interagendo congruamente con le infrastrutture a terra, si raggiungerebbero enormi vantaggi in termini di fluidità del traffico e di conseguente risparmio di risorse, riduzione di incidenti e di inquinamento. Inoltre, la diffusione progressiva e articolata al parco circolante di terminali telematici essenziali a bordo dei veicoli indurrebbe una economia di scala che porterebbe il costo di tali apparati ad un prezzo inferiore a quello attuale delle cinture di sicurezza.
        La presente proposta di legge si fa interprete delle esigenze evidenziate e pone le basi affinché l'azione delle diverse organizzazioni possa essere rapida ed economica.
        L'articolo 1 prevede l'adeguamento del parco circolante nuovo di fabbrica che dovrà avvenire per fasi dal 2003 fino al 2006; entro il 2003, almeno una centrale operativa dovrà essere in esercizio e autorizzata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
        L'articolo 2 prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti fissi gli standard minimi e le caratteristiche funzionali delle centrali operative, nonché i criteri tariffari dei relativi servizi e i criteri per l'omologazione dei terminali telematici essenziali di bordo.
        L'articolo 3 reca norme sul regolamento di attuazione della legge adottato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, finalizzato a conseguire rapidamente gli obiettivi previsti.
        L'articolo 4 prevede la riduzione del 30 per cento della tassa di proprietà per i veicoli che, installato per legge o volontariamente il terminale telematico essenziale, aderiranno volontariamente al piano di monitoraggio telematico del traffico da parte delle centrali operative divenendo così "vettori traccianti".
        L'articolo 5 prevede l'emanazione di un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti recante i criteri di obbligatorietà delle funzione "vettori traccianti" in relazione alle categorie dei veicoli e ai loro impieghi (ad esempio, carichi pericolosi, eccetera).
        L'articolo 6 prevede che il Governo riferisca annualmente al Parlamento sull'attuazione della legge.




Frontespizio Testo articoli