XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 2071




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge prende spunto dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675 (meglio conosciuta come la legge sulla privacy), che se, da un lato, ha avuto il grande merito di colmare un evidente vuoto normativo in materia di tutela del diritto alla riservatezza (diritto riconosciuto in modo precettivo anche a livello costituzionale), dall'altro ha purtroppo palesato qualche lacuna nel disciplinare il trattamento dei dati personali clinici e non da parte di soggetti che, per finalità istituzionali, si trovano quotidianamente a contatto con persone a forte rischio di malattie infettive.
        E', infatti, noto a tutti (e ci si riferisce a episodi verificatisi frequentemente) come sistematicamente gli appartenenti alle Forze dell'ordine, nell'effettuare un arresto, una perquisizione o nell'atto di impedire la commissione di reati vengono a stretto contatto con tossicodipendenti affetti da AIDS; o come personale medico e paramedico in adempimento del servizio (soprattutto di pronto soccorso) debba tempestivamente agire su soggetti a rischio.
        A tale proposito la proposta di legge si ricollega, integrandone la generica ampiezza di intervento, all'articolo 20, comma 1, lettera f), della legge n. 675 del 1996, ove è espressamente previsto che la comunicazione ed il trattamento di dati personali sono consentiti senza l'obbligatoria notificazione alla Autorità garante qualora si debbano salvaguardare la vita e l'incolumità fisica dell'interessato o di un terzo.
        Accordando tale autorizzazione al personale delle Forze dell'ordine ed ai medici e paramedici, si realizzerebbe una concreta salvaguardia di beni di primaria importanza quali la loro incolumità personale e la vita individuale.
        Auspichiamo, quindi, come inizialmente detto, la più larga (se non addirittura unanime) condivisione della presente proposta di legge, espressione di una finalità sociale urgente e non più procrastinabile.




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