XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2014
Onorevoli Colleghi! - E' noto che la trasformazione
degli Istituti superiori di educazione fisica (ISEF) e la
contestuale istituzione di facoltà, corsi di laurea e di
diploma in scienze motorie, ha determinato l'insorgere di un
nutrito contenzioso in relazione alla corretta applicazione
dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 178 del 1998.
In particolare, dietro il "paravento" della autonomia
universitaria, taluni atenei stanno disapplicando la citata
disposizione, procedendo all'affidamento degli incarichi di
insegnamento con le ordinarie procedure, senza tenere conto
della specificità delle norme dettate per la trasformazione
degli ISEF. Invece, il decreto legislativo n. 178 del 1998 ha
inteso garantire, tra l'altro, il mantenimento in servizio
presso le nuove istituzioni, sia del personale
tecnico-ammininistrativo (articolo 6), sia del personale
docente non universitario (articolo 5).
Il legislatore del 1998 ha voluto garantire un minimo di
continuità didattica tra vecchio e nuovo ordinamento degli
studi, evitando di disperdere un patrimonio di esperienze
acquisito in circa mezzo secolo di storia degli ISEF. Nel
contempo, ha inteso garantire agli studenti che vivono la
riforma, la possibilità di accedere al nuovo ordinamento di
studi proseguendo un percorso formativo omogeneo rispetto alle
scelte fatte con la iscrizione ai "vecchi" ISEF, e ai docenti,
che hanno avuto il merito di "traghettare" il corso di studi
dal semplice grado universitario alla piena dignità
accademica, la possibilità di completare l'esperienza
didattica, evitando ingiustificate forme di "licenziamento in
tronco" o di "retrocessione professionale".
L'ex Ministero dell'università e della ricerca scientifica
e tecnologica (ora Ministero dell'istruzione, dell'università
e della ricerca) ha anche diramato istruzioni per evitare di
essere "partecipe" di una interpretazione che mortifica
ingiustamente le aspettative ed i diritti di coloro che hanno
portato gli ISEF alle soglie della dignità accademica (si veda
la circolare "Guerzoni" del 9 maggio 2001). Tale circolare
pare che non abbia avuto alcun esito. Ne è testimonianza
l'interrogazione degli onorevoli Paolo Russo, Santulli e Mario
Pepe, del 17 ottobre 2001, diretta al Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Occorre mettere riparo al più presto a questa situazione
di incertezza che rischia di compromettere l'avvio ed il
regolare svolgimento dell'anno accademico, sulla pelle dei
nostri studenti.
Tra l'altro la utilizzazione di docenti universitari in
luogo degli ex docenti ISEF comporta un illegittimo aggravio
di spesa per il bilancio dello Stato. Infatti, mentre gli ex
docenti ISEF che sono chiamati ad insegnare nei nuovi corsi di
laurea devono accontentarsi degli emolumenti che già
percepivano (si tratta in genere di qualche milione all'anno),
stante il preciso disposto dell'articolo 5 del decreto
legislativo n. 178 del 1998, il quale stabilisce che il
mantenimento delle funzioni didattiche non deve comportare
"oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato", ben altro è il
costo di un docente universitario.
La proposta di legge si compone di due articoli. Il primo
tende a dare chiarezza al dettato legislativo. Il secondo
contiene disposizioni intese ad evitare una reiterazione degli
errori commessi e ad offrire soluzioni alternative al problema
della sistemazione dei docenti.