XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 2000
Onorevoli Colleghi! - I bisogni educativi presenti
nella nostra comunità, soprattutto quelli connessi alla droga,
alla tossicodipendenza, all'handicap, all'AIDS, alla
violenza sui minori, al disagio giovanile, alla emarginazione
sociale, alla mortalità scolastica, all'integrazione degli
extracomunitari ed altri, non hanno bisogno di essere
particolarmente evidenziati.
Le recenti riforme in campo istituzionale (e di pubblico
impiego) hanno prodotto l'allargamento delle funzioni sociali
e l'assunzione di "nuovi" ruoli da parte dei servizi
nell'ambito dei quali si vedono emergere "nuove" e complesse
esigenze educative e formative.
Infatti, le istituzioni per il raggiungimento degli scopi
per i quali sono state create devono organizzare le loro
prestazioni in conformità ai principi della "qualità totale",
gran parte dei quali presentano aspetti educativo-formativi
che sottostanno a precise regole pedagogiche.
L'organizzazione e lo svolgimento della riqualificazione
professionale connessa con l'applicazione dell'istituto della
mobilità o del licenziamento resosi necessario a causa della
crisi economica e produttiva di diversi settori, nonché quello
dell'educazione permanente o dell'aggiornamento in servizio,
sono temi formativi specifici a cui le forze sociali e
politiche dovranno dedicare una particolare attenzione.
Le attività di orientamento scolastico e professionale,
quelle per l'inserimento nel mondo del lavoro dei giovani,
degli handicappati, dei tossicodipendenti e quelle della
formazione culturale, del tempo libero, della formazione degli
immigrati, rappresentano altre situazioni educative e
pedagogiche di grande interesse pubblico.
Attraverso il riconoscimento pubblico e la
regolamentazione delle figure professionali operanti in campo
pedagogico si può favorire la modifica del sistema
educativo-formativo da cui dipende la riuscita della
trasformazione istituzionale, la crescita culturale
"internazionale" della collettività e la formazione delle
future professionalità da impiegare nel mercato del lavoro.
Queste considerazioni di carattere generale hanno motivato
la presente proposta di legge, che individua il pedagogista -
laureato in pedagogia o in scienze dell'educazione - come
"specialista della educazione" ed "esperto dei processi
formativi" e definisce il quadro normativo di riferimento
entro cui deve avvenire lo svolgimento delle attività
pedagogiche.
La proposta di legge vuole contribuire a soddisfare la
domanda educativo-formativa sia istituzionale che sociale e
corrispondere alle esigenze legittime della categoria per
conformarsi con le norme che regolano il mercato europeo. Dal
1946-1947 ad oggi sono state circa 90.000 le persone laureate
in pedagogia, mentre gli iscritti al nuovo corso di laurea in
scienze dell'educazione attivato nell'anno accademico
1992/1993 sono circa 8.500 e circa 2.300 sono le matricole che
ancora non hanno concluso il vecchio corso di laurea in
pedagogia.
Il pedagogista, unitamente ad altre figure professionali,
contribuisce a fornire una più articolata lettura dei sempre
più complessi problemi educativi e individua ed indica le
modalità operative da attivare in tale campo.
Il pedagogista, che opera a vari livelli presso enti
centrali e periferici, svolge funzioni tecniche e di
consulenza per gli atti e gli interventi delle
Amministrazioni.
Tali competenze consistono nell'individuazione dei bisogni
e degli ambiti rispetto ai quali avviare una "ricerca-azione"
e nel predisporre le "risorse" e gli "strumenti necessari" per
condurle; consiste, inoltre, nella progettazione e nel
coordinamento delle "attività di formazione" degli operatori
socio-educativi, socio-sanitari, socio-assistenziali e
culturali; consiste, infine, nella programmazione,
elaborazione e verifica dei "piani d'intervento" dei vari enti
nei settori di competenza.
Il pedagogista, per espletare le sue funzioni utilizza i
metodi, le tecniche e gli strumenti della ricerca educativa la
quale ha uno statuto epistemologico e scientifico equivalente
a quello di ogni altro tipo di ricerca collocato all'interno
delle problematiche delle scienze umane e sociali comuni alla
medicina, alla sociologia, alla psicologia in relazione tra
teorico e sperimentale, tra qualitativo e quantitativo.
Si tratta di metodi e strumenti scientifici come
"l'osservazione sistematica", i "test", i "questionari",
i "colloqui", l'"indagine clinico educativa" e "statistica",
in grado di essere usati in situazioni "naturali", di cogliere
elementi di "contesto" e di "relazioni", di esplorare
dimensioni "oggettive" o di "gruppo" e di collegare le
conoscenze all'intervento.
La ricerca-azione condotta dal pedagogista non è
finalizzata solo alla formazione, ma è promotrice di
sperimentazioni, di nuove ipotesi di organizzazioni di lavoro,
necessaria alla progettazione degli interventi e soprattutto è
"diagnosi e trattamento pedagogico".
Il pedagogista è, quindi, esperto in varie tecniche della
ricerca educativa; egli imposta i piani di ricerca-azione, li
conduce avanti, formula i "profili pedagogici", predispone i
piani d'intervento e di "trattamento pedagogico" e li
realizza; verifica l'iter di realizzazione e di
produttività nel caso in cui l'intervento è affidato ad altri
operatori.
Il pedagogista è, quindi, esperto dei processi formativi,
e progettista della formazione e della riqualificazione
professionale, nonché coordinatore della équipe di
aggiornamento. E' inoltre, figura di riferimento stabile in
ogni progetto di aggiornamento ed assolve ad un ruolo tecnico
altamente specializzato e di direzione di staff.
La formazione svolta dal pedagogista è un'attività diversa
da quella svolta dagli educatori di bambini, di giovani o
adulti; il pedagogista non è semplicemente un docente, ma è
una figura professionale che ha il compito di elaborare le
conoscenze e i progetti necessari agli educatori sia in
direzione dei bambini che verso i giovani o gli adulti.
Per ciò che riguarda le esigenze di pianificazione degli
interventi da parte dei vari enti nei diversi settori di
competenza, anche in raccordo e collegamento con la
programmazione di altre amministrazioni, il pedagogista svolge
le funzioni di "programmatore territoriale".
Il pedagogista, in quanto specialista dell'educazione,
rileva sistematicamente, da una parte, i bisogni e le risorse
proprie dell'ente di appartenenza e le risorse disponibili nel
territorio, al fine di attuare gli interventi, dall'altra,
soddisfa i bisogni educativi della popolazione sia che vengano
espressi in forma di domanda esplicita che di domande latenti
o come bisogno insorgente anche mediante attività di
trattamento abilitativo o riabilitativo.
Il pedagogista assolve, inoltre, il compito di fornire
alle famiglie "l'assistenza educativa specialistica" e la
"consulenza psicopedagogia" sia per quanto concerne i problemi
familiari e di educazione dei figli che per quanto riguarda
problemi legati a stati di svantaggio od abbandono dei figli,
ad adozioni o ad affidi.
In relazione alle attività di orientamento scolastico e
professionale, il pedagogista rileva, da una parte, le
attitudini degli allievi attraverso lo studio e l'osservazione
delle abitudini educative, dall'altra, organizza "un
osservatorio professionale" attraverso cui fornisce aiuti
nella preparazione personale e nelle scelte dell'attività
lavorativa.
La presente proposta di legge vuole, inoltre, evidenziare
la disomogeneità di trattamento normativo per il pedagogista
come per altre categorie professionali. Il Parlamento è in
ritardo rispetto alle regioni le quali hanno già affrontato il
problema, anche se non nella totalità, riconoscendo al
pedagogista la dignità professionale che gli spetta
inserendolo in piani socio-assistenziali, socio-sanitari,
socioeducativi e culturali.
Il riconoscimento pubblico della professionalità del
pedagogista contribuisce a valorizzarne il ruolo e la funzione
all'interno della società e comporta il controllo
dell'esercizio esclusivo dell'attività professionale nei
confronti del cittadino e delle istituzioni.
Il riconoscimento pubblico del pedagogista consente,
infine, di colmare un vuoto normativo che attualmente non
garantisce alla società e ai cittadini di avere sempre le
prestazioni professionali specializzate per il trattamento dei
problemi educativi, in quanto questi ultimi vengono spesso
trattati da altre figure professionali del sociale che,
nell'ambito del loro iter, formativo, non acquisiscono
le dovute competenze pedagogiche.