XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 1995
Onorevoli Colleghi! - Il settore dei trasporti
costituisce una delle componenti più critiche per assicurare
lo sviluppo del sistema economico. Tuttavia, i ritardi
accumulatisi in questo comparto, e l'assenza, nel corso degli
ultimi decenni, di un indirizzo politico chiaro in materia
hanno determinato, nel nostro Paese, uno stato di grave crisi,
che giunge in molti casi a determinare una vera e propria
paralisi dei sistemi della mobilità. In particolare, il
sistema dei trasporti italiano risulta eccessivamente fondato
sul trasporto stradale, il quale ha conosciuto uno sviluppo,
in termini di quantità di merci trasportate, assolutamente
squilibrato, che si associa alla contemporanea
marginalizzazione del trasporto ferroviario e di quello
marittimo. Tale situazione ha comportato una serie di gravi
problemi: in primo luogo, appare evidente il congestionamento
della rete stradale italiana, con particolare riferimento a
quella autostradale, con tutte le conseguenze, anche in
termini di efficienza del servizio stesso, che ciò comporta.
In secondo luogo, risulta ormai dimostrato come il trasporto
stradale di merci determini una serie di esternalità negative
per l'intera collettività non più sostenibili, sia sul piano
dell'impatto ambientale, sia su quello della sicurezza della
circolazione, sia, infine, in termini di rapida obsolescenza
delle stesse infrastrutture autostradali.
Sebbene il tema del riequilibrio modale nel sistema dei
trasporti sia da lungo tempo al centro dell'agenda politica,
al di là degli slogan, le misure concretamente varate
per invertire tale processo e per incrementare la quota di
traffico affidata alle modalità di trasporto alternative alla
strada si sono finora dimostrate limitate ed insufficienti.
La proposta di legge intende intervenire proprio su tale
problematica, incentivando le imprese di autotrasporto a
caricare i propri mezzi su ferrovia, soprattutto per coprire
quei tratti di percorso nei quali è più elevato il livello di
congestionamento delle arterie stradali. In particolare,
l'intervento legislativo è volto a ridurre il costo del
trasporto per ferrovia dei veicoli di trasporto merci su
strada, riducendo lo svantaggio competitivo di cui soffre
attualmente tale modalità di trasporto rispetto al trasporto
su strada. In parallelo, la proposta intende rafforzare la
dotazione infrastrutturale del comparto ferroviario,
incentivando l'acquisto dei carri ferroviari speciali
necessari per il trasporto dei camion.
L'articolo 1 prevede la concessione di contributi a fondo
perduto in favore dei soggetti che esercitino servizi
ferroviari sul territorio nazionale, al fine di incentivare il
trasporto di veicoli adibiti al trasporto merci su carri
ferroviari. I soggetti destinatari dei contributi sono tenuti
a ridurre, in misura non inferiore al 50 per cento, le tariffe
praticate ai soggetti esercenti attività di trasporto su
strada di cose per il servizio di trasporto su ferrovia dei
veicoli adibiti al trasporto merci. L'ammontare dei contributi
è stabilito in 25 milioni di euro (circa 50 miliardi di lire)
nel 2002, e in 50 milioni di euro (circa 100 miliardi di lire)
per ciascuno degli anni 2003 e 2004. La formulazione della
disposizione è tale da comprendere nell'ambito di applicazione
dell'agevolazione la più amplia platea di soggetti attivi nel
settore del trasporto ferroviario, comprendendovi sia le
imprese esercenti attività di trasporto ferroviario in senso
stretto, sia quelle imprese che svolgono servizi comunque
riconducibili al trasporto su ferrovia di mezzi di trasporto
merci. La norma proposta si fonda inoltre sul coinvolgimento
delle stesse imprese di trasporto ferroviario, che, a fronte
dei contributi incassati, saranno tenute a praticare sconti
per il trasporto dei veicoli di trasporto merci.
L'articolo 2 prevede un 'ulteriore forma di sostegno al
trasporto combinato, introducendo una contribuzione statale,
sempre a fondo perduto, in favore dei soggetti esercenti
servizi ferroviari, per l'acquisto dei carri ferroviari
speciali necessari per l'effettuazione del trasporto per
ferrovia dei veicoli adibiti al trasporto su strada di cose;
l'ammontare dei contributi è stabilito nella misura pari al 20
per cento del costo sostenuto per l'acquisto dei carri
ferroviari speciali. A tal fine sono autorizzati tre limiti di
impegno decennali di 5 milioni di euro (circa 10 miliardi di
lire) per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004.
L'articolo 3 demanda ad appositi contratti di programma,
da stipulare tra il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti e i soggetti destinatari dei contributi,
l'assegnazione e la ripartizione degli stessi, nonché le
modalità di applicazione delle riduzioni tariffarie. La
disposizione prevede altresì il parere parlamentare sugli
schemi di contratto di programma prima della loro stipula,
nonché la redazione, da parte del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di una relazione annuale alle
Camere sullo stato di attuazione dei contratti stessi. Il
ricorso allo strumento del contratto di programma, che trova
del resto significativi precedenti proprio nella regolazione
dei rapporti tra Stato e soggetti esercenti attività di
trasporto ferroviario, è anch'esso ispirato all'esigenza di
assicurare la riduzione degli adempimenti burocratici e la più
ampia flessibilità nell'applicazione delle misure, consentendo
di instaurare una utile interlocuzione tra le imprese di
trasporto ferroviario interessate ed il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, che consentirà di modulare gli
interventi di sostegno ed assicurare loro la massima
efficacia. Al contempo, in considerazione della strategicità
dell'intervento, la norma affida al Parlamento il compito di
esaminare preventivamente il contenuto dei contratti di
programma, e di svolgere un ruolo di monitoraggio sul
progressivo avanzamento del programma di sostegno.
L'articolo 4 reca le norme di copertura finanziaria degli
oneri recati dal provvedimento, che ammontano complessivamente
a 155 milioni di euro (circa 300 miliardi di lire) nel
triennio 2002-2004 ed a 275 milioni di euro (circa 530
miliardi di lire) fino al 2013.
Le misure contenute nella proposta di legge non possono
evidentemente portare di per sé a soluzione le complesse
problematiche che affliggono il sistema dei trasporti, ma
intendono costituire un primo concreto passo in direzione del
riequilibrio modale ed un importante segnale di una reale
attenzione del mondo politico nei confronti del settore, cui
dovranno ovviamente seguire ulteriori iniziative per la
complessiva ristrutturazione del sistema della mobilità delle
merci e delle persone.